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Rischio ritenzione 2

by Vale - novembre 1st, 2011.
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Queste foto me le inviò tempo fa il mio amico Martino: un suo amico lo contattò per questa T.marginata che aveva uno scolo nasale e che gli voleva portare per l’accoppiamento. Martino si trovò di fronte ad un triste spettacolo (vedi foto allegate), la tartarugha era cresciuta nel peggiore dei modi. Sappiamo che in cattività crescite anomale sono abbastanza frequenti, anche quando spesso si cerca di offrire il meglio ai nostri animali, questo delle foto è un caso limite purtroppo.
Martino rifiutò di farla accoppiare perchè riteneva che con una tale compressione della coda dopo l’accoppiamento l’unico esito sarebbe stata una ritenzione di uova.
L’amico di Martino ha temporaneamente rinunciato a farla riprodurre, ma secondo lui intervenendo chirurgicamente e riducendo la parte ossea sporgente si potrebbe risolvere. In zona non ci sono veterinari esperti in rettili e l’unico che hanno trovato, che tratta un pò di più con queste specie, si è rifiutato di eseguire l’intervento perchè non si reputava all’altezza.
Eccovi le foto, sono curiosa di sentire i vostri pareri.
La compressione della coda mi sembra maggiore rispetto a quella della marokkensis.

7 Responses to Rischio ritenzione 2

  1. In effetti ! questa povera tartaruga é certamente stata molto male mantenuta alla vista del suo carapce sformato !
    Le sue placche anali sono cresciute in proporzioni veramente anomali e é sicuro che no le sia possibile di deporre. Bisognerebbe intervenire al livello di quest piacche anali troppo lunghe in modo a liberare la sua coda. Ma chi sa se il suo stato di salute le permetterà di riprodursi, non ne sono sicura.

  2. Vale,
    come ti dissi tempo fa è la prima volta che mi capita di vedere una tale deformazione del carapace… in una marginata poi è proprio il colmo!!!

    Sai per caso qual è l’età di questa marginata e le sue misure: lunghezza e peso? e poi sai se questa tarta è cresciuta almeno qualche anno in terrario?

  3. Chiederò a Martino, ma so dirti per certo che se è stata tenuta dentro casa, durante i primi anni di vita, ciò è stato fatto in un terrario privo di lampade sia spot che UV.
    Purtroppo è abitudine diffusa da noi tenere le tartarughe dentro casa in scatole di cartone con terra. Io, Martino e altri amici tartamanti stiamo cercando di fare una propaganda contro questo metodo, ma spesso è come lottare con i mulini a vento.
    So per certo che l’alimentazione di questa marginata è stata a base di pasta, pane e latte e altri alimenti non indicati per le tartarughe.

  4. Età e misure non le conosco, chiederò anche questo a Martino che forse lo ricorda o che può contattare il proprietario.

  5. Grazie Vale,
    il fatto che sia cresciuta in casa è indicativo; infatti, credo che per quanto mal alimentate le tartarughe cresciute all’aperto non arriveranno mai ad avere tali problemi.

  6. In questi giorni ho sentito Martino in relazione a questa povera tartaruga e mi ha raccontato la fine della storia. Il “proprietario” di questo sfortunato esemplare si è ostinato a farlo riprodurre portandolo da un altro conoscente, dato che Martino si era rifiutato di prestarsi a questa cosa. Successivamente Martino è venuto a sapere che la tarta è miracolosamente riuscita a fare una deposizione, ma poco dopo ha iniziato a smettere di muovere le zampe posteriori, fino alla paralisi completa. Secondo me questo è con molta probabilità un sintomo della ritenzione (forse le uova erano tante ed hanno esercitato una forte pressione su nervi o midollo spinale). Magari è riuscita a deporre le prime uova, ma nel momento in cui doveva espellere uova più grosse è sopraggiunto il blocco. Martino non ha più avuto notizie da questa persona, ma ritiene che con molta probabilità l’animale sia morto purtroppo.
    Voi che ne pensate?

  7. Che tristezza!!!

    Purtroppo questo è l’epilogo di tante vite di sofferenza riservate a questi poveri animali.

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