TARTARUGHE ESOTICHE TERRESTRI

Testudo graeca (Linnaeus, 1758)
Testudo hermanni boetgerii (Mojsisovics, 1889)
Testudo hosfieldii (Gray, 1844)
Testudo marginata (Schoepf, 1792)

DESCRIZIONE

CLASSIFICAZIONE
In Umbria, come in tutto il mondo, sicuramente vengono allevate tartarughe terrestri delle più strane specie e dalla provenienza più disparata. Ma in questa sede ci si limiterà a trattare le specie esotiche più diffuse in allevamento per la loro adattabilità ai nostri climi. Trascureremo la descrizione di specie particolari come Testudo kleinmanni o le tartarughe scatola del nuovo mondo (Terrapene carolina o Terrapene ornata) che seppur adattabili ai nostri climi sono scarsamente allevate a causa della minore disponibilità sul mercato e del prezzo elevato (un esemplare di Terrapene carolina adulto arriva a costare 2000 euro).

ORDINE

TESTUDINES

SOTTORDINE

CRYPTODIRA

FAMIGLIA

TESTUDINIDAE

GENERI

TESTUDO

In generale, le specie trattate hanno una biologia molto simile a quella della Testudo hermanni hermanni, ampiamente illustrata nella sezione ad essa dedicata alla quale far tranquillamente riferimento per ciò che concerne le esigenze di allevamento, mentre qui ci si limiterà a sottolineare le peculiarità delle specie esotiche.

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

Le specie maggiormente interessate all’allevamento in cattività nella nostra regione sono sicuramente quelle provenienti dalle regioni europee e nord africane che sono state fatte oggetto di importanti commerci nei decenni passati e sono giunte in Italia in grandi numeri.
La maggior parte degli esemplari importati appartenevano alla Testudo graeca che sicuramente, con le sue numerose sottospecie, occupa l’areale di diffusione più vasto tra le specie trattate: esso va dalla Grecia fino alla Turchia, si estende a tutte le regioni settentrionali africane (dove troviamo popolazioni fino a quasi 2000 m di quota) e la specie è naturalizzata nel Sud della Spagna e in alcune regioni italiane dove troviamo delle popolazioni acclimatate e naturalizzate da secoli.
Molto importata per la sua vasta diffusione nell’area balcanica è stata la sottospecie orientale tartaruga comune, la Testudo hermanni boettgeri.
Altra specie importata da tempi remoti per la particolarità del suo carapace è la Testudo marginata. La sua area di diffusione, originariamente ristretta alla Grecia meridionale si estende oggi ad alcune regioni italiane, dove si trovano popolazioni naturalizzate a seguito di successive introduzioni perpetrate in epoche passate già da etruschi e romani.
La Testudo horsfieldi è la tartaruga terrestre che si spinge alle latitudini più elevate: occupa un vasto areale di diffusione che va dalla Russia fino all’Afghanistan e alla Cina.

TASSONOMIA E SOTTOSPECIE

Le tartarughe esotiche principalmente allevate in Italia appartengono alle seguenti specie. Ogni specie è suddivisa in diverse sottospecie che spesso non sono unanimemente riconosciute o in fase di studio.


SPECIE

HERMANNI BOETTGERI
HORSFIELDI
GRAECA
MARGINATA

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE

La Testudo hermanni boettgeri ha una colorazione molto più variabile rispetto alla sottospecie hermanni. Seppure sia possibile osservare individui dalla colorazione molto contrastata, si può dire che solitamente il fondo sabbia poco contrasta con le macchie scure che sfumano al bruno e a volte non sono neanche presenti e comunque sbiadiscono con l’età. Essa raggiunge dimensioni notevoli: può capitare di osservare vecchie femmine con un carapace lungo fino a 25 cm. La differenza con la Testudo hermanni hermanni è descritta nella sezione dedicata alla specie.

