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Alluvioni. Emys: letargo e dispersione della specie

by Lorenzo - novembre 4th, 2011.
Filed under: Emys orbicularis, Letargo.

Nell’esprimere la mia vicinanza a tutte le popolazioni alluvionate metto il link ad uno dei tanti video provenienti dalla Liguria che popolano il Web in questi giorni. Sono passati ormai diversi anni da quando nel 1997 in Umbria il terremoto fece tremare le nostre case, ma ora i sentimenti di quei momenti tornano con forza a ricordarci la nostra piccolezza di fronte alla dirompente forza della natura.

Come l’uomo, anche gli animali sono vittima di questi eventi naturali, ma al contempo dobbiamo a tanti fenomeni come questo la loro attuale distribuzione sul pianeta.

Il mio pensiero va a quelle Emys ormai quasi addormentate nelle anse calme o lungo le rive dei torrenti: la piena le travolge e le trasporta con violenza. Alcuni esemplari muoiono annegati, altri riescono a sfuggire alle onde, altri vengono rigettati in mare insieme a valanghe di detriti…

… alla sorte di questi animali può essere legata la sorte della specie e la sua ridistribuzione. A bordo di un tronco alla deriva o semplicemente sospinti dai flutti questi esemplari vengono riportati a terra: passano da una caletta all’altra, da una foce all’altra e ripopolano nuovi torrenti.

Le Emys sanno bene che i loro torrenti potrebbero rivelarsi pericolosi in inverno e per questa ragione alcuni esemplari abbandonano le valli per risalire i versanti collinari e trascorrere il letargo sotto le foglie secche dei castagneti; saranno questi esemplari a ripopolare in primavera quelle valli “depredate” dalla furia dell’alluvione.

7 Responses to Alluvioni. Emys: letargo e dispersione della specie

  1. Io lo penso sempre anche quando ci sono gli incendi soprattutto in certe zone della Sardegna e della Toscana… So che lo pensi anche tu.

  2. A tal proposito vorrei segnalare questo interessante articolo del gentilissimo Sig. Wolfgang

    http://www.testudo-farm.de/html/buschbraende.html

  3. Conosco anche io questo sito, poi l’autore è lo stesso del libro sulle tartarughe della Sardegna, molto interessante, ma non adatto a tutti… è in tedesco!!!

    Vale, da come parli sembra tu conosca l’autore.

  4. Si ci siamo scambiati due o tre mail, ma sciocchissime, nel senso che io gli chiedevo se i suoi libri esistessero anche in inglese e se in futuro c’era la possibilità di tradurli e lui mi ha risposto in un modo gentilissimo ed esaustivo! Nulla di più!

  5. Ho quel libro e devo ammettere che mi piacerebbe moltissimo poter curare la traduzione di un testo del genere, ma non credo nessuna casa editrice sia al momento interessata ad un discorso del genere.

    Purtroppo penso sia un peccato perché ritengo che i Tedeschi abbiano molto da insegnarci in merito alla gestione di questi animali.

  6. Lorenzo, correggimi se sbaglio… Ma l’impressione che ho avuto io è che abbiano molto da insegnarci anche sul rispetto e la salvaguardia.

  7. Vale hai assolutamente ragione, il fatto è anche purtroppo che noi avremmo molto da imparare a prescindere, ma spesso, invece di aprire gli occhi e ascoltare gli altri, la maggior parte preferisce ostinarsi su stupidi pregiudizi sbagliati o seguire la tradizione e l’opinione più in voga che purtroppo non sono sempre le più valide… e quando si parla di animali chi ci rimette le “penne”, o forse in questo caso sarebbe meglio dire le “scaglie” sono sempre loro!!!

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