by Lorenzo - novembre 3rd, 2011
Il piccolo riccio (Erinaceus europaeus) che adottammo lo scorso inverno http://www.tartoombria.org/blog/2010/12/08/un-riccetto-da-salvare/ ha trascorso l’estate nel nostro giardino raggiungendo un peso di oltre 900 g.
Già da due settimane al mattino non troviamo più sul mattonato le sue impronte notturne e anche la ciotola resta vuota, così abbiamo pensato fosse arrivato il momento per lui di abbandonarci alla ricerca di una degna compagnia.
Un po’ dispiaciuti ed allo stesso tempo felici per la sua nuova vita abbiamo accettato di non avere in giardino il nostro “guardiano” per lumache e insetti vari…
… ma poi, domenica, sistemando il giardino prima dell’inverno ho notato in un angolo una palla di foglie secche; al tatto quel cumulo di foglie sembrava morbido e infatti andando a frugare Spino era lì! Un tutt’uno con le foglie, il riccetto si è addormentato ai primi freddi dimostrandosi molto più giudizioso delle tarte che ancora oggi continuano ad approfittare di queste calde giornate autunnali.


Le foto non sono molto chiare, ma era lì sotto e ora non ci resta che aspettare la primavera e forse allora deciderà di andare alla ricerca dell’anima gemella!
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by Aline - novembre 2nd, 2011
Oggi mi é nata l’ultima piccola Testudo graeca marokkensis dell’anno. Alla fine di settembre aveva uscito di terra tre uova di Aïcha perché pensavo che non potrebberono schiudere fuori e li avevo messi nell’incubatrice.
Domenica una era schiusa, poi un’altra ieri e l’ultima oggi. Le due prime sono gia fuori ma in una piccola serra, perché faceva caldo fino ad oggi che piove e dunque non le ho ancora fottografate ma ha fatto delle foto di quella di oggi, é carina con le sue scaglie anomali . Eccola :



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by Lorenzo - novembre 2nd, 2011
Purtroppo gli scambi commerciali tra l’Europa e il Magreb veicolano il contrabbando di numerosi animali tra cui le tartarughe.
Le Testudo graeca marokkensis sono animali molto belli ed affascinanti, ma questa bellezza sembra gli costi cara in termini di catture e sofferenze.
In questo caso le foto mi sono state inviate dalla persona che le sta curando dal momento in cui le sono state affidate ma messe circa un anno fà.








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by Aline - novembre 1st, 2011
Ecco delle foto della mia femmina Cara dal piastrone intagliato


con il suo compagno Pastis che le somiglia molto ma un po piu piccolo

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by Vale - novembre 1st, 2011
Queste foto me le inviò tempo fa il mio amico Martino: un suo amico lo contattò per questa T.marginata che aveva uno scolo nasale e che gli voleva portare per l’accoppiamento. Martino si trovò di fronte ad un triste spettacolo (vedi foto allegate), la tartarugha era cresciuta nel peggiore dei modi. Sappiamo che in cattività crescite anomale sono abbastanza frequenti, anche quando spesso si cerca di offrire il meglio ai nostri animali, questo delle foto è un caso limite purtroppo.
Martino rifiutò di farla accoppiare perchè riteneva che con una tale compressione della coda dopo l’accoppiamento l’unico esito sarebbe stata una ritenzione di uova.
L’amico di Martino ha temporaneamente rinunciato a farla riprodurre, ma secondo lui intervenendo chirurgicamente e riducendo la parte ossea sporgente si potrebbe risolvere. In zona non ci sono veterinari esperti in rettili e l’unico che hanno trovato, che tratta un pò di più con queste specie, si è rifiutato di eseguire l’intervento perchè non si reputava all’altezza.
Eccovi le foto, sono curiosa di sentire i vostri pareri.
La compressione della coda mi sembra maggiore rispetto a quella della marokkensis.





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by Lorenzo - novembre 1st, 2011
L’apertura molto ridotta tra lo scuto sopracaudale e le placche anali mi suscitano diversi dubbi su questa femmina adulta di Testudo graeca: non credo che nonostante la mobilità del piastrone vi sia sufficiente spazio per far uscire le uova.
Nonostante abbia un po’ riflettuto sul caso non sono ancora riuscito a definire il miglior metodo di gestione di questa femmina. Mi piacerebbe avere qualche opinione in merito.
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by Lorenzo - ottobre 31st, 2011
Ecco i piccoli CB di Testudo graeca terrestris che hanno destato tanta curiosità.
Ammetto che con la loro colorazione rosata questi piccoli hanno caratteristiche molto particolari e in un certo qual modo inaspettate.