Caratteri distintivi della Testudo graeca sono due tubercoli cornei che sporgono sulla cute tra la base delle zampa posteriori e l’attaccatura della coda. Inoltre la specie presenta un’unica placca sopracaudale e la coda è priva di astuccio corneo. Le dimensioni della corazza variano dai 15 ai 30 cm a seconda della sottospecie di appartenenza, così come la forma e la colorazione sono ben differenziate. La classificazione di questa specie è tuttora molto controversa e se la maggior parte degli studiosi riconosce quattro sottospecie (T.g. graeca, T.g. ibera, T.g. terrestris, T.g. zarundnyi), altri ne individuano ulteriori in via di definizione e addirittura c’è chi considera alcune popolazioni nordafricane individuate nel genere Furculachelys: una specie naturalizzata in Sardegna, ma che per le particolari esigenze climatiche non trattiamo in questa sede, poiché non acclimatabile nella nostra regione. Dunque, nonostante individuare la classificazione delle Testudo graeca è molto complicato si possono definire alcune caratteristiche delle sottospecie maggiormente diffuse in allevamento. La specie nominale Testudo graeca graeca, di dimensioni ridotte, ha una colorazione abbastanza variabile con fondo sabbia e macchie scure. La cute può presentare alcune macchie chiare. In questa sottospecie il carapace è arrotondato e la forma a cupola ben pronunciata. Alcune sottospecie di maggiori dimensioni evidenziano una colorazione molto chiara o completamente sabbia, altre più scura vicina ai toni del bronzo e del cuoio come in Testudo graeca ibera ; la cute ha una colorazione unifome e in alcuni casi il carapace, più appiattito, si allarga leggermente sulle marginali posteriori. Le Testudo graeca presentano una discreta mobilità della parte posteriore del piastrone garantita da una cerniera cartilaginea a livello della sutura compresa tra le placche addominali e le femorali. I giovani sono solitamente molto chiari e sfumati rispetto a quelli delle altre specie.

La Testudo horsfieldi ha tutte le caratteristiche tipiche delle tartarughe scavatrici. Il carapace che supera raramente la lunghezza di 20 cm, ha una forma piuttosto rotonda e piatta. La colorazione, seppur abbastanza variabile, presenta delle costanti: il tono di fondo è giallo verdastro con estese macchie brune disposte simmetricamente ma abbastanza sfumate. Le zampe anteriori sono molto sviluppate e una caratteristica peculiare della specie è quella di avere quattro dita per zampa. I giovani somigliano a quelli della Testudo graeca, ma la corazza si presenta già più appiattita. Lo scuto sopracaudale è unico e la coda è priva di astuccio corneo.

Testudo marginata è sicuramente la specie che raggiunge le dimensioni maggiori tra tutte arrivando a misurare fino a 40 cm. Il carattere distintivo della specie può essere individuato nella forma piuttosto allungata del carapace, che presenta una leggera compressione nella parte centrale, e nella tipica disposizione delle marginali posteriori svasate e dentellate: caratteristica questa che si fa particolarmente evidente con l’aumentare dell’età. Inoltre, sul piastrone di colore ocra emergono  i triangoli neri degli scuti che sono un’altra caratteristica peculiare della specie.
I tubercoli cornei alla base della coda, tipici della Testudo graeca, sono a volte presenti anche in questa specie, ma non sempre in modo simmetrico. La coda non presenta astuccio corneo e la placca sopracaudale è unica. Come in Testudo graeca le quattro placche posteriori del piastrone presentano una leggera mobilità data dalla presenza di una cerniera cartilaginea a livello della sutura compresa tra le placche addominali e le femorali.
La colorazione del carapace è bruno scuro con macchie giallastre tondeggianti solitamente ben definite, anche se capita spesso di osservare esemplari melanici completamente scuri o esemplari ipomelanici molto chiari. I giovani non hanno la svasatura delle marginali tipica della specie; essi presentano la stessa colorazione degli adulti, ma i colori sono più vivaci e definiti; già dalla nascita sono evidenti i tringoli neri del piastrone che permettono di riconoscere agevolmente i neonati di questa specie dalle altre.

