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	<title>Commenti a: Continua l&#8217;orrore dei traffici di animali</title>
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	<description>Sito di allevamento, esperienza, accoglienza e ricerca dedicato alle tartarughe</description>
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		<title>Di: tartamau</title>
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		<dc:creator>tartamau</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 15:35:31 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;unico cambiamento è di fatto che le donazioni gratuite così come venivano fatte dal 2003 al 2008 non si possono più fare. Dal 1992 al 1997 chiunque poteva richiedere certificati di nascita e di fatto fin quando le Testudo non sono state inserite in allegato A della CE (con la 338/97), problemi non ne esistevano. Dal 1997 al 2003 non si poteva fare nulla (ma di questo molti se ne sono dimenticati!!!) e l&#039;interpretazione era restrittiva come e più di adesso. Il cambiamento del 2008 è figlio del 865/2006 che ha integrato ed in parte cambiato la 338/97. Io parto dal principio che se qualcosa riguarda il tuo campo, è naturale tenersi aggiornati. Nessuno mi ha spiegato queste cose, ma me le sono andate a cercare. Se fai mente locale, ti accorgerai che non appena entra in vigore una legge, nessuno solitamente di dirà mai nulla, neppure te la spiegherà (la legge non ammette ignoranza). Al più, quando per esempio riguarda la quasi totalità della popolazione (leggi per esempio il nuovo codice della strada), si sintetizzeranno le novità, ma se vuoi conoscerla te la devi studiare. Che poi sia difficilmente comprensibile ai più, beh, non lo discuto, ma niente vieta di chiedere chiarimenti. Qui apro una parentesi: è bene chiedere a chi conosce bene l&#039;interpretazione, cioè sa cosa intende chi la applica, e a chi già si è districato con successo. Noto ancora una volta, a dimostrazione di questo, che non ci si rende conto del livello di protezione delle tartarughe, che si sottovaluta il discorso sanitario per quanto riguarda i discorsi di reintroduzione, che scocci assai che le cose siano cambiate e vi si faccia resistenza (inutile e dannosa solo per chi lo fa) senza per altro voler capire in realtà il perché. Se poi qualcuno cerca di spiegare le cose, e questo non vuol dire altro che questo (adeguarsi non vuol dire apprezzare o dire che è giusto così), si trovano mille scuse per dargli contro arrivando pure a dichiarare il falso. Onestamente sarei più sicuro di seguire i consigli di chi applica con successo queste leggi, piuttosto di chi si rifiuti e poi dispensi consigli e commenti falsi in giro. Mi si dirà: ma come si fa a capire in tutto questo marasma cosa sia vero? Onestamente non so rispondere perché non penso esista una ricetta uguale per tutto, ma certamente non ascolterei chi dice che è tutto bloccato, che non si può fare nulla, che è difficilissimo ecc.
Non è facile, richiede una conoscenza delle norme, di come vengono applicate (negli uffici ministeriali preposti esistono persone gentilissime ed assai preparate che rispondono sempre alle domande), di volontà e capacità di adeguarsi al cambiamento e senso di responsabilità. Onestamente capisco lo sfogo, ma manca quello che io chiamo voglia di andare oltre l&#039;ostacolo, rimanendo a guardarlo e dando per scontato che non è superabile, lagnandosene per lo più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;unico cambiamento è di fatto che le donazioni gratuite così come venivano fatte dal 2003 al 2008 non si possono più fare. Dal 1992 al 1997 chiunque poteva richiedere certificati di nascita e di fatto fin quando le Testudo non sono state inserite in allegato A della CE (con la 338/97), problemi non ne esistevano. Dal 1997 al 2003 non si poteva fare nulla (ma di questo molti se ne sono dimenticati!!!) e l&#8217;interpretazione era restrittiva come e più di adesso. Il cambiamento del 2008 è figlio del 865/2006 che ha integrato ed in parte cambiato la 338/97. Io parto dal principio che se qualcosa riguarda il tuo campo, è naturale tenersi aggiornati. Nessuno mi ha spiegato queste cose, ma me le sono andate a cercare. Se fai mente locale, ti accorgerai che non appena entra in vigore una legge, nessuno solitamente di dirà mai nulla, neppure te la spiegherà (la legge non ammette ignoranza). Al più, quando per esempio riguarda la quasi totalità della popolazione (leggi per esempio il nuovo codice della strada), si sintetizzeranno le novità, ma se