TESTUDO HERMANNI
HERMANNI IN SARDEGNA
In una delle tante aree protette della regione abbiamo incontrato
alcune Testudo hermanni hermanni che presentano le caratteristiche
standard della specie. Altre foto sono state scattate ad esemplari allevati.

TESTUDO HERMANNI hermanni (Gmelin, 1789)
DESCRIZIONE MORFOLOGICO- COMPORTAMENTALE DELLA POPOLAZIONE OSSERVATA
HABITAT: macchia mediterranea, gariga cespugliosa e campi incolti
non eccessivamente aridi;
DIMENSIONI MAX MASCHIO: n° 16,5 cm circa;
DIMENSIONI MAX FEMMINA: n°20 cm circa (eccezionalmente, in allevamento, oltre 21);
CARAPACE: la corazza ha
una forma ellettica piuttosto regolare. La colorazione è quella
tipica di Thh con una colorazione giallo-nera ben contrastata.
Le gulari presentano spesso due baffetti neri non sempre simmetrici. Lo scuto sopracaudale esternamente si presenta diviso in due, mentre
internamente risulta unico;
PIASTRONE: il piastrone ha
una struttura rigida, priva di cerniere. La colorazione presenta
le due fasce nere continue tipiche di Thh;
CUTE: la
cute è gialla a livello degli arti, verdastra sul
collo e sotto la gola, mentre la testa è verde-grigio-marrone
ad eccezione di due macchie gialle sulle guance e due strisce verdastre
più chiare sulle tempie. La coda è munita
di un poderoso astuccio corneo e alla base della stessa
a volte troviamo i tubercoli tipici della Testudo graeca;
UNGHIE: queste tartarughe presentano spesso solo quattro unghie alle zampe anteriori, anomalia frequente e spesso in modo asimmetrico.
DIMORFISMO SESSUALE: quella
tipica della specie;
ACCOPPIAMENTO: osservati approcci sessuali da
parte di un maschio di T. graeca;
ALIMENTAZIONE: fondamentalmente
erbacea;
RIFUGIO: predilige le zone
più umide dove l’erba cresce
alta fornendo protezione e riparo;
STATUS e VULNERABILITA’: dalle osservazioni
effettuate emerge chiaramente che si tratta di un habitat integro e ben gestito tuttavia,
la popolazione non sembra molto numerosa e povera di giovani. Oltre
al pericolo presentato dalla raccolta da parte dell’uomo, la
zona è popolata da diverse specie di corvidi, serpenti, rapaci
e volpi che possono predare sia le uova che i piccoli.
Per molti anni, la presenza di numerosi turisti e l'abitudine delle tartarughe a spingersi sovente sui sentieri fino alla spiaggia, hanno rappresentato una grave minaccia per tutte le popolazioni di tartarughe selvatiche italiane; tuttavia, oggi, su molti esemplari selvatici di tartarughe vengono applicati dei microchip sottocutanei o delle trasmittenti satellitari al duplice scopo di monitoraggio sugli spostamenti e di salvaguardia. Questa pratica ha scoraggiato molto il bracconaggio in quanto, poiché pur non essendo esteticamente visibili, rende gli esemplari selvatici riconoscibili e rintracciabili. Inoltre in Sardegna i controlli sui porti di scambio negli ultimi anni si sono intensificati anche poiché, alle leggi nazionali si aggiugono quelle regionali che prevedono l'arresto e il pagamento di multe salatissime in caso di cattura di questi rettili altamente protetti.
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