HABITAT NATURALE

La vasta area che interessa le quattro specie  fa si che in diverse zone esse condividano gli stessi areale: nelle regioni dell’Europa meridionale troviamo Testudo hermanni, graeca e marginata; nelle regioni mediorientali Testudo graeca convive con Testudo horsfieldi; mentre in africa settentrionale troviamo solo la Testudo graeca.
Gli habitat naturali frequentati dalle diverse specie sono pressoché i medesimi, ma la vastità dell’area di distribuzione comprende a volte ambienti eterogenei tra loro che tendono a influire sulla morfologia e sui comportamenti delle singole popolazioni.
In generale l’ambiente prediletto è costituito da zone aride e ben soleggiate ricche di cespugli.
Le popolazioni litoranee frequentano dune rivierasche e garighe. Nei balcani e in Grecia le popolazioni distribuite sui territori più distanti dalle coste arrivano fino quasi a 1000 m di quota frequentando anche macchia mediterranea più evoluta ove predomina il Pino d’Aleppo.
Le popolazioni che troviamo più ad oriente frequentano zone desertiche: le colline rocciose o le aride steppe degli altopiani spingendosi raramente oltre i 1500 m.

COMPORTAMENTO E ABITUDINI DI VITA

Ancora una volta, possiamo dire che la biologia e i ritmi di vita delle popolazioni delle quattro specie che vivono alle nostre latitudini, sono quasi del tutto identici a quelli descritti per Testudo hermanni, ma per individuare alcune peculiarità comportamentali si dovrà andare ad analizzare le abitudini di quelle popolazioni più distanti dal nostro paese.

Le popolazioni africane di Testudo graeca ibernano solo in alcune zone di montagna, mentre, frequentando abitualmente terreni molto aridi, devono ricorrere all’estivazione da inizio luglio a fine agosto, per superare le eccessive temperature estive.

La Testudo marginata, che in natura occupa generalmente territori molto aridi, ricorre ad un lungo periodo di estivazione per superare le calde e secche estati. Per contro, probabilmente grazie alle dimensioni maggiori rispetto alle altre specie, sembra risentire meno delle basse temperature di inizio e fine inverno, cosa che le permette di mantenersi attiva per un periodo più lungo nell’arco dell’anno e anche per più ore nell’ambito delle singole giornate.

Le Testudo horsfieldi delle steppe russe sono le più piccole tartarughe che scavano delle tane. Come si è già detto esse occupano delle zone desertiche soggette a estati molto calde e secche ed inverni particolarmente rigidi. Le tane che possono arrivare ad una profondità di due metri hanno la doppia funzione di proteggere gli animali sia durante l’ibernazione (ottobre-aprile) sia durante l’estivazione (giugno-luglio). Pertanto il periodo di attività di queste tartarughe in natura si riduce a pochi mesi l’anno.

RAPPORTO CON L’UOMO

STORIA DEL RAPPORTO CON L’UOMO

Per renderci conto della portata del commercio e delle importazioni di cui sono state soggette queste specie nell’ultimo trentennio del secolo passato, ancora una volta riportiamo integralmente la descrizione che faceva Bruno S. in “Rettili d’Italia” (1979) parlando della Testudo graeca:

"(…) Dal 1965 al 1967 in Inghilterra ne sono stati importati da Marocco più di 750000 es. (di T. greca) e dal 1967 al 1971 più di 1 milione; ogni anno in questa nazione ne entravano una media 46 tonnellate dal Marocco, 10 tonnellate dai Balcani e 6 dalla Tunisia. Oggi l’importazione è proibita. Centinaia di migliaia di es. sono però esportati ogni anno in altri Paesi Europei, e il 75% di essi muoiono dopo 1 anno per le cattive condizioni con cui sono allevati. In Africa sett. Il suo carapace viene utilizzato per un tipo di banjo e ogni anno sono circa 10000 gli es. uccisi a questo scopo. Attualmente gli stati che ancora l’importano rifiutano gli es. con il piastrone inferiore ai 10 cm., i quali non sono neppure utilizzati nell’artigianato del banjo. La sp. È ora protetta nei Balcani (Grecia esclusa), in Spagna e in alcune regioni dell’Asia occid. Si calcola che in Marocco non vivono più di 6 milioni di es."

