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Trafficanti di tartarughe in Sardegna

by Lorenzo - luglio 27th, 2011.
Filed under: Emys orbicularis, Legislazione, News dal tartamondo, Salvaguardia, Sardegna, Testudo hermanni, Testudo marginata, Video.

I carabinieri hanno recuperato nel porto di Golfo Aranci 80 esemplari tra tartarughe e testuggini. Denunciate due persone di Reggio Emilia. Gli esemplari sarebbero diventati merce preziosa nel ricco mercato degli animali.

GUARDA IL VIDEO SU: http://www.videolina.it/view/servizi/18147.html

5 Responses to Trafficanti di tartarughe in Sardegna

  1. Purtroppo molti la passano liscia e riescono a prenderle, sempre in grandi quantità, senza essere fermati e controllati. La cosa che ancor più mi fa arrabbiare è che senza dubbio avevano qui in Sardegna le persone che gliele hanno bracconate e vendute: persone incredibilmente ignoranti e avide, che non si rendono conto di che danni al patrimonio faunistico nostrano abbiano, e stiano infliggendo.
    Mi auguro solo che non facciano la fine dei tanti animali parcheggiati nei centri di recupero della fauna selvatica, che trascorrono anni dentro gabbiette microscopiche e anguste, fino alla loro morte! Infatti in sottofondo, nel servizio giornalistico, si sentivano cinguettii di uccelli che secondo me, erano anch’essi frutto di qualche sequestro o “salvataggio”.

  2. Vale,
    questi link non fanno che confermare i tuoi timori!

    http://www.federfauna.org/newss.php?id=5781

    http://www.federfauna.org/images/lidariepilogo.pdf

    PURTROPPO!!!

  3. Un animale in più nel centro di “recupero” significa soldi in più che arrivano all’associazione (da quel che ho capito ricevono fondi per ogni animale recuperato, ma non sono certa di questo). Non tutte le persone che ci lavorano sono competenti e hanno una coscienza ecologica e questo vale anche per alcuni dipendenti del CFS purtroppo.

  4. Mi sembra di rivedere la scena che vedevo tutti i giorni oltre 12 anni fa, quando abitavo in un’altra zona della città: la protezione animali (ENPA) aveva come sede un piccolo mobilificio, la vetrina del mobilificio era adibita a voliera con uccelli di ogni tipo, autoctoni ed esotici, che convivevano con una presunta T.graeca e una T.marginata (completamente piramidalizzata e monca). Le due povere tartarughe alloggiavano sul pavimento in mezzo al guano degli uccelli. Il lieto fine della storia del maschio di presunta graeca la sai anche tu, mentre la marginata purtroppo ha vissuto molto poco, era davvero malconcia.
    Il proprietario del negozio era anziano e credo sia venuto a mancare. Passando là davanti mi chiedo sempre che fine abbiano fatto quei poveri uccelli.

  5. Ammetto di non essere molto preparato in merito ai rimborsi dei costi di gestione, ma spero vivamente non sia come dici!

    Se ci si deve arrendere di fronte all’evidenza che ancora molti esemplari selvatici vengono catturati in nome di legislazioni che le consentono, non è pensabile di poter accettare il fatto che anche dietro alle associazioni di protezione e salvaguardia vi siano interessi commerciali.

    Riesco anche a comprendere che non tutti i volontari delle associazioni e non tutti gli agenti del CFS possano essere competenti su tutte le specie di animali protetti, ma credo che quanto meno un’associazione debba avere un Veterinario che visiti gli animali e che ne tenga sotto controllo la salute in caso di animali sequestrati affidati.

    Mi sembra anche di ricordare che ove non sia in grado di gestire la fauna posta sotto sequestro, la Forestale, possa fare una sorta di “affidamento” al proprietario stesso, ammesso che egli stesso abbia i requisiti e la preparazione sufficienti a mantenere l’animale.

    Al di là di tutte queste mie confuse idee, credo proprio sia il caso di approfondire l’argomento!!!

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