TARTITALY… il Blog fotografico di Tartoombria

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Pronti al letargo…

by Lorenzo - ottobre 23rd, 2011.
Filed under: Alimentazione, Emys orbicularis, Graptemys, Habitat, Laghetti, Letargo, Pelomedusa, Pseudemys, Testudo graeca, Testudo hermanni, Testudo ibera, Testudo marginata, Testudo/Agrionemys horsfieldii, Trachemys.

E’ ormai autunno da un mese ed è arrivato il tempo di pensare al letargo. Come ogni anno c’è chi si addormenta prestissimo, chi vaga giorni o settimane alla ricerca del luogo giusto dove scavare, chi gira gira e poi si sistema esattamente nello stesso punto dello scorso anno… e intanto approfitta degli ultimi raggi di sole!

Le piccole di quest’anno sverneranno nel cassone, così come le due Testudo graeca del Marocco arrivate in queste settimane.

Anche le horsfieldii sono ormai nel cassone sotto la veranda, protette dalla pioggia, ma restano indecise: c’è chi affidandosi al proprio orologio biologico si è già scavata la tana e dorme da quasi un mese e c’è chi invece non sente arrivare ancora il vero freddo e continua ad annusare l’aria in cerca degli ultimi raggi di sole.

La maggior parte delle Emys sono piuttosto attive e anche loro sono alla ricerca del luogo giusto per sfuggire a freddo e gelo: cìè chi sceglie il fondo della vasca e chi invece preferisce scavare nel terreno sotto le foglie secche.

Ogni anno smetto di alimentare le mie tartarughe dopo il 15 ottobre, quando in realtà sono loro a smettere di alimentarsi: durante le giornate di sole qualche erbetta si trova sempre.

Per la fine di ottobre, più o meno in coincidenza del ritorno all’ora solare, alcune delle tartarughe acquatiche andranno in cantina, dove resteranno fino alla prima decade di aprile. Il letargo controllato mi risparmia le “ansie da gelo”: saperle addormentate sotto il ghiaccio non mi fa stare troppo tranquillo, anche se poi mi rendo conto che il problema è più mio che loro. Inoltre, il letargo controllato per le acquatiche evita un pericolo molto più serio e concreto: l’annegamento che purtroppo ogni inverno decima molte più tartarughe di quanto non faccia il gelo.

Anche le neonate dal primo inverno trascorrono il letargo in un contenitore in plastica con un livello d’acqua piuttosto basso (livello max = lunghezza carapace) che viene posto al buio in cantina dove la temperatura oscilla tra i 7° e i 10° da novembre a marzo.

8 Responses to Pronti al letargo…

  1. Lorenzo scusa se vado leggermente off topic. Ma le vasche di questo tipo dove le trovi? Sembra strano ma sul web non trovo niente di simile, solo piccole vaschette per pesciolini da 20×25.

  2. r.bepo,
    benvenuto sul Blog.

    Le vasche sono molto generiche: vanno bene un po’ tutte le scatole in plastica da quelle per pesci rossi vendute nei negozi per animali a quelle per vestiti che trovi nei Brico, la cosa importante è che non siano troppo piccole e sempre dimensionate alla misura degli ospiti.

  3. Ciao e susate se non mi sono presentato. Non mi sentivo nuovo perchè non mi perdo un post su tartoombria da anni. Comunque grazie Lorenzo, riguardo i contenitori di plastica vari ho guardato sia nei brico, che nei grandi market, che sul web ma non trovo ciò che fa al caso mio. A me servirebbe si di plastica ma con dimensioni di circa 50x40x35h di 40/50 Litri Ho fatto ricerche con parole come: contenitore, vasca,bacinella, fauna box ecc. Per caso conosci qualche negozio on line che vende questi articoli? Grazie per l’attenzione.