vuoi conoscerla te la devi studiare. Che poi sia difficilmente comprensibile ai più, beh, non lo discuto, ma niente vieta di chiedere chiarimenti. Qui apro una parentesi: è bene chiedere a chi conosce bene l&#8217;interpretazione, cioè sa cosa intende chi la applica, e a chi già si è districato con successo. Noto ancora una volta, a dimostrazione di questo, che non ci si rende conto del livello di protezione delle tartarughe, che si sottovaluta il discorso sanitario per quanto riguarda i discorsi di reintroduzione, che scocci assai che le cose siano cambiate e vi si faccia resistenza (inutile e dannosa solo per chi lo fa) senza per altro voler capire in realtà il perché. Se poi qualcuno cerca di spiegare le cose, e questo non vuol dire altro che questo (adeguarsi non vuol dire apprezzare o dire che è giusto così), si trovano mille scuse per dargli contro arrivando pure a dichiarare il falso. Onestamente sarei più sicuro di seguire i consigli di chi applica con successo queste leggi, piuttosto di chi si rifiuti e poi dispensi consigli e commenti falsi in giro. Mi si dirà: ma come si fa a capire in tutto questo marasma cosa sia vero? Onestamente non so rispondere perché non penso esista una ricetta uguale per tutto, ma certamente non ascolterei chi dice che è tutto bloccato, che non si può fare nulla, che è difficilissimo ecc.<br />
Non è facile, richiede una conoscenza delle norme, di come vengono applicate (negli uffici ministeriali preposti esistono persone gentilissime ed assai preparate che rispondono sempre alle domande), di volontà e capacità di adeguarsi al cambiamento e senso di responsabilità. Onestamente capisco lo sfogo, ma manca quello che io chiamo voglia di andare oltre l&#8217;ostacolo, rimanendo a guardarlo e dando per scontato che non è superabile, lagnandosene per lo più.</p>
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		<title>Di: Damiano</title>
		<link>http://www.tartoombria.org/blog/2010/05/26/continua-lorrore-dei-traffici-di-animali/comment-page-1/#comment-529</link>
		<dc:creator>Damiano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 21:38:06 +0000</pubDate>
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		<description>Tartamau, nulla da dire sui princìpi che hai voluto illustrare.
Il fatto è che mi devo essere perso qualcosa: non mi risulta che le leggi, dal 2008 in poi, siano cambiate; se è invece è cambiato il modo di applicarle in Italia (ed è adesso che sono interpretate in modo corretto), non si può far finta di non sapere che dal &#039;92 al 2008, per essere in regola, ci si doveva comportare un pochino diversamente.
Ora, io penso che cambiamenti della portata di quelli intervenuti avrebbero richiesto un minimo sforzo di divulgazione. 
Consultando internet mi accorgo che molti esperti , come te, sono già perfettamente consapevoli di cosa bisogna fare, anche se poi su dieci spiegazioni che si leggono non se ne trovano due esattamente uguali.
I siti ufficiali riportano sì i testi delle norme, ma la loro complessità e le loro &quot;variabili&quot; interpretazioni italiche richiederebbero come minimo una guida applicativa aggiornata, almeno per quanto riguarda il caso specifico delle tatrtarughe; non so quanti detengano una scimmia antropomorfa o altre specie in allegato A, è invece un dato di fatto che moltissime persone posseggono legalmente una testuggine autoctona; se fino a ieri a queste persone le autorità italiane avevano imposto determinate regole, non credo sia sensato cambiarle in modo così radicale senza che almeno queste novità vengano scritte da qualche parte, e io francamente devo ancora capire quali sono le fonti ufficiali dove ciò è stato fatto.
Cambiando discorso, credo che rinunciare completamente alla conservazione del patrimonio costituito dagli animali ormai &quot;domestici&quot; sia un ulteriore affronto non solo agli animali stessi (come sempre incolpevoli dei pasticci combimati dagli uomini), ma soprattutto alle popolazioni di provenienza, che sono state impoverite gravemente a causa del prelievo in natura dei riproduttori originari. 
Oggi, oltre all&#039;esame fenotipico che consente di individuare gli ibridi e di ipotizzare le &quot;razze&quot; di appartenenza, si possono tipizzare geneticamente gli animali ed in base a ciò, in qualche caso, determinare le località o almeno le aree di provenienza. 
Se questo può consentire di recuperare esemplari che siano a disposizione per eventuali iniziative di reintroduzione, io credo che si tratti di una oppotunità che non può essere trascurata.
