TESTUDO HERMANNI HERMANNI LAZIO

Ampiamente diffusa in tutta la regione, nel corso del tempo, ha recentemente sofferto molto dell'urbanizzazione cheha notevolmente frazionato i suoi spazi vitali. Inoltre, dal Medioevo fino al XVIII secolo, le tartarughe sono state tra i cibi consentiti dalla chiesa nei periodi di Quaresima e di astinenza, per questa ragione numerosi esemplari affluivano dalle campagne circostanti per esseri venduti nella Capitale dai venditori ambulanti. In quelle epoche c'erano addirittura degli ordini religiosi che sembra le allevassero all'interno degli orti dei conventi proprio allo scopo di consumarle come alimento.

Questi continui spostamenti di esemplari protratti nel tempo hanno portato presumibilmente in contatto le popolazioni regionali originarie con esemplari provenienti da altrove. Gli animali allevati spesso sfuggono al controllo dei propritari e tornano a vagare liberi andando ad incontrare gli esemplari locali: questo processo potrebbe essere all'origine di un inquinamento genetico delle popolazioni di questa regione così come di altre, ma comunque tenteremo di individuare delle caratteristiche morfologiche e comportamentali negli individui allevati o selvatici del lazio.

TESTUDO HERMANNI hermanni (Gmelin, 1789)

HABITAT: varie zone litoranee e collinari caratterizzate da habitat dominato da pinete, macchia mediterranea o uliveti coltivati e abbandonati fino a 600 m. s.l.m.;

DIMENSIONI MAX MASCHIO: 14 cm circa;
DIMENSIONI MAX FEMMINA: 17 cm circa;

CARAPACE: non disponiamo attualmente di dati sufficienti a definire le caratteristiche di questa popolazione. Il carapace dovrebbe avere la forma oblunga tipica delle T.h.h. toscane, anche se l'aspetto è forse leggermente più oviodale e le dimensioni leggermente maggiori. Inoltre le macchie nere sul fondo giallo vivo sono solitamente più estese. Notare negli esemplari fotografati la forma particolare di V1 che presenta un restringimento e termina con due punte pronunciate, mentre la sutura tra V1 e V2 è caratterizzata da una specie di punta centrale di V2 protesa in avanti;
PIASTRONE: quelle tipiche della specie, non disponiamo attualmente di dati sufficienti a definire le caratteristiche di questa popolazione;
CUTE: gialla sia a livello degli arti che del cranio tende a scurirsi negli esemplari più anziani. Sulla guancia presenta la macchia gialla tipica della sottospecie;

STATUS e VULNERABILITA': la specie probabilmente è in grado di riprodursi solamente in alcune aree dove la gestione dell'habitat naturale è più attenta.

INDIETRO

 

TABELLA MISURAZIONI

 

FOTO ESEMPLARI Thh LAZIO

NOTE EDITORIALI - TARTOOMBRIA: IL SITO DI RIFERIMENTO PER I "TARTAMANTI" UMBRI - FOLIGNO (PG) - INFO@TARTOOMBRIA.ORG