STORIA e CLASSIFICAZIONE
In Italia sono due i termini utilizzati per definire le tartarughe
che vivono in ambienti differenti: tartaruga e testuggine.
Tartaruga è il termine che viene usato
più frequentemente e genericamente ma dovrebbe essere
utilizzato soprattutto per definire i cheloni acquatici, sia
marini sia d’acqua dolce. Il termine testuggine è invece
più indicato per le specie terrestri, sia quelle appartenenti
alla famiglia Testudinidae che le specie palustri.
Al Triassico (circa 200 milioni
di anni fa) risale il
fossile di tartaruga più antico: è stato
trovato in Germania che all’epoca era caratterizzata da
un clima semidesertico, secco e arido però ricco di ampie
zone umide. E’ proprio a questo ambiente acquatico che
appartenevano le prime tartarughe che misuravano circa quaranta
centimetri e il loro aspetto doveva essere simile a quello dell’attuale
Tartaruga alligatore (Macroclemys).
Le tartarughe appartengono tutte all’ordine
dei cheloni che si dividono in circa 270 specie,
caratterizzate da una corazza o guscio che può essere
osseo, coriaceo o molle.
Le loro dimensioni variano notevolmente, dagli 8-10 cm di lunghezza
e 80 gr. di peso per Homopus signatus, una piccola tartaruga terrestre
africana, ai 2 m e 950 kg per Dermochelys coriacea, un vero mostro
marino.
L’ordine dei cheloni è a sua volta suddiviso in due
sottordini: Cryptodira e Pleurodira.
Il primo comprende tartarughe la cui testa retrattile rientra completamente
nella corazza, con un movimento ad “S” verticale con
direzione anteriore posteriore, e non possiedono uno scuto
intergulare. I Pleurodiri invece, per ritrarre la testa
nel carapace effettuano un movimento ad “S” sull’asse
orizzontale, e non possiedono uno scuto intergulare.
Al sottordine dei Criptodiri
appartengono una decina di famiglie, comprendenti la maggior
parte delle specie più note, tra le
quali le tartarughe marine (Cheloniidae, Carettochelydidae e Dermochelyidae),
le tartarughe azzannatrici (Chelydridae), le tartarughe terrestri
(Testudinidae), le tartarughe a guscio molle (Trionychidae) e diverse
tartarughe palustri (Emydidae, Kinosternidae, Dermatemydidae e Platysternidae).
Il sottordine dei Pleurodiri è limitato a specie meno conosciute
appartenenti a due famiglie: le tartarughe a collo di serpente (Chelydae)
e le tartarughe con il collo di lato (Pelomedusidae). |