TARTITALY… il Blog fotografico di Tartoombria

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Emys Orbicularis Sardegna 05-04-2010

by Giomma - aprile 7th, 2010.
Filed under: Emys orbicularis, In natura, Sardegna.

Dopo quello di Vale un altro report del lunedì di pasquetta con annessa gita in campagna nel nord-ovest Sardegna.

Verso le 17 la tentazione di dare una sbirciatina al fiume, dove, da piccolo, ricordavo di aver visto pascere tranquillamente delle belle Emys, è stata troppo forte.

Dopo un breve giro di ricognizione sulla sponda al sole ho percepito dei movimenti e sentito il tipico battere sull’acqua delle tartarughe che si tuffano al minimo rumore; ecco il risultato di un’attenta osservazione del fondale e del mio poco timore dell’acqua gelida.

Due belle Emys Orbicularis Galloitalica rispettivamente di 14 e 13 cm al carapace.

Dopo essere state fotografate e misurate sono tornate, con diffidenza, in libertà.

Per la mia (poca) esperienza in merito dovrebbe trattarsi di due femmine in buona salute; aspetto comunque eventuali ragguagli da qualcuno più ferrato in materia dopo che avrete visto le foto.

Spero abbiano una vita lunga ed una sana e robusta discendenza.

liberazione2

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Tartaruga due

Tartaruga 2

tartaruga uno
Tartaruga 1

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Tartaruga 2

Tartaruga 1

11 Responses to Emys Orbicularis Sardegna 05-04-2010

  1. Due splendide femmine. Peccato per i carapaci così rovinati, ma ho visto che anche quelle fotografate da Laurens avevano questo tipo di imperfezioni.

  2. In realtà neanche tenendole in mano sono risucito a capire bene se siano delle abrasioni e dei solchi oppure delle semplici incrostazioni…

    Certo è che le aiutano a sembrare un sasso quando sono sul letto del fiume: se stanno ferme e ritratte all’interno del guscio su un fondo sassoso sono molto difficili da vedere anche con l’acqua limpida.

    Oltretutto, essendo degli animali selvatici, il carapace è sicuramente soggetto a sollecitazioni che una tartaruga cresciuta in cattività non è costretta a sopportare; a parte eventuali peripezie con predatori e tuffi a capitombolo da punti alti per fuggire a disturbi esterni, anche solo la corrente del fiume che le sbatacchia a destra e a manca fa il suo bel lavoro di usura…

  3. Grazie per le belle immagini Giomma,
    confermo, anche a mio avviso si tratta di due splendide femmine.

    Vale, a mio avviso i carapaci non sono proprio rovinati, ho l’impressione che si tratti di incrostazioni naturali che contribuiscono al loro mimetismo.

    Giomma, perdonami, ma le tue foto suscitano inevitabilmente una curiosità che spero tu vorrai soddisfare! Come mai hai deciso di spostare quelle due Emys dal torrente fino a quella casa?

    Si tratta di animali selvatici molto diffidenti che non amano affatto l’interazione con l’uomo: nel rispetto del loro carattere schivo il disturbo da parte nostra andrebbe ridotto sempre al minimo soprattutto quando si tratta di animali selvatici nel loro habitat naturale!

  4. Semplicemente per fotografare e misurare è necessario avere una macchina fotografica ed un righello (che erano entrambi a casa) le foto sono quindi state fatte a casa e, dopo una mezzoretta, all’atto della liberazione.
    Logicamente sono consapevole che la cattura di un qualsiasi animale selvatico comporta un trauma per lo stesso…

    Per intenderci nel mio laghetto artificiale ci sono diversi esemplari di Emys che ho liberato personalmente anni fa: al tempo ho considerato la sofferenza che hanno indotto alcuni minuti di cattività un prezzo ragionevole per potergli permettere di vivere in un posto perfetto per loro ed al riparo da qualsiasi predatore (animale o umano)…

  5. Perdonami Giomma,
    non avevo notato che le foto vicino al corso d’acqua si chiamassero “liberazione” e così l’ordine di presentazione mi ha tratto in inganno.