Per molte specie, tartarughe comprese, iniziative di reintroduzione si sono già fatte con successo con animali provenienti da allevamenti in cattività, anche se é chiaro che tutto questo non può essere frutto di improvvisazione ma deve riguardare serie istituzioni  ed avere solide basi scientifiche.
Non dimentichiamo infine che per quanto riguarda le tartarughe (e ciò è sicuramente vero almeno per le specie nostrane) la completa purezza genetica, soprattutto a livello sottospecifico, è ormai soltanto un mito, visto che sono millenni che l&#039;uomo le conosce, le alleva e le sposta con sè da un luogo all&#039;altro del Mediterraneo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tartamau, nulla da dire sui princìpi che hai voluto illustrare.<br />
Il fatto è che mi devo essere perso qualcosa: non mi risulta che le leggi, dal 2008 in poi, siano cambiate; se è invece è cambiato il modo di applicarle in Italia (ed è adesso che sono interpretate in modo corretto), non si può far finta di non sapere che dal &#8216;92 al 2008, per essere in regola, ci si doveva comportare un pochino diversamente.<br />
Ora, io penso che cambiamenti della portata di quelli intervenuti avrebbero richiesto un minimo sforzo di divulgazione.<br />
Consultando internet mi accorgo che molti esperti , come te, sono già perfettamente consapevoli di cosa bisogna fare, anche se poi su dieci spiegazioni che si leggono non se ne trovano due esattamente uguali.<br />
I siti ufficiali riportano sì i testi delle norme, ma la loro complessità e le loro &#8220;variabili&#8221; interpretazioni italiche richiederebbero come minimo una guida applicativa aggiornata, almeno per quanto riguarda il caso specifico delle tatrtarughe; non so quanti detengano una scimmia antropomorfa o altre specie in allegato A, è invece un dato di fatto che moltissime persone posseggono legalmente una testuggine autoctona; se fino a ieri a queste persone le autorità italiane avevano imposto determinate regole, non credo sia sensato cambiarle in modo così radicale senza che almeno queste novità vengano scritte da qualche parte, e io francamente devo ancora capire quali sono le fonti ufficiali dove ciò è stato fatto.<br />
Cambiando discorso, credo che rinunciare completamente alla conservazione del patrimonio costituito dagli animali ormai &#8220;domestici&#8221; sia un ulteriore affronto non solo agli animali stessi (come sempre incolpevoli dei pasticci combimati dagli uomini), ma soprattutto alle popolazioni di provenienza, che sono state impoverite gravemente a causa del prelievo in natura dei riproduttori originari.<br />
Oggi, oltre all&#8217;esame fenotipico che consente di individuare gli ibridi e di ipotizzare le &#8220;razze&#8221; di appartenenza, si possono tipizzare geneticamente gli animali ed in base a ciò, in qualche caso, determinare le località o almeno le aree di provenienza.<br />
Se questo può consentire di recuperare esemplari che siano a disposizione per eventuali iniziative di reintroduzione, io credo che si tratti di una oppotunità che non può essere trascurata.<br />
Per molte specie, tartarughe comprese, iniziative di reintroduzione si sono già fatte con successo con animali provenienti da allevamenti in cattività, anche se é chiaro che tutto questo non può essere frutto di improvvisazione ma deve riguardare serie istituzioni  ed avere solide basi scientifiche.<br />
Non dimentichiamo infine che per quanto riguarda le tartarughe (e ciò è sicuramente vero almeno per le specie nostrane) la completa purezza genetica, soprattutto a livello sottospecifico, è ormai soltanto un mito, visto che sono millenni che l&#8217;uomo le conosce, le alleva e le sposta con sè da un luogo all&#8217;altro del Mediterraneo.</p>
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	<item>
		<title>Di: tartamau</title>
		<link>http://www.tartoombria.org/blog/2010/05/26/continua-lorrore-dei-traffici-di-animali/comment-page-1/#comment-528</link>
		<dc:creator>tartamau</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 09:55:35 +0000</pubDate>