PROTEZIONE - STATUS GIURIDICO

Tutte le specie del genere Testudo sono oggi inserite nell’annesso II della CITES che tutela gli esemplari selvatici vietandone il commercio.
Tuttavia nel nord dell’africa non è raro assistere al commercio illegale di Testudo graeca: nei mercatini tipici è possibile trovare souvenirs fabbricati con il carapace di tartarughe greche o addirittura acquistare esemplari vivi prelevati in natura.
Inoltre le popolazioni di specie esotiche naturalizzatesi in italia, come la loro cugina autoctona sono costantemente insidiate da un incombente e spesso inesorabile declino. Tra le principali cause di questa rarefazione di esemplari selvatici, oltre alle catture sul territorio e alle uccisioni causate dal traffico stradale, individuiamo altri gravi fattori che influiscono pesantemente sui nostri ambienti naturale primi tra i quali urbanizzazione e incendi che provocano una lenta, ma massiccia distruzione e alterazione degli habitat.
Tuttavia, a supporto della legislazione di protezione internazionali e comunitarie verso queste specie, alcune delle regioni in cui troviamo popolazioni naturalizzate di Testudo esotiche (boettgeri, graeca e marginata), in contraddizione alle normative che vietano il rilascio in natura di specie non autoctone, hanno deciso di proteggere dette specie inserendole nella specifica legislazione regionale insieme alla fauna locale (Cfr. SCALERA R.).

ACCLIMATAZIONE E DISTRIBUZIONE NAZIONALE E REGIONALE

In Italia possiamo trovare diverse popolazioni di Testudo boettgeri, graeca e marginata naturalizzatesi a seguito delle introduzioni effettuate già in epoche passate. Purtroppo spesso ci troviamo in presenza di popolazioni frutto di continui incroci tra sottospecie diverse difficilmente collocabili tassonomicamente.

Popolazioni selvatiche di Testudo hermanni boettgeri si incontrano in varie regioni d’Italia, ma peculiare è la loro presenza nelle regioni del nord est e in pianura padana. L’areale d’origine di questa sottospecie comprende zone distanti dal mare a clima prettamente continentale, per questo probabilmente si è adattata, meglio della sottospecie occidentale, ai climi freddi del nord Italia.

Molto consistenti sono le popolazioni sarde, toscane e siciliane di Testudo graeca graeca e marginata la diffusione delle quali rimane generalmente limitata a zone litoranee e garighe costiere. La Testudo graeca abitualmente frequenta territori aridi e in Italia, in natura, resta solitamente in prossimità delle dune sabbiose litoranee, spingendosi raramente fino a 250 m di quota. Nei decenni passati è stata importata a grandi quantità in tutta Europa dall’Africa, ma mal si adatta all’umidità dei nostri inverni sviluppando frequentemente malattie respiratorie che la portano alla morte.

La popolazione più numerosa di Testudo marginata presente sul nostro territorio è indubbiamente quella sarda, ma in continua diminuzione: ogni anno, soprattutto all’inizio dell’estate, quando le femmine vagano per raggiungere il luogo dove deporre le uova, molti esemplari vengono schiacciati dalle automobili sulle strade, mentre altri vengono catturati da gente di passaggio o peggio da turisti. Alcune popolazioni le troviamo in Toscana, dove in nome di antiche introduzioni operate dagli etruschi, in epoche relativamente recenti si è proceduto a ripopolarne alcune aree protette regionali storicamente occupate dalla specie.

L’importazione della Testudo horsfieldi è più recente: ad essa si è ricorso quando le leggi comunitarie hanno vietato il commercio delle specie europee. La maggior parte degli esemplari oggi allevati in cattività sono arrivati dalle regioni della ex Unione Sovietica dove dopo l’apertura dei confini e la liberalizzazione dei commerci ne venivano catturate migliaia ogni anno. Questa specie T horfieldi provenendo da regioni secche e desertiche mal si adatta ai climi temperati e umidi delle nostre regioni che nel caso di allevamento in cattività ne provocano spesso la morte.

