EMYS ORBICULARIS IN UMBRIA

Come già descritto parlando della storia geologica della nostra regione, nel Pleistocene (2 milioni di anni fa) con lo svilupparsi di un clima temperato fresco si creano anche in Umbria le condizioni per la nascita di forme di vita più vicine alle nostre, nonché i primi rettili di cui rinveniamo fossili risalenti al Pleistocene inferiore (1.6 - 1.4 milioni di anni fa): infatti le miniere di lignite di Pietrafitta hanno restituito numerosi resti fossili di mammiferi, uccelli, insetti e rettili tra i quali ricordiamo Emys orbicularis .

Per quanto riguarda questa specie, l’antico areale di distribuzione delle specie, avvalorato dal suddetto ritrovamento fossile, dimostra inequivocabilmente che la specie era presente già in epoche remote con popolazioni autoctone. A questo punto, data la dipendenza della specie dal contatto con l’acqua, focalizzeremo le zone umide della regione quali aree di possibile distribuzione limitando però il nostro settore a zone comprese entro i 500 metri sul livello del mare che presentano un habitat idoneo alla sopravvivenza della specie: il Lago Trasimeno, il fiume Tevere comprese le anse, le zone umide adiacenti il proprio corso e quello dei suoi affluenti e la palude di Alviano, inoltre focalizzeremo l’attenzione sulla valle umbra sud e il fiume Clitunno, nonché il lago di San Liberato.

Il testo “Anfibi e Rettili in Umbria” (Ragni B., 2006) recentemente pubblicato, avvalora la nostra tesi, rilevando la presenza della specie Emys in 4 siti regionali anche se con un indice di diffusione molto basso, pari a 0,039, inferiore rispetto alla sua “cugina americana”.


DESCRIZIONE

Le Emys italiane presentano delle caratteristiche diverse da regione a regione per cui si potrebbe parlare di genotipi creatisi a seguito della separazione tra la singole popolazioni. Se le differenze maggiori si riscontrano con le popolazioni extraeuropee, comunque tra le popolazioni italiane individuiamo differenze considerevoli tra popolazione e popolazione: al nord troviamo esemplari più grandi e generalmente più bombati e scuri, mentre scendendo verso sud si incontrano individui sempre più chiari e depressi. Diversi studi condotti su queste popolazioni hanno per ora dimostrato che al di là dei caratteri regionali tipici, le nostre Emys italiane appartengono a tre sottospecie: E.o. galloitalica (regioni settentrionali e tirreniche), E.o. ellenica (regioni meridionali e Sicilia), E.o. campolongoi (Sardegna). Le Emys orbicularis in Umbria, sempre per la teoria che dovrebbero essere simili a quelle delle regioni limitrofe apparterrebbero alla sottospecie E.o. galloitalica, ma solo osservazioni dirette sulle popolazioni regionali potranno indicare l’esatta morfologia delle popolazioni umbre.

STATUS DELLA SPECIE E DELLA POPOLAZIONE
VULNERABILITA’: FATTORI AVVERSI E LIMITANTI


La specie non sembra molto nota in Umbria e questo probabilmente è dovuto al fatto che non sia molto diffusa nella regione se non in alcuni ambienti dove peraltro, a causa della sua diffidenza è anche difficilmente avvistabile nel suo habitat.
Benché la bibliografia disponibile segnali le zone del Lago Trasimeno e del corso del Tevere tra le aree di distribuzione della specie risulta però impossibile trovare altre indicazioni di dettaglio su morfologia e descrizione comportamentale della specie. Infatti, seppur alla luce dei fatti potrebbe sembrare strano, nelle nostre zone non si serba il ricordo della presenza di questi rettili né in epoche recenti né in tempi passati. Questo potrebbe essere indicativo di una eventuale estinzione della specie nella nostra regione avvenuta in epoche remote e dovuta a cause da individuare. Forse uno studio approfondito dei documenti di pesca del passato potrebbe serbare delle sorprese che dimostrerebbero come la causa dell’assenza reale o apparente della Emys dal Lago sia stata prodotta da cause più recenti: lo sfruttamento delle risorse ittiche a fini commerciali in epoche recenti (dal '400 ai primi del '900) e le bonifiche delle zone umide iniziate in epoca romanica e continuate successivamente fino ad arrivare allo sfruttamento agricolo intensivo dei territori pianeggianti nel novecento; tutto questo, insieme alle catture e alla rarefazione dei luoghi di riproduzione potrebbe aver causato un rapido impoverimento delle eventuali popolazioni di emys presenti in quest’area.
Durante il Medioevo fino a tutto l’800, nell'Europa centrale arrivano Emys da Italia, Spagna, Balcani e Africa per soddisfare le richieste culinarie durante i periodi in cui la religione impone il mangiare “di magro”. Ma, una volta diminuito l’interesse culinario che dopo la metà del '900 era riservato a piccole elite di intenditori a caccia del piatto tipico, le Emys continuano ad essere uccise dai pescatori che le trovavano nelle nasse o nelle reti perché ritenute concorrenti nella gestione del patrimonio ittico.
Tuttavia, nonostante l’assenza di segnalazioni, è improbabile che la Emys orbicularis non sia presente in Umbria. Infatti la vicinanza del lago Trasimeno, del Tevere e del Lago di San Liberato con alcuni territori della Toscana e del Lazio dove la presenza delle Emys è accertata, coadiuvata da un relativo abbandono di alcune aree agricole negli ultimi anni, sembrerebbe provare la presenza quasi certa della specie. Nei fossi dei campi o nelle zone paludose dei laghi e nei vecchi emissari/immissari del Trasimeno, le acque stagnanti e tranquille, nonché la fitta vegetazione acquatica, consentirebbero a questa specie di trovare un habitat idoneo alle proprie esigenze.

Un ragionamento a parte merita invece la valle umbra sud, poiché il relativo isolamento geografico della stessa elimina possibilità di contatto con le regioni a noi prossime escludendo qualsiasi forma di scambio o contaminazioni di tale rettile. Tuttavia, le condizioni ambientali sembrano estremamente adatte ad ospitare tale specie e non escludono la sua possibile presenza nonostante non si è mai avuto modo di osservare o raccogliere segnalazioni positive in proposito.
Probabili cause della sua ridotta presenza sono riconducibili alle attività di bonifica e di pesca che da sempre sono state condotte in Umbria sui laghi e su tutti i principali corsi d’acqua e le aree ad essi limitrofe. Inoltre, a causa della forte antropizzazione della regione, probabilmente le attività umane e le pratiche agricole hanno frammentato l’habitat di distribuzione e disturbato molto la specie annientandone spesso gli sforzi riproduttivi. Tra le varie attività connesse alla pesca una particolarmente gravosa sulla biologia delle emys è data dalla immissione di specie ittiche molto voraci (Persici, Pesci gatto…) che competono con loro nella ricerca del cibo e possono addirittura arrivare a divorare i giovani esemplari.

SCHEDA DELLA SPECIE

 

NOTE EDITORIALI - TARTOOMBRIA: IL SITO DI RIFERIMENTO PER I "TARTAMANTI" UMBRI - FOLIGNO (PG) - INFO@TARTOOMBRIA.ORG