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Pensavo fossero banali Trachemys scripta elegans ma …

by Lorenzo - novembre 5th, 2011.
Filed under: Ibridi & incroci, Identificazioni, Riproduzione, Trachemys.

… EDG, un amico molto preparato su tutte le acquatiche nonché moderatore del forum del TCI mi ha fatto sorgere dei dubbi in merito alle ultime nate con questo suo intervento sulle Tse “Rio grande” form  http://forum.tartaclubitalia.it/viewtopic.php?f=17&t=21593

12 Responses to Pensavo fossero banali Trachemys scripta elegans ma …

  1. Hanno qualcosa di particolare ma non sono paragonabili a quelle del Rio Grande. Si sa qualcosa sui genitori?

  2. Ciao EDG,
    devo ammettere che sulle sottospecie delle Americane ho diverse lacune, solo che il tuo intervento mi ha spinto a riflettere.

    Sono nate in terra ed i genitori sono piuttosto vecchiotti.

    Il padre è Adriano un maschio anziano e completamente scuro; eccolo nelle prime due immagini di questo articolo: http://www.tartoombria.org/blog/2010/10/09/vecchi-maschi-melanici/

    La mamma è Extemperia: è quella a dx di questa foto: http://www.tartoombria.org/blog/2009/11/21/incroci-di-trachemys-2-genitori/

    Se vuoi posso trovare altre immagini dei genitori, ma essendo così anziani la colorazione è piuttosto strana soprattutto per quanto riguarda il padre.

  3. Molto bello il maschio così scuro. Entrambi i genitori sono “normali” Trachemys scripta elegans, ci sono diverse ma piccole differenze morfologiche all’interno di questa sottospecie, ma questo caso non rientra tra quelle del Rio Grande (che io ho presunto fossero ibridi). Oltre al fatto che la linea rossa è continua, anche le macchie del ponte sono bene o male tipiche (anche se non separate in modo netto).

  4. Veramente interessante la constatazione di EDG, ovviamente sono d’accordo con lui sul fatto che senza un’analisi del DNA nulla può essere provato, ma nemmeno escluso come è stato fatto nel forum Americano nel quale lui ha posto la questione.

  5. Bene EDG mi sento in un certo senso rassicurato dalla tua identificazione!

    Naturalmente sto scherzando, ma al di là del fatto che i piccoli di Tse presentano una forte variabilità, ci tenevo a mettere in risalto questa tua osservazione in merito a queste specie troppo spesso “schifata” da allevatori e appassionati.

  6. Mi scuserete tutti per il lungo OT che seguirà. Aprirò a breve un nuovo articolo riproponendo questo stesso discorso sulle Trachemys scrita elegans, ma non riesco a capire il vero problema e temo che si sia entrati in un pregiudizio che non ci consente di valutare con chiarezza la cosa.

    Purtroppo le Tse sono una specie che, non per sua stessa volontà, ha colonizzato molti corsi d’acqua e bacini in tutto il mondo. Ora, dopo anni di sfruttamento e massicce importazioni che sicuramente hanno depauperato anche le popolazioni naturali, dopo essere stata inserita in CITES è stata demonizzata in quanto pericolosa per la salute umana poiché aggressiva e portatrice di malattie.

    Nel corso degli anni molti animali sono stati abbandonati nei laghetti cittadini e in ambienti naturali; a questo punto si è gridato al rischio infestazione habitat e competitività con la nostra fauna autocotona.

    Spesso mi sono arrivate critiche perché lascio nascere i piccoli di questa specie dalle uova deposte nel mio giardino: sembra io mi debba sentire in colpa, un insensibile nei confronti di questo problema… qualcuno mi dice: già ce ne sono troppe, i centri di recupero non sanno come gestirle…

    Ammetto che in quanto appassionato ed esperto di tartarughe non riesco a concepire quasi nessuno dei discorsi che vengono fatti in merito a questa specie a qualsiasi livello.

    Credo che il problema delle Tse non sia ad oggi molto grave né dal punto di vista sanitario né da quello ambientale: tutte le tartarughe , come la maggior parte degli animali, sono portatrici di malattie soprattutto nei casi di mala gestione e infatti le Tse furono inserite nell’elenco delle spcie pericolose proprio a seguito di partite di neonati importati infesati da salmonella. In merito al rischio “invasione” non posso che riderci sopra: dati i numeri di esemplari importati e poi liberati dagli anni ’70 ad oggi, se questa specie avesse voluto invadere il nostro paese ne saremmo sommersi.

    Competitività con le Emys? Il problema delle Emys è soprattutto l’uomo e la massiccia antropizzazione: il perché compaiano sempre più Trachemys e scompaiano sempre più Emys è una conseguenza naturale della distruzione degli habitat naturali delle Emys… non riesco a vedere competitività! Le Emys hanno un’indole molto timida ed è difficilissimo osservarle in natura, mentre le Trachemys sono abbastanza “sfrontate” forse anche perché la maggior parte di esse, prima di finire in fontane e laghetti ha vissuto diversi anni in appartamento.