  4. Che specie devi ospitare in letargo controllato? Quanti esemplari possiedi?

  5. Lorenzo, grazie ancora per la retta che mi dai. Allora la vasca mi servirebbe per una piccola Trachemys scripta. Ancora non la possiedo ma mi sto premurando di avere tutto l’occorrente per aprile, e cerco di non fare lo stesso errore di quest’anno. Solo se comincio da adesso riuscirò ad avere tutto il necessario. Di letargo controllato per adesso niente. Ho provato a vedere anche le vasche che si usano per trasportare gli alimenti, la forma è buona ma a mio avviso sono ancora troppo basse; mi servirebbe qualcosa che sia almeno 35 cm di altezza ma che non superi in lunghezza i 50 cm. Ma che sia monoblocco, senza giunture, come le tue insomma. Allora tu puoi indirizzarmi verso qualche negozio on line? Se non puoi farlo qui ti sarei grato se mi mandassi un m.p. Ah, complimenti per le terrestri, la hors chiara è davvero bella. Ciao

  6. r.bepo,
    certo che avere tanta premura per una tartaruga che ancora non hai ti fa onore: tutti dovrebbero prendere animali solo quando realmente preparati sulle sue esigenze e in possesso dell’habitat adeguato.

    Quale errore hai fatto quest’anno?

    Quelle vaschette misurano circa 22 cm X 40 cm X h. 25; furono acquistate molti anni fa ad un banco da fiera. Mi dispiace ma ora non saprei dove indirizzarti per l’acquisto: tuttavia ci sono fauna-box di dimensioni molto vicine a quelle che indichi tu.

    Le hors sono una specie molto interessante, ma che purtroppo definirei delicata per i nostri climi ed eccessivamente commercializzata. Sono contrario all’acquisto di esemplari di questa specie, ma dopo tanta gente che mi continua a contattare per esemplari morti nel corso dei primi due anni dall’acquisto mi sono sentito in dovere di saperne di più, ma per il momento sono riuscito a capire che si tratta di una specie non adatta ai neofiti e che non può essere allevata come una qualsiasi Testudo mediterranea.

  7. Grazie Lorenzo. L’errore è stato proprio quello di non munirmi anticipatamente dell’occorrente, trovandomene di fatto sprovvisto al momento opportuno.

    La ricerca sui box,contenitori,fauna b. cassetta, recipiente continua….

    Per quanto riguarda le hors credo di aver individuato la radice de problemi. Primo: sono migliaia quelle di cattura che ogni anno vengono importate qui da noi, sono insomma di più facile reperimento in natura…. infatti tutte quelle che ho potuto osservare sono palesemente dei catturoni. Secondo le hors continuano ad arrivare perchè la stragrande maggioranza delle persone non le distingue dalle hermanni. I venditori infatti si limitano a dire “tartauga di terra”. Quest anno ad una fiera di paese conosciuta, nella mia zona, verso la fine di settembre, c’era una di quelle bancarelle di animali che vendeva di tutto, dai pappagallini ai pulcini, dai conigli ai pesci rossi. Poi in una lettiera per gatti piena di segatura c’erano tre hors liscissime apparentemente di 4 anni d’eta, belle direi. Le vendevano a 150 euro l’una. Fingendo di volerla comprare al momento di pagare ho chiesto il cites… E quello dopo che gli ho spiegato cosa fosse ha risposto che non ne avevano bisogno… Però magari un papà a suo figlio credendola una “tartaruga nostrana” gliela avrà comprata. Quindi è questo il punto costano pochissimo alla partenza e vengono rivendute a prezzi enormi qui. E poi se al nuovo padrone muore dopo pochi mesi chissenefrega.

  8. Per la mia esperienza mi risulta molto difficile far morire le Trachemys: le mie femmine depongono ogni anno e le piccole si schiudono in terra senza grandi problemi sopportando siccità e gelo.

    Le piccole restano fuori e fanno il letargo dal primo inverno.

    Personalmente non credo siano una minaccia terribile per l’ambiente, ma ritengo siano piuttosto adatte ai nostri climi.

    Per le hors hai colto perfettamente nel segno!!!

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