ALLEVAMENTO IN CATTIVITA’

La cattura, il commercio e la detenzione di tutte le specie del genere Testudo è vietato da diverse normative nazionali e internazionali. Il regolamento C.I.T.E.S. consente la detenzione della specie limitatamente ad esemplari in possesso dei previsti documenti che ne attestino la regolare acquisizione o la nascita in cattività da esemplari già regolarmente detenuti.

SISTEMAZIONE

L’allevamento delle specie esotiche è possibile, soprattutto nelle zone pianeggianti e collinari della nostra regione che ben rispondono alle loro esigenze, ma sono necessarie delle attenzioni al fine di evitare inutili sofferenze ai nostri beniamini.
Come per le Testudo hermanni hermanni, l’allevamento all’aperto in un ampio recinto esposto a Sud-ovest e ben soleggiato è l’unico consigliato. Infatti, si tratta di animali a sangue freddo che per vivere hanno bisogno di regolare la loro temperatura corporea attraverso il calore naturale acquisito tramite l’esposizione diretta ai raggi solari; quindi, nell’allevare tartarughe, particolare cura va posta nella scelta del punto più adatto del nostro giardino che sarà sicuramente quello con la migliore esposizione solare.
Particolare attenzione va posta nel creare un rifugio che funga sia da riparo dalle intemperie sia da tana dove trascorrere il letargo invernale e l’eventuale periodo di estivazione.
Nel caso di allevamento della Testudo horsfieldi va tenuto presente che si tratta di un’abilissima scavatrice che nel giro di una notte riesce tranquillamente a sparire sotto un metro di terra, quindi al fine di evitare inutili scavi alla ricerca della fuggitiva è consigliabile collegare la recinzione ad una  rete interrata a circa 20-30 cm di profondità.
Sia Testudo graeca che Testudo horsfieldi sono molto sensibili all’umidità atmosferica che non dovrebbe eccedere il 30%.

ALIMETAZIONE

Nonostante le tartarughe solitamente non sembrano abituate a bere è fondamentale che abbiano sempre a disposizione una ciotola bassa contenente acqua pulita, questa va posta distante dai margini della recinzione al fine di evitare che le tartarughe, nel tentativo di arrampicarsi si capovolgano in acqua annegando.
Tutte le specie trattate sono principalmente erbivore e quindi l’alimentazione ideale è costituita da insalata e erbe fresche, integrata di tanto in tanto con frutta e verdura.
Tra tutte le specie la più opportunista dal unto di vista alimentare è la Testudo horsfieldi che in natura si ciba volentieri di insetti e animali morti e pertanto in cattività dovremo avere cura di integrarne l’alimentazione con cibi che le garantiscano un maggiore apporto proteico: a tale scopo i gamberetti essiccati per tartarughe acquatiche sono l’ideale, ma attenzione a non eccedere (due tre volte al mese sono sufficienti).
Al risveglio dal letargo è bene integrare la dieta delle femmine con del calcio che agevola la formazione del guscio delle uova e allo stesso tempo garantisce la buona formazione del carapace dei piccoli: la polvere di un osso di seppia per volatili da gabbia grattugiato sulla razione quotidiana di verdura fa al caso nostro.
Importante è non somministrare mai latticini che per il metabolismo delle tartarughe rappresentano un vero veleno.

