LAZIO

In Lazio sono presenti diverse popolazioni selvatiche di tartarughe sia acquatiche che terrestri. Nonostante la forte urbanizzazione della regione, in alcune aree è ancora possibile osservare le allo stato selvatico la tartaruga palustre europea Emys orbicularis la Testudo hermanni hermanni e sicuramente anche qualche esemplare di tartaruga esotica: T. graeca e T. marginata che seppur non presenti con popolazioni stabili sono facilmente rinvenibili in natura a seguito di fughe ed abbandoni.

TESTUDO HERMANNI hermanni (Gmelin, 1789)

EMYS ORBICULARIS galloitalica (Fritz, 1995)

HABITAT: apiamente diffusa su tutto il territorio regionale in bacini e corsi d'acqua naturali e artificiali sia litoranei che interni (fino a 500 m s.l.m.);

DIMENSIONI MAX MASCHIO: 12 cm circa; non disponiamo attualmente di osservazioni specifiche sulle popolazioni regionali;
DIMENSIONI MAX FEMMINA: 11,5 cm circa; non disponiamo attualmente di osservazioni specifiche sulle popolazioni regionali;

CARAPACE: la colorazione tende ad assumere toni marroni piuttosto chiari;
PIASTRONE: giallo;
CUTE: nero-grigiastra con macchie gialle;

STATUS e VULNERABILITA':
la specie è presente con più popolazioni consistenti in diversi siti regionali in alcuni dei quali probabilmente è in grado di riprodursi.

TARTARUGHE ESOTICHE

All'importante attività commerciale legata a questi rettili nell'ultimo trentennio si deve anche la presenza di numerosi esemplari di tartarughe esotiche di diverse specie in zone generalmente non frequentate dalle nostre tartarughe o in concomitanza delle stesse. Infatti, le fughe e i numerosi abbandoni in natura di esemplari precedentemente detenuti in cattività, è alla base del grave inquinamento genetico delle nostre specie locali e anche del richio presentato dalla competizione alimentare o dalla diffusione di nuove patologie. La diffusione della sottospecie orientale di Testudo hermanni boetgerii ha generato numerosi ibridi, mentre le Testudo graeca sono spesso portartici sane di patologie respiratorie contagiose che sviluppano in condizioni climatiche non favorevoli. Per le Emys orbicularis il pericolo arriva invece dall'America: gli emididi provenienti dal nuovo mondo sono primeggiano sulle nostre tartarughe palustri sia nella ricerca del cibo sia sulla conquista del posto al sole provocando un rischio indebolimento della specie quando l'ambiete condiviso è quello naturale.

I nostri scatti hanno immortalato diverse tartarughe anche in questa regione, ma si tratta di esemplari esotici e di rappresentazioni artistiche che in Lazio abbondano (vai alle foto).

Oggi in europa tutte le tartarughe sono studiate e monitorate; questo implica che su molti esemplari selvatici vengono applicati dei microchip sottocutanei o delle trasmittenti satellitari al duplice scopo di rilevamento degli spostamenti e di salvaguardia. Questa pratica ha scoraggiato molto il bracconaggio in quanto, pur non essendo esteticamente visibili, questi dispositivi rendono gli esemplari selvatici riconoscibili e rintracciabili. Inoltre, oggi, una complessa legislazione comunitaria, nazionale e regionale prevede l'arresto e il pagamento di multe salatissime in caso di cattura di questi rettili altamente protetti.

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HERMANNI IN LAZIO

NOTE EDITORIALI - TARTOOMBRIA: IL SITO DI RIFERIMENTO PER I "TARTAMANTI" UMBRI - FOLIGNO (PG) - INFO@TARTOOMBRIA.ORG