LAZIO

ROMA

 

Il Bioparco di Roma, immerso nello storico contesto che fu dello Zoo di Villa Borghese, ha ospitato negli anni numerose specie di tartarughe. All’inizio degli anni ’90 nelle recinzioni all’ingresso dello Zoo si ammiravano due esemplari di tartarughe giganti delle Seychelles Dipsochelys elephantina presenti almeno dagli anni ’70. Nel laghetto con i cigni e le anatre erano ospitati numerosi esemplari di emididi americani e di emys orbicularis, per le quali era in atto un monitoraggio dei nidi rilevabile da evidenti segnalazioni in prossimità degli stessi. Nel rettilario si osservavano altre specie esotiche: Cuora amboinensis, Macroclemys temminckii, Terrapene carolina, Geochelone pardalis, nonché numerosi esemplari delle specie italiane: Testudo hermanni, Testudo graeca e Testudo marginata. Tutti questi esemplari hanno subito negli anni diversi spostamenti e trasferimenti. Oggi lo scenario del Bioparco appare completamente rinnovato: a seguito del nuovo ruolo assunto dai giardini zoologici nell’impegno mondiale per la salvaguardia, l’area è stata sottoposta ad una razionalizzazione degli spazi e ad una riqualificazione ambientale. Alcuni anni fa l’unica presenza rilevante e costante restava quella dei due esemplari di tartarughe giganti delle Seychelles; nel laghetto risultava evidente solo la presenza di Trachmemys scripta elegans, mentre nel rettilario si poteva osservare un esemplare adulto di Geochelone sulcata.

 

www.bioparco.it

Dipsochelis elephantina

(Foto 1996)

Dipsochelis elephantina

(Foto 2003)

geochelone pardalis


(Foto 2000)

Geochelone sulcata


(Foto 2003)

 
Il laghetto di villa borghese, così come molti altri bacini cittadini, è popolato da numerosi esemplari di tartarughe acquatiche esotiche per la maggior parte della specie americana Trachemys scripta elegans, abbandonati da chi non se ne poteva più prendere cura. Gli animali seppur costretti a convivere con numerose anatre e le barchette dei visitatori, sembrano tranquilli e in salute; tuttavia si tratta quasi esclusivamente di adulti che nonostante l’ambiente appaia relativamente adeguato, probabilmente non riescono a riprodursi. Poco distante dal laghetto, scendendo verso la Galleria Nazionale di Arte Moderna, troviamo due importanti fontane con delle grandi statue di tartarughe disposte intorno alla vasca; fino ai primi anni di questo secolo la fontana senz’acqua appariva in uno stato di relativo abbandono, effetto questo aumentato probabilmente dal fatto che tutte le statue delle tartarughe risultano decapitate. (Foto 1999)

Emididae americane

Trachemys scripta elegans

Trachemys scripta elegans

Fontana di villa borghese

Recentemente ci è capitato di passare di nuovo nei pressi dello stesso laghetto e abbiamo notato che il numero di tartarughe nel laghetto sembra diminuito nonostante per il resto tutto sembra immutato. Abbiamo però notato con piacere che le due fontane di fronte alla Galleria Nazionale di Arte Moderna, sono state restaurate: l'acqua zampilla e le tartarugone hanno di nuovo le teste. Mentre passeggiavamo alcuni strani gridi provenienti dai pini sopra di noi hanno attirato la nostrea attenzione: si trattava di un gruppetto di parrocchetti dal collare asiatici, i pappagalli verdi che da alcuni anni insieme ai parrocchetti monaci stanno colonizzando i parchi di Roma. Ci ha fatto piacere dedicare anche a questi ospiti stranieri un piccolo spazio nelle pagine del nostro sito(Foto 2007)

Trachemys scripta scripta

Trachemys scripta elegans

Trachemys scripta elegans con anatre

Trachemys scripta elegans con barche

Fontane Valle Giulia

Fontane Valle Giulia

Fontane Valle Giulia

Fontane Valle Giulia

Parrocchetti dal collare asiatici

Parrocchetti dal collare asiatici

Parrocchetti dal collare asiatici

Parrocchetti dal collare asiatici

 
In piazza Mattei, vicino alla Sinagoga ebraica, c’è la famosa fontana delle tartarughe così chiamata per la presenza nella scultura quattro tartarughe acquatiche della specie italiana Emys orbicularis. Disegnata da Giacomo della Porta nel 1585, per quanto attiene ai 4 efebi con un piede poggiante su delfini fu eseguita da Matteo Landini, mentre le tartarughe furono aggiunte nel 1658 dal Bernini.

Fontana delle tartarughe

Fontana delle tartarughe

 
VITERBO

Risale alla metà del XIV secolo (1552) il "giardino dei mostri" voluto dal Principe Vicino Orsini nel "Bosco Sacro" della sua tenuta di Bomarzo: un labirinto di simboli dove si potesse vagare e smarrirsi. Tra statue gigantesche e creature mostruose troviamo anche una grande tartaruga. Il gruppo statuario comprende una tartaruga, una donna e una balena. La balena con le fauci spalancate, come ad attendere la preda, è posta nel fossato antistante la tartaruga e rappresenta il virgiliano "antro spalancato": il baratro senza ritorno. La donna su una sfera posta sul dorso della tartaruga simboleggia la "vittoria alata". Gli occhi della tartaruga fissano le fauci spalancate della balena nel fossato. L'intero gruppo simboleggia le legioni romane che affrontavano impavide il nemico e riportavano la vittoria spesso grazie alla tipica formazione che assumevano unendo gli scudi, detta "Testuggine".

 

Statua gigante della tartaruga

 

 

 

 

 

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