LETARGO/ESTIVAZIONE

Il rifugio ideale per qualsiasi specie di Testudo dovrebbe essere semplicemente costituito da una bassa tettoia che in estate fornisca alle tartarughe la giusta ombra in estate e, nei mesi invernali, le protegga dall’eccessiva umidità e dalle basse temperature. Il fondo del rifugio non dovrebbe essere chiuso in modo da consentire alla tartaruga di sprofondare nel terreno che le assicurerà così la giusta idratazione; a tale scopo va anche bene riempire il rifugio con foglie secche che nel corso dell’inverno marciranno preservando le tartarughe dal rischio disidratazione.
A tal proposito, è molto importante che al momento del risveglio le tartarughe abbiano la possibilità di bere abbondantemente; infatti, la mancanza d’acqua, che in altri momenti non sarebbe neanche percepita, al risveglio del letargo potrebbe rivelarsi fatale soprattutto per i giovani esemplari che rischiano la disidratazione.
La Testudo marginata rispetto alle altre specie trascorre in letargo un periodo molto più breve che si riduce ai 2-3 mesi più freddi dell’anno. I piccoli fino a 2-3 anni invece non affrontano un periodo continuativo di letargo ma restano attivi tutte le volte che le temperature lo consentono cosa che permette loro di nutrirsi e continuare la crescita anche durante i mesi invernali. In questo caso non va dimenticato di nutrire i piccoli e soprattutto va posta molta attenzione nella realizzazione di rifugi aperti a sud ovest in modo da permettere al calore solare di raggiungere al meglio le piccole tartarughe già dal mattino.

MALATTIE

Alla base dell’insorgere di qualsiasi malattia vi sono sempre disordini dietetici o cattive condizioni di stabulazione che possono andare dalla scarsa igiene alla scarsa esposizione ai raggi solari o ancora l’eccessiva umidità.
La Testudo graeca ad esempio è portatrice sana di diverse malattie, ma i nostri climi umidi la rendono particolarmente soggetta a bronchiti e riniti. Anche la Testudo horsfieldi è molto sensibile all’eccessiva umidità e spesso contrae patologie contagiose dell’apparato respiratorio.
Le Testudo graeca e marginata sono anche soggette ai virus intestinali.

LONGEVITA’

La Testudo graeca è la più rinomata per la sua longevità; infatti, non è raro che in cattività superi ampiamente i 100 anni.
Le Testudo marginata, forse a causa del fatto che ha un ciclo di attività più lungo nel corso dell’anno sembra che non riesca a raggiungere il secolo, arrivando generalmente ad un massimo di 80.

CONFRONTO E RAPPORTI CON ALTRE SPECIE

Si sconsiglia sempre la convivenza tra individui di specie e provenienza diversa, oltre che per evitare il rischio ibridazioni, perché ogni singola specie è più o meno soggetta e immunizzata nei confronti di determinate patologie e la convivenza potrebbe provocare nefaste epidemie.

SESSO E RIPRODUZIONE

SESSO E RIPRODUZIONE

La riproduzione avviene per tutte le specie nelle stagioni calde dell’anno: inizia in primavera, al risveglio dal letargo invernale e si conclude con la nascita dei piccoli alla fine dell’estate.

DIMORFISMO SESSUALE

Per tutti gli esemplari del genere il dimorfismo sessuale si evidenzia solo verso i 4-5 anni di vita. La maturità sessuale in cattività è raggiunta precocemente già a 5-10 anni, con un leggero anticipo dei maschi sulle femmine.
In tutte le specie le dimensioni delle femmine sono maggiori rispetto a quelle dei maschi, eccetto che in Testudo marginata nelle quale i maschi presentano una maggiore lunghezza del carapace accentuata dall’apertura delle marginali posteriori più pronunciata che nelle femmine.
La coda del maschio è sempre molto larga alla base e più lunga di quella delle femmine.
Il piastrone nei maschie presenta un’ampia apertura cloacale ed è sempre concavo, mentre nelle femmine è piatto o leggermente convesso.

ACCOPPIAMENTO

Il rituale di corteggiamento e accoppiamento ricalca ancora una volta quello delle Testudo hermanni, ma nel caso di maschi delle quattro specie particolarmente irruenti ed aggressivi durante il corteggiamento è consigliabile tenere separati i due sessi all’infuriare del periodo della riproduzione in maniera da evitare alle femmine gravi lesioni.
La Testudo horsfieldi ha maggiori difficoltà di riproduzione rispetto alle altre specie forse a causa delle eccessive differenze climatiche con le regioni di provenienza.