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		<description>Devo ammettere che ancora esiste grande confusione e circolano nozioni sbagliate circa le normative che regolano il commercio degli animali protetti. Innanzitutto, premesso che la legge non ammette ignoranza (ma spesso è tacito che non siano sempre comprensibili ai più), esistono varie normative di riferimento che sono facilmente scaricabili in molti siti, compreso quello del CFS. Come si potrà vedere queste sono leggi &quot;vecchie&quot; seguite da continui aggiornamenti e modifiche. Deve essere chiaro che le attuali norme prevedono da sempre quello che viene attualmente applicato, ma per venire incontro alle persone, nel 2003 una circolare applicativa diede delle semplificazioni che la gente apprezzò quasi unicamente per fare il proprio comodo. Questo in sintesi è costato all&#039;Italia, che continua tutt&#039;oggi a pagare, sanzioni di milioni di euro da parte della comunità europea. Per legge gli animali in allegato A non possono essere ceduti a nessun titolo se non si dimostrano determinati requisiti da parte dell&#039;allevamento di origine. Questo non vuole dire che gli animali non possano essere ceduti, ma è necessario che vengano soddisfatti i punti della legge. Chi ha sempre fatto le cose in regola non ha nulla da temere, e vedrà rispettati i propri diritti. Il fatto è che ancora esiste una controinformazione che addirittura nega fatti facilmente dimostrabili ed inculca nella gente (giustificando poi chi si muove al di fuori della legalità) che le norme non sono lecite, dimenticando che sono state scritte per tutti gli animali e non solo per le tartarughe. Le Testudo sono in allegato A, il massimo grado di protezione, ma esistono altre tartarughe che essendo in allegato B, possono essere trattate esattamente come fino a qualche anno fa venivano trattate le prime. Concludo dicendo che mi trovo in parziale accordo con il discorso che l&#039;allevamento possa disincentivare il bracconaggio (in parte in quanto secondo me i maggiori volani di questi traffici sono appunto gli allevatori che ricercano animali di certe provenienze e snobbano gli animali riprodotti in cattività, frutto spesso di incroci indefinibili), tuttavia è impensabile reintrodurre animali che hanno soggiornato in cattività, sono potenziali veicoli di infezioni e per giunta non se ne conosce la reale origine, in particolar modo per gli esemplari nati in cattività.
Purtroppo deve cambiare la mentalità: visto che nessuno o quasi si metterebbe ad allevare una tigre o un leone, deve passare il messaggio che anche le tartarughe meritano maggior rispetto e non devono essere più considerati un giocattolo per bambini che se tanto muore non è costato nulla o, peggio, se ne ritrova un&#039;altra in natura. Capisco che questi sono concetti difficili da comprendere e non ci sia solitamente la sensibilità e la preparazione per capire queste cose, ma se si vuole veramente il bene di questi animali, chi li riproduce regolarmente deve richiedere la certificazione del proprio allevamento. Si vedrà che ciò è possibile, sempre che lo si voglia veramente. Per il resto è fondamentale conoscere le leggi che regolano il commercio degli animali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devo ammettere che ancora esiste grande confusione e circolano nozioni sbagliate circa le normative che regolano il commercio degli animali protetti. Innanzitutto, premesso che la legge non ammette ignoranza (ma spesso è tacito che non siano sempre comprensibili ai più), esistono varie normative di riferimento che sono facilmente scaricabili in molti siti, compreso quello del CFS. Come si potrà vedere queste sono leggi &#8220;vecchie&#8221; seguite da continui aggiornamenti e modifiche. Deve essere chiaro che le attuali norme prevedono da sempre quello che viene attualmente applicato, ma per venire incontro alle persone, nel 2003 una circolare applicativa diede delle semplificazioni che la gente apprezzò quasi unicamente per fare il proprio comodo. Questo in sintesi è costato all&#8217;Italia, che continua tutt&#8217;oggi a pagare, sanzioni di milioni di euro da parte della comunità europea. Per legge gli animali in allegato A non possono essere ceduti a nessun titolo se non si dimostrano determinati requisiti da parte dell&#8217;allevamento di origine. Questo non vuole dire che gli animali non possano essere ceduti, ma è necessario che vengano soddisfatti i punti della legge. Chi ha sempre fatto le cose in regola non ha nulla da temere, e vedrà rispettati i propri diritti. Il fatto è che ancora esiste una controinformazione che addirittura nega fatti facilmente dimostrabili ed inculca nella gente (giustificando poi chi si muove al di fuori della legalità) che le norme non sono lecite, dimenticando che sono state scritte per tutti gli animali e non solo per le tartarughe. Le Testudo sono in allegato A, il massimo grado di protezione, ma esistono altre tartarughe che essendo in allegato B, possono essere trattate esattamente come fino a qualche anno fa venivano trattate le prime. Concludo dicendo che mi trovo in parziale accordo con il discorso che l&#8217;allevamento possa disincentivare il bracconaggio (in parte in quanto secondo me i maggiori volani di questi traffici sono appunto gli allevatori che ricercano animali di certe provenienze e snobbano gli animali riprodotti in cattività, frutto spesso di incroci indefinibili), tuttavia è impensabile reintrodurre animali che hanno soggiornato in cattività, sono potenziali veicoli di infezioni e per giunta non se ne conosce la reale origine, in particolar modo per gli esemplari nati in cattività.<br />
