CACTUS
Una presenza molto particolare nella nostra
regione è rappresentata
dai cactus. Si tratta per lo più di specie spontanee di
succulente o di specie importate e naturalizzate di cactacee sudamericane e africane.
La loro presenza merita una trattazione a parte in quanto espressione
della particolarità climatica di alcune zone della nostra
regione che altrove abbiamo definito "isole ecologiche".
Tra le specie spontanee troviamo:
- Sedum di
varie specie: piccole piante prostrate con piccole foglioline
ovali e tondeggianti verdi o rossiccie in inverno. Si trova generalmente
in terreni calcarei, aridi e rocciosi; è facile
vederlo sulle vecchie mura soleggiate. I fiori gialli (Sedum
acre) o bianchi (Sedum
album) sono raccolti in piccole spighe.
- Sempervivum
tectorum : pianta grassa con foglie carnose disposte
a rosetta, verdi con punta leggermente rossiccia. Molto resistenti
a freddo e siccità, si trova sulle rocce, tra
i sassi, sui muri e sui tetti e si propaga rapidamente tramite
l’emissione di numerosi polloni. Le piante più anziane,
prima di morire emettono delle lunghe infiorescenze rosate da uno
stelo centrale.
Tra le specie naturalizzate osserviamo:
- Agave
americana : pianta originaria
dell’America
centrale è stata importata abbondantemente in Europa nel
1600. La pianta coltivata a scopo ornamentale, nelle regioni
meridionali presto sfuggi alle coltivazioni per naturalizzarsi
in tutto il bacino del mediterraneo.
Le foglie di colore verde-grigio sono lunghe fino a 1,5 m, ascendenti
e spinose ai lati, sono munite di una robusta spina apicale. Molto
resistenti alla siccità, le agavi prolificano solitamente
su terreni rocciosi e soleggiati. Le infiorescenze giallastre sono
alte fino a 10 metri si presentano solo a maturità raggiunta,
dopo di che la pianta muore.
Nella nostra regione quella dell’agave, tra tutte queste
specie floristiche, forse è la più interessante da
sottolineare. A conferma del fatto che questa pianta fosse già naturalizzata
da molto tempo in questi luoghi troviamo la presenza nei dialetti
localil'uso del termine peculiare “scardalocchi” per indicare le agavi è diffuso ai primi del 900
e sporadicamente, persone anziane, lo impiegano ancora oggi. Quale
sia l’etimologia del termine è piuttosto difficile
da stabilire, anche se il termine farebbe pensare ad un probabile
pericolo gli occhi probabilmente a causa delle robuste spine
delle foglie.
- Aloe
variegata : pianta originaria
dell’Africa importata
in Europa e coltivata da secoli per le numerose proprietà terapeutiche.
Nonostante sia più delicata delle agavi, la si trova spontanea
in numerose regioni mediterranee, ove la posizione riparata le assicura protezzione dalle fredde gelate invernali. Nella nostra regione la sua
presenza è molto
localizzata e sicuramente localizzata alle antiche zone di coltivazione.
La fioritura arancio è annuale e spunta su un lungo stelo
che sviluppa dall’ascella delle foglie.
- Opuntia ficus indica : originaria
dell’America centrale, è stata importata in molti paesi e si è naturalizzata benissimo nelle regioni mediterranee. Ha portamento eretto e forma cespugli arborescenti con tronchi legnosi che arrivano a 5 m. Le lunghe pale misurano fino a 40 cm e sono cosparse di areole che generalmente non presentano spine. I fiori sono gialli e i frutti giallo-arancio. Ampiamente diffusa in tutto il bacino del mediterraneo, anche nella nostra regione è presente in coltivazione anche se non naturalizzata. Resiste abbastanza bene alle basse temperature.
- Opuntia
humifusa : originaria
dell’America settentrionale è nota
anche con il nome di Cactus Opunzia (Linneo, 1753) o Opunzia
Vulgaris. Importata in Europa, grazie alla estrema rusticità si è presto
naturalizzata in diverse regioni, comprese le montagne svizzere.
Le pale che sono piccole (5-8 cm) e prostrate, in inverno si
disidratano e raggrinziscono assumendo una colorazione rossiccia.
I fiori sono gialli e i frutti rosso vivo. Nella nostra regione è spontanea
in alcuni luoghi aridi e rocciosi dove non cresce molta erba,
poiché altrimenti,
a causa delle ridotte dimensioni ne viene sopraffatta.
- Opuntia
phaeacantha : pianta originaria
dell’America
settentrionale, sopporta abbastanza bene i climi rigidi della
nostra regione. Le pale sono lunghe fino a 20 cm, l’andamento
della pianta è prostrato e raggiunge al massimo un metro
di altezza. I fiori sono gialli e i frutti violacei restano attaccati
alle pale tutto l’inverno.
- Opuntia
scheeri : pianta originaria
dell’America
settentrionale, ha pale lunghe 15-20 cm, ricoperte da fitte areole ricoperte da spine setole e glochidi. La specie è arbustiva, eretta, alta fino a circa 150 cm. I fiori sono di colore giallo pallido. E' molto resistente ai climi rigidi.
- Opuntia stenopetala : originaria dell'america centrale, è una pianta che ben resiste ai rigidi climi della nostra regione dov'è ben naturalizzata e la si può osservare su pareti scoscese e ghiaiose. Bassa e cespugliosa, con ramificazioni principali spesso semiprostrate, ha pale tondeggianti lunghe 10-20 cm, di colore grigio-verde che però alle basse temperature assumono una toni rossastri. Le areole brune, sono ben distanziate e soprattutto nella parte apicale portano spine lunghe e leggermente ricurve.
- Opuntia recondita : pianta originaria del Messico settentrionale, non certo spontanea in umbria, ma comunque presente e meravigliosamente adattata alle nostre temperature. Costituisce un denso arbusto ramificato a fusto cilindrico. Gli articoli, anch'essi cilindrici possono raggiungere i 30 cm di lunghezza e i 5 cm di diametro, sono ricoperti da fitte areole che portano glochidi, setole e spine giallo-biancastre.

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