    Per un momento mi ero un po’ spaventato per la sorte di quei due splendidi esemplari, ma sono felice che questo piccolo dubbio ci abbia spinti ad affrontare l’argomento “interazione uomo – animali selvatici”: il blog non vuole insegnare niente a nessuno, ma nasce proprio per approfondire insieme la conoscenza di questi animali in nome della loro salvaguardia.

    Ora possiamo tornare a parlare delle due belle Emys delle foto!!!

    Tu parli di E.o.galloitalica, ma trovandoci in Sardegna dovrebbe trattarsi di E.o.capolongoi, anche se in realtà non ho mai capito se questa sottospecie sia stata mai ufficialmente accettata, così come la E.o.lanzai presente in Corsica… devo andare a vedere cosa dicono gli ultimi studi!!!

    Il laghetto di cui parli è un bacino artificiale per l’irrigazione? Frequentemente sono abitati dalle Emys anche se nessuno ce le mette: sono ottime camminatrici in alcuni periodi dell’anno. E questa tua “colonia semi-selvatica” si riproduce regolarmente? Condivide il laghetto con la Trachemys di cui ci parlavi in un vecchio articolo?

    In passato mi è capitato di vedere laghetti artificiali per irrigazione così “naturali” da sembrare veramente “un posto perfetto” come dici tu… perché non ci mostri qualche immagine?

    Al di là di tutto comunque sono felice che le due Emys abbiano ritrovato il loro torrente!

  6. Avrei voluto metterle alla fine ma ho avuto problemi con la gestione dell’inserimento delle immagini.

    Nell’ordine:

    1) Anch’io ho letto diverse teorie in merito e mi è parso di capire che la distinzione in sottospecie “capolongoi” sia stata eliminata poichè studi genetici pare abbiano confermato la corrispondenza della Emys Orbicularis Sarda con la “galloitalica”.

    2) Il laghetto è, come hai ben supposto, un bacino d’irrigazione che serve l’azienda agricola di famiglia, ottenuto con uno sbarramento in terra, della superficie di circa un ettaro.
    Non viene mai svuotato perchè mai utilizzato completamente visto che la riserva idrica che contiene è sovrabbondante per le necessità del coltivato.
    Le sponde sono pianeggianti e scende, nel punto più profondo, ad un massimo di 7 metri di profondità.
    Ci sono diverse rocce affioranti, molta vegetazione subacquea, giunchi spontanei su alcune sponde ma non un canne perchè potrebbero perndersi molto più spazio di quello che vorrei.
    Ci abitano oltre ad uccelli acquatici “spontanei”di diverso tipo (germani, folaghe, gallinelle, qualche airone per brevi periodi) diverse Emys che ho liberato personalmente negli anni e, da 9 anni, una Trachemys Scripta Elegans ed una Pseudogeografica, queste ultime due retaggio di problemi di allevamento domestico al tempo dell’università.
    Diciamo che, sinceramente, se io fossi una tartaruga mi piacerebbe starci.

    3) Non so se la colonia abbia dato frutto perchè è molto difficile avvicinarsi senza farsi vedere e le bimbe (compresa la map turtle) sono molto diffidenti; oltretutto io ci vado solo una, massimo due, volte l’anno verso agosto per pescare (ho introdotto il persico-trota) quindi non ho un numero di visite sufficiente per poterle avvistare bene.
    Oltretutto le bastarde, a parte la trachemis che spesso si avvicina incuriosita, spariscono come se non ci fossero.
    La stessa Map è così diffidente che l’ho vista solo due volte in quasi 10 anni e sempre fare basking su rocce in mezzo all’acqua lontane dalle rive.
    Spero si stiano riproducendo, del resto se vogliono andarsene non c’è niente che le trattenga: basta che escano e vadano al fiume più vicino come sono solite fare in natura: per ora non sembra siano scappate… il problema è che praticamente ho introdotto solo femmine (a meno che qualche immaturo non fosse un maschio ma dubito): sono anni che non vedo e prendo un maschio: ho però letto da qualche parte che le colonie di femmine senza maschio producono dei feromoni in grado di attirarli a km di distanza, e anche che, una volta fecondate con successo, le femmine adulte siano in grado di riprodursi senza accoppiarsi per un certo periodo (purtroppo non so se siano leggende metropolitane o meno).