Purtroppo deve cambiare la mentalità: visto che nessuno o quasi si metterebbe ad allevare una tigre o un leone, deve passare il messaggio che anche le tartarughe meritano maggior rispetto e non devono essere più considerati un giocattolo per bambini che se tanto muore non è costato nulla o, peggio, se ne ritrova un&#8217;altra in natura. Capisco che questi sono concetti difficili da comprendere e non ci sia solitamente la sensibilità e la preparazione per capire queste cose, ma se si vuole veramente il bene di questi animali, chi li riproduce regolarmente deve richiedere la certificazione del proprio allevamento. Si vedrà che ciò è possibile, sempre che lo si voglia veramente. Per il resto è fondamentale conoscere le leggi che regolano il commercio degli animali.</p>
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		<title>Di: Damiano</title>
		<link>http://www.tartoombria.org/blog/2010/05/26/continua-lorrore-dei-traffici-di-animali/comment-page-1/#comment-527</link>
		<dc:creator>Damiano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 23:23:20 +0000</pubDate>
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		<description>Vale, devo ammettere che rispetto al tuo messaggio sono saltato di palo in frasca; a te viene spontaneo pensare ai gravi problemi che incombono sulle popolazioni selvatiche (che da te ancora ci sono), io mi devo accontentare di pensare a ciò che minaccia gli individui in cattività (che comunque, a mio parere, meritano un minimo di attenzione). 
Fatta questa premessa campanilistica (certamente la sopravvivenza delle tartarughe sevatiche riguarda e dovrebbe impegnare tutti noi) sono ben consapevole che il tuo messaggio si riferiva ad un problema preciso e gravissimo, quello del bracconaggio e del traffico che ne consegue, che dovrebbero essere debellati con ogni mezzo, coerentemente con quanto richiesto da fior di normative locali, nazionali ed internazionali.
Uno dei mezzi di contrasto, secondo me, potrebbe essere la valorizzazione delle &quot;eccedenze produttive&quot; degli allevamenti amatoriali &quot;legali&quot;, che invece le norme attuali mi sembrano di fatto penalizzare. 
Forse é vero che é necessaria una tracciabilità degli esemplari migliore che in passato (cosicchè, fra l&#039;altro, non si possa riuscire a sostituire una tarta morta con una nuova), ma le regole devono essere chiare, semplici, ben divulgate ed applicate soprattutto al fine della tutela della specie e degli individui.
Mi sembra, almeno nella mia esperienza locale, che chi si dovrebbe occupare di tartarughe lo faccia molto, troppo svogliatamente (so anche di uffici che hanno perso gli archivi delle prime denunce cartacee degli esemplari in cattività...). Il rischio non é solo quello di scoraggiare gli amatori spingendoli all&#039;illegalità, e questo sarebbe veramente il meno, ma soprattutto di disperdere gradualmente un patrimonio assai cospicuo, e secondo me tanto più prezioso quanto più i selvatici vanno rarefacendosi, costituito dagli esemplari ormai domestici, che oggi sono censiti e &quot;congelati&quot; negli allevamenti amatoriali, e che quindi potrebbero anche essere (attualmente, purtroppo  solo in teoria) in qualche modo recuperati al fine di  intraprendere programmi di conservazione delle specie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vale, devo ammettere che rispetto al tuo messaggio sono saltato di palo in frasca; a te viene spontaneo pensare ai gravi problemi che incombono sulle popolazioni selvatiche (che da te ancora ci sono), io mi devo accontentare di pensare a ciò che minaccia gli individui in cattività (che comunque, a mio parere, meritano un minimo di attenzione).<br />
Fatta questa premessa campanilistica (certamente la sopravvivenza delle tartarughe sevatiche riguarda e dovrebbe impegnare tutti noi) sono ben consapevole che il tuo messaggio si riferiva ad un problema preciso e gravissimo, quello del bracconaggio e del traffico che ne consegue, che dovrebbero essere debellati con ogni mezzo, coerentemente con quanto richiesto da fior di normative locali, nazionali ed internazionali.<br />
Uno dei mezzi di contrasto, secondo me, potrebbe essere la valorizzazione delle &#8220;eccedenze produttive&#8221; degli allevamenti amatoriali &#8220;legali&#8221;, che invece le norme attuali mi sembrano di fatto penalizzare.<br />