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by Lorenzo - ottobre 30th, 2011
La signora che ci ha affidato Melusina così ha raccontato la sua storia e il significato del suo bellissimo nome:
“mi è stata data da una vicina che si è trasferita il suo nome deriva da una figura leggendaria la donna-pesce o serpente, che si sposa con un mortale ma che vieta al marito di vederla il sabato, vivono tanti anni felici e hanno dei figli, ma come in tutte le famiglie c’è chi non si fa gli affari suoi e il fratello di lui insinua nel marito il sospetto e così quest’ultimo, curioso di sapere la vede e lei si trasforma per sempre in serpente e scompare, si dice che torni di tanto in tanto come presagio di sventure.”
Al di là del fatto che si tratta di una bellissima tartaruga, questo nome leggendario meravigliosamente si associa alla sua indole schiva e tranquilla.

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by Lorenzo - ottobre 29th, 2011
Osservando questa immagine forse si riesce ad immaginare quanti colpi questa femmina di Testudo hermanni abbia ricevuto da maschio Testudo ibera con il quale è stata costretta a convivere per anni.
Specie diverse hanno esigenze simili, ma dimensioni ed abitudini diverse; pertanto, benché il rischio ibridazione sia alquanto remoto, tali convivenze sono da sconsigliare e a volte possono rivelarsi molto pericolose, come in questo caso.
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by Lorenzo - ottobre 24th, 2011
… alcuni giorni fa mi hanno portato una Testudo hermanni per un parere.
Si trattava di una femmina adulta molto bella, ma quando l’ho sollevata guardate cosa aveva combinato nella scatola…





Sappiamo che le nostre tarte vivono abitualmente con “parassiti commensali” ma in alcuni casi fattori esterni come stress o alimentazione errata possono portare ad uno squilibrio.
In questo caso la carica era tale che il parere del Veterinario non poteva che essere TRATTARE CON APPOSITO VERMIFUGO!
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by Lorenzo - ottobre 23rd, 2011
Purtroppo le immagini non sono molto nitide tuttavia si tratta di due Trachemys probabilmente femmine che attendono di essere adottate!




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by Lorenzo - ottobre 23rd, 2011
E’ ormai autunno da un mese ed è arrivato il tempo di pensare al letargo. Come ogni anno c’è chi si addormenta prestissimo, chi vaga giorni o settimane alla ricerca del luogo giusto dove scavare, chi gira gira e poi si sistema esattamente nello stesso punto dello scorso anno… e intanto approfitta degli ultimi raggi di sole!


Le piccole di quest’anno sverneranno nel cassone, così come le due Testudo graeca del Marocco arrivate in queste settimane.

Anche le horsfieldii sono ormai nel cassone sotto la veranda, protette dalla pioggia, ma restano indecise: c’è chi affidandosi al proprio orologio biologico si è già scavata la tana e dorme da quasi un mese e c’è chi invece non sente arrivare ancora il vero freddo e continua ad annusare l’aria in cerca degli ultimi raggi di sole.

La maggior parte delle Emys sono piuttosto attive e anche loro sono alla ricerca del luogo giusto per sfuggire a freddo e gelo: cìè chi sceglie il fondo della vasca e chi invece preferisce scavare nel terreno sotto le foglie secche.

Ogni anno smetto di alimentare le mie tartarughe dopo il 15 ottobre, quando in realtà sono loro a smettere di alimentarsi: durante le giornate di sole qualche erbetta si trova sempre.

Per la fine di ottobre, più o meno in coincidenza del ritorno all’ora solare, alcune delle tartarughe acquatiche andranno in cantina, dove resteranno fino alla prima decade di aprile. Il letargo controllato mi risparmia le “ansie da gelo”: saperle addormentate sotto il ghiaccio non mi fa stare troppo tranquillo, anche se poi mi rendo conto che il problema è più mio che loro. Inoltre, il letargo controllato per le acquatiche evita un pericolo molto più serio e concreto: l’annegamento che purtroppo ogni inverno decima molte più tartarughe di quanto non faccia il gelo.

Anche le neonate dal primo inverno trascorrono il letargo in un contenitore in plastica con un livello d’acqua piuttosto basso (livello max = lunghezza carapace) che viene posto al buio in cantina dove la temperatura oscilla tra i 7° e i 10° da novembre a marzo.

Filed: Alimentazione, Emys orbicularis, Graptemys, Habitat, Laghetti, Letargo, Pelomedusa, Pseudemys, Testudo graeca, Testudo hermanni, Testudo ibera, Testudo marginata, Testudo/Agrionemys horsfieldii, Trachemys | 8 Comments »
by Lorenzo - ottobre 15th, 2011
Venerdì 7 ottobre 2011 è stata trovata in zona Foligno una femmina adulta di Trachemys scripta elegans.
Eccola qua, il suo peso è di circa 1,5 Kg.


Se qualcuno l’avesse persa può contattarci via mail.
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by Lorenzo - ottobre 13th, 2011
Devo ammettere che nonostante le videocamere posizionate nei recinti per monitorare le attività delle tartarughe e quindi le deposizioni, c’è sempre qualche femmina che decide di deporre dove nessuno riesce a vederla e lo dimostra il fatto che proprio in questi giorni, come ogni anno verso la metà di ottobre, sto trovando dei piccoli nati in terra.

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