    Comunque se dovessi aver la fortuna di individuare e prendere un maschio penso che ce lo porterei, per il sicuro…

    Trattandosi di proprietà privata nessuno può entrare o pescare senza permesso quindi le tartarughe sono al sicuro da chiunque (animali compresi): oltretutto io (con qualche amico) sono praticamente il solo che ci va e mio fratello che ci lavora non è minimamente interessato; ne alla pesca ne alle tartarughe…

    Per quanto riguarda le capacità migratorie delle tartarughe confermo (anche se io nel mio caso ho aiutato il fato…) ho visto Emys in posti impensabili sperduti nel nulla e distanti da km dai corsi d’acqua.

  7. Innanzitutto, mi dispiace che risulti tanto complicato inserire le immagini in questo Blog: non sei il primo ad avere problemi, vorrei aiutarvi!

    Io sono certo che nel tuo laghetto qualche maschietto ci sia sicuramente arrivato e mi augurò tu non voglia darti il disturbo di portarcene altri: ogni colonia ha i suoi equilibri e la natura sa fare benissimo il suo corso.

    Senza nasconderci dietro falsi moralismi tutti noi sappiamo che le nostre tarte allevate derivano per lo più da esemplari catturati nel corso degli ultimi decenni del secolo passato: allora però non era molto diffusa la coscienza ambientalista e per di più non c’era tanta disponibilità di animali nati in cattività.

    Pertanto se non me la sento di giudicare troppo severamente il passato spero tu voglia rivedere la tua idea di prendere e spostare un maschio selvatico nel tuo bacino: hai pensato in alternativa ad un esemplare di ceppo sardo nato in cattività? Per lui sarebbe un po’ come riconquistare la libertà nel tuo “harem per Emys” e lasciando la natura al suo posto!

    La teoria dei feromoni è interessante ricordi dove l’hai letta per caso?

  8. Il problema che ho avuto con le immagini non è l’inserimento in sè, quanto il posizionamento delle stesse all’interno del testo scritto…

    Per quanto riguarda i moralismi “falsi” e poco coerenti (che purtroppo molto spesso ammorbano i siti e i blog dedicati alla natura) mi trovi perfettamente in linea: quando leggo di tartarughe “domestiche” la cosa mi fa sorridere: una tartaruga domestica è solo la figlia o la nipote di una tartaruga libera…
    Mica stiamo parlando di un setter o di un labrador (con tutto il rispetto per setter e labrador).
    Sfido chiunque a liberare una Emys, per quanto docile e abituata al contatto umano, ho visto filmati di persone che le richiamano per nutrirle in cattività con dei fischietti quasi fossero dei cagnolini…, in un lago come il mio e poi provare a richiamarla col fischietto.

    Le tartarughe nel mio laghetto sono libere e le ho prese e liberate in natura senza nessuna “smania di possesso”, semplicemente so che ci sono, se sono fortunato, quando vado, le vedo; altrimenti pazienza.
    Spero che, se stanno bene come penso e se possono, si riproducano e prolifichino.
    Sinceramente ho notato, spesso in molti che frequentano siti dedicati, quasi una smania da “collezionista” di tartarughe.

    Se trovassi un maschio di ceppo sardo nato in cattività…

    Non ricordo dove ho letto questa cosa sui feromoni…

  9. Se ti fa piacere posso rettificare io l’allineamento delle immagini dopo la pubblicazione!

  10. La mancanza di differenziazione genetica nelle tartarughe palustri della Corsica e Sardegna, rilevata negli ultimissimi studi effettuati su mtDNA e microsatelliti, indica che le sottospecie descritte per queste isole, E.o.capolongoi e E.o. lanzai, non sono valide.
    Si tratta più semplicemente di E. o. galloitalica.

  11. Finalmente una semplificazione, che in un quadro tassonomico che si complica sempre di più non guasta!

    Grazie

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