Forse é vero che é necessaria una tracciabilità degli esemplari migliore che in passato (cosicchè, fra l&#8217;altro, non si possa riuscire a sostituire una tarta morta con una nuova), ma le regole devono essere chiare, semplici, ben divulgate ed applicate soprattutto al fine della tutela della specie e degli individui.<br />
Mi sembra, almeno nella mia esperienza locale, che chi si dovrebbe occupare di tartarughe lo faccia molto, troppo svogliatamente (so anche di uffici che hanno perso gli archivi delle prime denunce cartacee degli esemplari in cattività&#8230;). Il rischio non é solo quello di scoraggiare gli amatori spingendoli all&#8217;illegalità, e questo sarebbe veramente il meno, ma soprattutto di disperdere gradualmente un patrimonio assai cospicuo, e secondo me tanto più prezioso quanto più i selvatici vanno rarefacendosi, costituito dagli esemplari ormai domestici, che oggi sono censiti e &#8220;congelati&#8221; negli allevamenti amatoriali, e che quindi potrebbero anche essere (attualmente, purtroppo  solo in teoria) in qualche modo recuperati al fine di  intraprendere programmi di conservazione delle specie.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Vale</title>
		<link>http://www.tartoombria.org/blog/2010/05/26/continua-lorrore-dei-traffici-di-animali/comment-page-1/#comment-526</link>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 22:22:15 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo si è arrivati a tutto questo per via di persone che si sono comportate per decenni come nell&#039;articolo da me citato. E&#039; vero che questa legge è difficile da seguire, ma per animali feriti e/o rinvenuti in luoghi urbanizzati ci sono le leggi che li tutelano: bisogna avvisare il CFS o portare l&#039;esemplare nella sede CFS più vicina, così riceverà le cure appropriate e verrà reintrodotto nel suo ambiente se possibile.
Certo non era il caso dei signori di quest&#039;articolo qui loro vendevano.
Fa rabbia sapere quanto ci stiamo impoverendo (naturalisticamente parlando) con le nostre stesse mani... e tutto per il Dio Danaro! Mi fa rabbia pensare che nella mia isola ogni anno vengano a prenderle a cassette per portarle nei giardini di chi deve rimpiazzare una tartaruga morta con una nuova di zecca (tanto ha i documenti!).
Per quanto riguarda le tue domande Damiano: ho sentito parlare anch&#039;io del manuale, ma non l&#039;ho trovato nemmeno io, però la fonte del TCI è più che attendibile, poi certo in ogni regione purtroppo vengono date sempre informazioni diverse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo si è arrivati a tutto questo per via di persone che si sono comportate per decenni come nell&#8217;articolo da me citato. E&#8217; vero che questa legge è difficile da seguire, ma per animali feriti e/o rinvenuti in luoghi urbanizzati ci sono le leggi che li tutelano: bisogna avvisare il CFS o portare l&#8217;esemplare nella sede CFS più vicina, così riceverà le cure appropriate e verrà reintrodotto nel suo ambiente se possibile.<br />
Certo non era il caso dei signori di quest&#8217;articolo qui loro vendevano.<br />
Fa rabbia sapere quanto ci stiamo impoverendo (naturalisticamente parlando) con le nostre stesse mani&#8230; e tutto per il Dio Danaro! Mi fa rabbia pensare che nella mia isola ogni anno vengano a prenderle a cassette per portarle nei giardini di chi deve rimpiazzare una tartaruga morta con una nuova di zecca (tanto ha i documenti!).<br />
Per quanto riguarda le tue domande Damiano: ho sentito parlare anch&#8217;io del manuale, ma non l&#8217;ho trovato nemmeno io, però la fonte del TCI è più che attendibile, poi certo in ogni regione purtroppo vengono date sempre informazioni diverse.</p>
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	<item>
		<title>Di: Damiano</title>
		<link>http://www.tartoombria.org/blog/2010/05/26/continua-lorrore-dei-traffici-di-animali/comment-page-1/#comment-524</link>
		<dc:creator>Damiano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 13:04:50 +0000</pubDate>
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		<description>Mi ricollego a blog dopo un bel po&#039;, spinto dalla necessità di chiarire alcune cose; alcune persone mi chiedono se posso informarmi rispetto alle norme vigenti in merito alla cessione gratuita degli esemplari legalmente detenuti da amatori.
Pare che chi si è rivolto ai referenti CITES di Milano abbia trovato un attegiamento piuttosto reticente sulle norme vigenti e sostanzialmente ostruzionistico nei confronti di chi si trova nelle condizioni di cedere animali.