    La principale fauna ittica dei nostri laghi, se va bene, è rappresentata principalmente da Carassio (i classici pesci rossi di origine asiatica), Pesce Persico (piuttosto aggressivo e proveniente dall’Africa), Pesce Gatto (piuttosto aggressivo e proveniente dall’America)… insieme ad essi molte altre specie ittiche e non hanno letteralmente invaso le nostre zone umide: rane toro, gamberi della luisiana, nutrie…

    Un vero esercito di “Stranieri” che ogni giorno compete con le nostre povere specie autoctone… la maggior parte di queste specie è molto molto prolifica e raramente ha nemici naturali che ne contrastano l’avanzata.

    A questo punto sarà il caso di riflettere sul perché tanto odio sia concentrato su queste tartarughe e il tutto avviene mentre la richiesta di mercato è stato già soddisfatta facendo ricorso a specie uguali e/o simili che vengono ancora una volta comperate e abbandonate seguendo lo stesso percorso iniziato dalle Tse 40 anni fà.

    Tutto questo avviene sotto gli occhi di tutti e con il pieno consenso di appassionati “tartamanti” che nel frattempo richiedono offerte per finanziare la raccolta degli esemplari e la gestione dei centri di recupero ed in nome della legge promuovono l’importazione di altri esemplari allevati e/o di cattura.

    Far nascere piccole Trachemys nel pieno rispetto della legge non è un reato e non produce danni ambientali.

    Abbandonare animali esotici in ambienti naturali è un reato.

    Importare e commerciare animali esotici di cattura, seppur nella legalità, oltre ad essere eticamente scorretto, provoca un impoverimento degli habitat d’origine e potrebbe esporre a rischi sanitari chi si trova ad entrare in contatto con questi animali.

    Ora quello che mi chiedo è: dov’è l’interesse e di chi è? C’è qualcuno che ricevere denaro per trovare una nuova sistemazione alle Trachemys troppo ingombranti? Come si può dire che una Tse nata in Italia è un danno ambientale, mentre una qualsiasi altra specie WC importata non lo è? Come si può accettare di comprare esemplari di specie in via di estinzione come le Testudo kleinmanni con un sorriso e gridare al pericolo ambientale se nascono 3 Trachemys nel mio giardino?

    Dove si nasconde il vero pericolo?

  7. Riprendo qui l’argomento:
    http://www.tartoombria.org/blog/2011/11/08/trachemys-trachemys-trachemys/

  8. Io sono uno dei pochi che la pensa come te su questo argomento. Non so se ti è capitato di leggere questo articolo, in particolare la parte che riguarda le Trachemys scripta http://www.zoneumidetoscane.it/eventi/extra/libro_2_pdf/Convegno_Alloctoni_2002.pdf .
    Le Trachemys scripta elegans sono state prese come capro espiatorio per giustificare certe situazioni e non affrontare i veri problemi. Le Emys sono in pericolo d’estinzione per altri motivi, primo fra tutti la scomparsa dei suoi habitat, e in minor parte per il bracconaggio e l’introduzione di specie alloctone (non tartarughe) che predano nidi e piccoli. E il problema delle “tartarughine verdi” vendute a pochi € e poi abbandonate non è stato mai risolto dato che sappiamo tutti che al posto delle s.elegans sono arrivate le s.scripta e le s.troostii (non ha senso vietare una sottospecie, non ci sono differenze comportamentali tra le tre).
    Io non critico chi riproduce in cattività questa specie, l’importante è che abbia lo spazio per tenerle e la consapevolezza di come cresceranno, e tu di sicuro sei fra questi.

  9. Hai ragione Enrico. Ecco in questo stesso blog uno dei motivi per cui le Emys sono seriamente minacciate:

    http://www.tartoombria.org/blog/2011/07/27/trafficanti-di-tartarughe-in-sardegna/

  10. Enrico,
    il tuo link veramente interessante soprattutto nella parte che concerne “Alimentazione e predazione”

    http://www.tartoombria.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/Immagine-1.png

  11. Vale,
    uno dei veri problemi per la sopravvivenza di tutte le popolazioni naturali di Emys e Trachemys, come per molte altre specie acquatiche e terrestri, risiede proprio nelle catture degli esemplari W per alimentare il commercio e gli allevamenti in farm.

  12. In merito alla riproduzione in cattività, per ragioni ovviamente diverse, si sta verificando un po’ la stessa cosa che avviene per le specie terrestri; ossia, gli allevatori in Italia sono indotti a ridurre e/o ad annientare le nascite in cattività mentre la richiesta di mercato continua ad essere soddisfatta con esemplari importati a dispetto di tutte le problematiche correlate a salvaguardia ambientale e diffusione di patologie.

    EDG quanto prospetti in merito alla gestione di tali nascite sarebbe ideale; tuttavia credo che pur limitando le nascite in futuro non avrò sempre lo spazio sufficiente per tenere tutte le tartarughe terrestri e acquatiche che nasceranno nel mio giardino, ma sicuramente se deciderò di affidare a qualcuno una delle mie Trachemys spiegando chiaramente le sue prospettive e le sue esigenze e quel qualcuno prenderà la mia piccola invece di acquistarne una importata sarò certo di aver fatto qualcosa di buono su diversi fronti.

    Perché la legge da un lato e l’opinione pubblica dall’altro tendono a disincentivare la riproduzione in cattività delle tartarughe, ma nulla viene detto o fatto per ridurre il commercio e la speculazione su questi animali?

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