Testudo graeca graeca Marocco
by Laurens - agosto 17th, 2010.Filed under: Marocco - Magreb, Testudo graeca.
Qui qualche foto dei miei maschi Testudo graeca graeca Maroccine
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agosto 19th, 2010 at 21:05
Il secondo maschio è molto scuro!
Mentre per le femmine non avrei avuto dubbi sulla sottospecie, per questi maschi sarebbe stato difficile la classificazione.
Alcuni esemplari sardi non sono molto diversi da questi due maschi.
agosto 20th, 2010 at 14:47
Ho pensato esattamente la stessa cosa che ha pensato Lorenzo.
agosto 21st, 2010 at 14:14
E pensare che io mi sono guardato tutte le foto dei maschi censiti da Lorenzo in Sardegna perché assai simili a quelli della foto! Anche se è ormai chiaro che tartarughe simili a quelle attualmente esistenti fossero presenti nell’oristanese già nel Pleistocene, ciò non esclude che in tempi storici e protostorici siano stati introdotti animali di altre provenienze. Mi permetto una piccola divagazione che mi ha incuriosito e che i resti fossilizzati del Pleistocene mi hanno dato da pensare… Fin da quando ho “scoperto” che le graeca sarde si trovano principalmente nell’oristanese, ho sempre collegato la loro origine alla città di Tarros. Per poi riflettere sul fatto che di città analoghe ce ne sono altre scendendo a sud passando per San Pietro e quindi avvicinandosi a Cagliari, cioé Nora. Perché si trovano solo lì? Di fatto il clima è analogo e se sono state introdotte a Tarros non vedo perché non a Nora e negli altri posti. Di fatto solo una indagine seria fatta sia dal punto di vista morfologico ma anche e sopra tutto genetico (esiste adesso la possibilità di fare analisi accurate utilizzando moltissimi nuovi loci: è stato pubblicato un articolo proprio su questo sull’ultimo numero di Chelonia Conservation and Biology). Il discorso è interessante in quanto si è sempre parlato e dato per scontato che tutte le tartarughe terresti siano state introdotte nell’isola sarda dall’uomo, di fatto in depositi del Pleistocene sono state trovate pure hermanni. All’appello mancano quindi solo le marginata, ma anche qui bisognerebbe vedere, io non ne ho notizie, se esistono resti fossili di marginata in quella che è additata come terra di origine della marginata e cioè la Grecia.
agosto 21st, 2010 at 15:31
Ciao Vale e Tartamau,
che bello rincontrarsi sul Blog dopo tanto tempo… l’estate è tempo di vacanze e il Web ne risente!
Un’indagine genetica affiancata ad uno studio su geografia e fossili sarebbe l’unico modo per capire forse la vera origine delle popolazioni di tartarughe in Sardegna.
Anche io mi sono chiesto tante volte il perché le varie specie occupano principalmente solo alcune aree dell’Isola, ma ho difficoltà nel trovare una risposta… e poi le specie sono molto più diffuse di quanto non si creda un po’ su tutto il territorio.
Personalmente credo che la possibilità che almeno alcune specie possano essere considerate autoctone in Sardegna esiste, ma poi forse il via vai di popoli e tartarughe che son passate sull’isola nei secoli rendono il tutto molto complicato.
Più volte si è fatta avanti in me l’idea che ci possano essere state antiche ibridazioni tra Tg e Tm: esemplari rinselvatichiti fondatori di popolazioni nelle quali si possa essere persa memoria dell’ibridazione anche a livello genetico (rifacendoci agli studi condotti al livello mitocondriale).
Fenotipicamente sono certo di poter distinguere un piccolo di Tg sarda da un marokkensis o un ibera semplicemente dalla livrea, ma la cosa si complica con gli adulti e se i piccoli a confronto sono tunisini invece che marocchini le certezze vacillano…
… è anche per questa ragione che chiedevo a Laurens in merito ai loro successi riproduttivi!
agosto 21st, 2010 at 17:31
Vale e Lorenzo,
Infatti bello risentirsi.
I maschi nelle foto sono tipati tramite DNA a dovrebbono appartenere a la sottospecie Testudo graeca graeca (Haplotypo 1 nell le analisi usate qui in Olanda e Belgio) proveniente della zona costiera mediterranea dell Marocco. Questo e la forma piu proveniente in olanda perche e la piu portata da Turisti e Maroccini che vivono qui.
Sono d’acordo che la mofologia di questa forma e simili a quela dei animali spagnoli, sardi e anche le nabeulensis Tunesine. Secono me e quesi impossibile a distinguirle ad ochio.
Infatti sono sicuro che molte nabeulenis qui in Olanda sono in vertita greche Maroccine.
Sono d’accordo che il ultimo maschio e molto scuro.
La livrea secondo me non e un buon parametro a distinguire una sottospecie, specialmente no per animali allevati e cresciuti in cattivita. Molti fattori: nutrizione, luce UV, velocita di crescita hanno effeto su la pigmentazione.