Leggo in rete varie info nebulose, soprattutto nessuno cita esplicitamente in base a quale normativa si deve agire in modo diverso da come si operava qualche anno addietro, quando bastava la trasmissione di un modulo apposito alla Forestale.
Le cose sarebbero cambiate, pare, dal 2008. 
Sul sito del Tarta Club si cita un Manuale operativo ministeriale (senza altri dati per identifcarlo esattamente) che avrebbe imposto nuovi adempimenti a chi cede gratuitamente i propri animali (ma il testo dove si trova?). 
In paticolare, spunta il microchip (ma, vi chiedo, deve essere applicato solo alle bestie che cedo o a tutte quelle che possiedo? e chi é abilitato ad inserirlo?)
Fra i PDF del blog compaiono i moduli (penso aggiornati) per la cessione, corredatati di istruzioni, ma anche qui riscontro qualche discrepanza con altre fonti pure attendibili, e non si trova citata esaurientemente la norma che ha generato le nuove procedure.
Approfitto per agganciarmi ad un altro argmento: su internet molte fonti chiedono a chi trova tartarughe di non raccoglierle assolutamente; ora, in Lombardia non esistono popolazioni naturali, e lasciare in giro tartarughe (che non sono certo selvatiche ma solo sfuggite alla cattività) vuol dire che presto moriranno schiacciate da un veicolo o da una macchina agricola, di fame o di freddo, certo non ritornano da sole nel giardino che le ospitava in precedenza (a me sembra che sia fondamentale salvaguardare le specie, ma che anche gli indivdui meritino un pò di attenzione.. o no?). Sarebbe meglio chiedere che vengano conferite ad un centro che le accudisce e, magari, può anche verificare se sono microchippate; un legge che non prevede questa possibilità mi sembra francamente lacunosa e dev&#039;essere modificata.
Un inasprimento della burocrazia scoraggia i privati amatori, che tengono bene i loro animali e per questo riescono a riprodurli, ma poi per cederli gratis devono spendere soldi e soprattutto perdere un sacco di tempo, rischiando anche salate sanzioni in caso di inadempienze anche accidentali o involontarie. Viceversa i commercianti, meglio organizzati, si trovano finalmente ad essere gli unici in grado di soddisfare i desideri di chi vuole una tartaruga, e così, accanto al commercio legalizzato, si rafforza, come sempre accade, quello clandestino, favorito dal venir meno del cospicuo serbatoio costituito dagli allevamenti amatoriali legali.
Per finire e tornare alla richiesta originaria, sfoghi a parte, esiste una guida precisa e pienamente circostanziata (comprensiva dell&#039;intera normativa di riferimento) sulle procedure per la cessione gratuita?
ciao
Damiano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ricollego a blog dopo un bel po&#8217;, spinto dalla necessità di chiarire alcune cose; alcune persone mi chiedono se posso informarmi rispetto alle norme vigenti in merito alla cessione gratuita degli esemplari legalmente detenuti da amatori.<br />
Pare che chi si è rivolto ai referenti CITES di Milano abbia trovato un attegiamento piuttosto reticente sulle norme vigenti e sostanzialmente ostruzionistico nei confronti di chi si trova nelle condizioni di cedere animali.<br />
Leggo in rete varie info nebulose, soprattutto nessuno cita esplicitamente in base a quale normativa si deve agire in modo diverso da come si operava qualche anno addietro, quando bastava la trasmissione di un modulo apposito alla Forestale.<br />
Le cose sarebbero cambiate, pare, dal 2008.<br />
Sul sito del Tarta Club si cita un Manuale operativo ministeriale (senza altri dati per identifcarlo esattamente) che avrebbe imposto nuovi adempimenti a chi cede gratuitamente i propri animali (ma il testo dove si trova?).<br />
In paticolare, spunta il microchip (ma, vi chiedo, deve essere applicato solo alle bestie che cedo o a tutte quelle che possiedo? e chi é abilitato ad inserirlo?)<br />
Fra i PDF del blog compaiono i moduli (penso aggiornati) per la cessione, corredatati di istruzioni, ma anche qui riscontro qualche discrepanza con altre fonti pure attendibili, e non si trova citata esaurientemente la norma che ha generato le nuove procedure.<br />
