SARDEGNA
La Sardegna è forse l’unica regione nella quale vivono allo stato selvatico la tartaruga palustre europea (Emys orbicularis) e le tre specie di Testudo europee (T. hermanni, T. graeca, T. marginata).
Per quanto concerne le Emys
orbicularis sarde, non è stato possibile rilevare
dati e misurazioni degli esemplari e neanche effettuare foto
comparative degli stessi a causa del loro carattere schivo. Per quanto
concerne invece le tartarughe terrestri, abbiamo raccolto dati
sulle Testudo hermanni hermanni, Testudo marginata e su numerosi esemplari di Testudo graeca (sin. Furculachelys - Cfr. Highfield 1990) sia selvatici che allevati.
Per molti anni, la presenza di numerosi turisti sull'isola e l'abitudine delle tartarughe a spingersi sovente sulle strade o sui sentieri fino alla spiaggia, hanno rappresentato una grave minaccia per tutte le popolazioni di tartarughe selvatiche italiane; tuttavia, oggi, su molti esemplari selvatici di tartarughe vengono applicati dei microchip sottocutanei o delle trasmittenti satellitari al duplice scopo di monitoraggio sugli spostamenti e di salvaguardia. Questa pratica ha scoraggiato molto il bracconaggio in quanto, pur non essendo esteticamente visibili, tali dispositivi rendono gli esemplari selvatici riconoscibili e ristracciabili nel globo. Inoltre in Sardegna i controlli sui porti di scambio negli ultimi anni si sono intensificati anche poiché, alle leggi nazionali si aggiugono quelle regionali che prevedono l'arresto e il pagamento di multe salatissime in caso di cattura di questi rettili altamente protetti.
Materiali e metodi applicati per questa ricerca coincidono in linea di massima con quelli già descritti per il censimento fotografico della Testudo hermanni in Umbria. In questo caso si è però preferito privilegiare lo spazio dedicato alle foto piuttosto che al disegno; infatti, nelle schede si troveranno altre foto dello stesso esemplare che non troviamo nel censimento delle hermanni umbre.
Inoltre, una tabella contenente i dati relativi ad alcuni degli esemplari schedati fornirà informazioni morfologiche molto importanti sulla popolazione.
MATERIALI E METODI
- Tempi: le osservazioni
si sono svolte nell'arco dell'anno;
- Aree di studio: non specificate;
- Strumenti: macchina fotografica, centimetro,
carte topografiche, testi e siti in bibliografia, taccuino;
- Metodologia: le osservazioni
si sono svolte mirando all'acquisizione di un numero elevato
di immagini da poter studiare in seguito; le misurazioni
relative solo ad alcuni esemplari sono necessarie al fine di
stabilire gli standard della popolazione.
RISULTATI
I dati raccolti hanno consentito la realizzazione di schede individuali per molti degli esemplari osservati e di
una tabella comparativa
delle misurazioni di alcuni dei rettili schedati. Ogni scheda
contiene una foto del carapace, una foto del piastrone e una foto
di un particolare diverso che sarà di volta in volta il
profilo frontale, destro o sinistro o il retro.
Inoltre, grazie alle osservazioni sul campo, si è cercato
di offrire una descrizione il più possibile completa di
queste popolazioni di tartarughe.
CONCLUSIONI
Il censimento fotografico e la descrizione di questi esemplari
appartenenti ad una popolazione apparentemente molto eterogenea
di Taestudo graeca o di Furculachelys,così come quello delle altre due specie, saranno utili strumenti
di studio per chiunque voglia approfondire analisi e ricerche
su popolazioni di tartarughe della stessa specie.
Le tartarughe fotografate sono per lo più selvatiche e oggi il fatto di
catturare, detenere o commerciare tartarughe non regolarmente
denunciate è illegale
e perseguito dalla legge; pertanto, questo censimento fotografico
è un importante strumento di salvaguardia.
A tal proposito, seppur
a volte i dati relativi ad alcuni esemplari sono stati rilevati
in modo parziale, si è scelto comunque di inserirne la
scheda, poiché gli elementi in essa evidenziati sono sufficienti
a definire l’unicità del singolo e a redarne una
vera e propria “Carta d’identità”.
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IN SARDEGNA
GRECA-FURCULACHELYS IN SARDEGNA
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