IBRIDAZIONI

Casi di ibridazione tra le sottospecie di Testudo hermanni e quelle di Testudo graeca sono normali e note anche se vivamente sconsigliate perché la distinzione delle caratteristiche tipiche andrebbe sempre salvaguardata.
A volte può capitare di leggere a proposito di casi di ibridazioni fertili tra Testudo Graeca e Testudo Margianata (Cfr. FOHR-CAMPI U.): come nel caso delle popolazioni sarde di T.g. presenti sull'isola di Mal di Ventre che secondo quanto emerge da studi condotti presso il centro Carapax sembrerebbero evidenziare caratteristiche intermedie.
In cattività si sono avuti casi di ibridazione tra Testudo hermanni e Testudo horsfieldi; nonostante l’apparente differenza tra le due specie, studi recenti hanno rivelato la loro vicinanza evolutiva (Cfr. BONIN F., DEVAUX B., DUPRE A.).

DEPOSIZIONE

La Testudo graeca scava il proprio nido nel terreno sabbioso e vi depone numerose uova (da 2 a 12) di forma ovale o rotonda. In una stagione si possono avere fino a cinque deposizioni.
Nel caso della Testudo marginata le deposizioni vanno da 1 a 5 in un anno, anche se di norma  si assiste a due deposizioni; le uova per ogni nido variano da 2 a 20 e come per T. graeca esse hanno forma ovale o rotonda.
La specie meno prolifica è certamente Testudo horsfieldi che in cattività non sempre trova le condizioni adatte alla riproduzione e comunque può deporre fino a tre volte l’anno da 1 a 8 uova.
Comunque in tutte le specie il numero delle deposizioni e delle uova varia al variare della grandezza della femmina, della disponibilità di cibo e dell’andamento climatico stagionale.

INCUBAZIONE e NASCITA

Le esigenze di incubazione naturali delle quattro specie sono le medesime e pertanto successi riproduttivi si dovrebbero contare anche in Umbria. Nel caso di incubazione artificiale si deve fare attenzione a non eccedere con l’umidità soprattutto nel caso di Testudo graeca e horsfieldi per le quali è consigliabile tenersi tra il 60 e il 70%.
La Testudo marginata non ha grosse esigenze in termini di temperatura o di umidità; infatti, si possono ottenere buoni risultati già lasciando le uova all’incubazione naturale del sole, ma anche in incubatrice si ottengono ottimi risultati alla temperatura di circa 30° mentre l’umidità può variare dal 65 al 90%.
La durata dell’incubazione che in natura può durare fini a 120 giorni, in incubatrice varia a seconda della temperatura, dai 60 ai 90 giorni per tutte le specie.
In cattività si registrano numerosi casi di albinismo in Testudo marginata che già conta diversi esemplari nella popolazione selvatica sarda. Inoltre come tutte le tartarughe trattate si possono avere esemplari con scaglie anomale o anche nascite gemellari.

DESCRIZIONE

RAPPORTO CON L'UOMO

ALLEVAMENTO IN CATTIVITA'

SESSO E RIPRODUZIONE

GALLERIE DESCRITTIVE

Testudo kleinmanni

 

 

 

 

Distribuzione testudo graeca

 

 

 

 

Distribuzione testudo marginata

 

 

 

 

Distribuzione testudo horsfieldi

 

 

 

 

Scuto sopracaudale unico in T. graeca ibera e tubercoli cornei

 

 

 

 

Testudo graeca

 

 

 

 

Testudo graeca ibera

 

 

 

 

Testudo horsfieldi

 

 

 

 

Testudo marginata

 

 

 

 

Piastrone in Testudo marginata adulta

 

 

 

 

Piastrone di Testudo in marginata giovane

 

 

 

 

Testudo marginata uccisa dal traffico stradale in Sardegna

 

 

 

 

Dimorfismo sessuale in Testudo horsfieldi

 

 

 

 

Coda maschio in Testudo marginata

 

 

 

 

Coda femmina in Testudo marginata

 

 

 

 

Lesioni provocate da insistenti approcci sessuali

 

 

 

 

Uovo di Testudo marginata

 

 

NOTE EDITORIALI - TARTOOMBRIA: IL SITO DI RIFERIMENTO PER I "TARTAMANTI" UMBRI - FOLIGNO (PG) - INFO@TARTOOMBRIA.ORG