Approfitto per agganciarmi ad un altro argmento: su internet molte fonti chiedono a chi trova tartarughe di non raccoglierle assolutamente; ora, in Lombardia non esistono popolazioni naturali, e lasciare in giro tartarughe (che non sono certo selvatiche ma solo sfuggite alla cattività) vuol dire che presto moriranno schiacciate da un veicolo o da una macchina agricola, di fame o di freddo, certo non ritornano da sole nel giardino che le ospitava in precedenza (a me sembra che sia fondamentale salvaguardare le specie, ma che anche gli indivdui meritino un pò di attenzione.. o no?). Sarebbe meglio chiedere che vengano conferite ad un centro che le accudisce e, magari, può anche verificare se sono microchippate; un legge che non prevede questa possibilità mi sembra francamente lacunosa e dev&#8217;essere modificata.<br />
Un inasprimento della burocrazia scoraggia i privati amatori, che tengono bene i loro animali e per questo riescono a riprodurli, ma poi per cederli gratis devono spendere soldi e soprattutto perdere un sacco di tempo, rischiando anche salate sanzioni in caso di inadempienze anche accidentali o involontarie. Viceversa i commercianti, meglio organizzati, si trovano finalmente ad essere gli unici in grado di soddisfare i desideri di chi vuole una tartaruga, e così, accanto al commercio legalizzato, si rafforza, come sempre accade, quello clandestino, favorito dal venir meno del cospicuo serbatoio costituito dagli allevamenti amatoriali legali.<br />
Per finire e tornare alla richiesta originaria, sfoghi a parte, esiste una guida precisa e pienamente circostanziata (comprensiva dell&#8217;intera normativa di riferimento) sulle procedure per la cessione gratuita?<br />
ciao<br />
Damiano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo</title>
		<link>http://www.tartoombria.org/blog/2010/05/26/continua-lorrore-dei-traffici-di-animali/comment-page-1/#comment-519</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 21:18:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.tartoombria.org/blog/2010/05/26/continua-lorrore-dei-traffici-di-animali/#comment-519</guid>
		<description>Il pensiero che un giorno a causa di tanti &quot;appassionati-collezionisti&quot; rischiamo che non ci siano più tartarughe da incontrare in libertà mi fa rabbrividire.

Ci sono tante belle tartarughine che nascono ogni anno nei nostri giardini italiani e finalmente per chi come Tartamau ha deciso di affrontare e portare avanti l&#039;impegno burocratico delle documentazioni CITES è anche possibile vendere e/o cedere i propri esemplari con regolari documenti.

Si tratta di animali allevati da persone appassionate e serie che hanno a cuore la salute e il benessere delle tartarughe: si tratta di tarte bene o male abituate a ricevere il cibo dalle mani dell&#039;uomo!

L&#039;etica di chi si ostina a &quot;trafficare&quot; con questi ed altri animali è inesistente, ma non si tratta di appassionati solitamente! Come può invece accettare tali cose chi si professa un &quot;tartamante&quot;???

Non distruggiamo quel poco che la nostra passione potrebbe aiutare a salvare!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il pensiero che un giorno a causa di tanti &#8220;appassionati-collezionisti&#8221; rischiamo che non ci siano più tartarughe da incontrare in libertà mi fa rabbrividire.</p>
<p>Ci sono tante belle tartarughine che nascono ogni anno nei nostri giardini italiani e finalmente per chi come Tartamau ha deciso di affrontare e portare avanti l&#8217;impegno burocratico delle documentazioni CITES è anche possibile vendere e/o cedere i propri esemplari con regolari documenti.</p>
<p>Si tratta di animali allevati da persone appassionate e serie che hanno a cuore la salute e il benessere delle tartarughe: si tratta di tarte bene o male abituate a ricevere il cibo dalle mani dell&#8217;uomo!</p>
<p>L&#8217;etica di chi si ostina a &#8220;trafficare&#8221; con questi ed altri animali è inesistente, ma non si tratta di appassionati solitamente! Come può invece accettare tali cose chi si professa un &#8220;tartamante&#8221;???</p>
<p>Non distruggiamo quel poco che la nostra passione potrebbe aiutare a salvare!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tartamau</title>
		<link>http://www.tartoombria.org/blog/2010/05/26/continua-lorrore-dei-traffici-di-animali/comment-page-1/#comment-518</link>
		<dc:creator>tartamau</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2010 11:59:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.tartoombria.org/blog/2010/05/26/continua-lorrore-dei-traffici-di-animali/#comment-518</guid>
		<description>Spero che questa notizia dissuada i malintenzionati. Prima o poi vengono beccati!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spero che questa notizia dissuada i malintenzionati. Prima o poi vengono beccati!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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