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Colonia selvatica di Testudo hermanni in Sardegna

by Vale - aprile 6th, 2010.
Filed under: In natura, Sardegna, Testudo hermanni.

Ieri durante la gita di Pasquetta, mi sono imbattuta in una colonia selvatica di Testudo hermanni e ho incontrato anche una Testudo marginata. Ho disturbato le povere tartarughe solo per alcuni scatti dettagliati, poi le ho lasciate proseguire per la loro strada. Purtroppo ho trovato una maggioranza di maschi, mi auguro che si tratti solo di una coincidenza. Molte delle tartarughe presentavano il carapace rovinato, probabilmente sono segni di animali, forse anche di cani, dato che la zona è abitata. Mi sono chiesta che fine faranno i piccoli se gli adulti hanno carapaci così lesionati, in un piccolo certe lesioni sarebbero letali. Quasi tutte presentavano i “baffetti sottogulari” molto frequenti nelle popolazioni sarde. Inserisco anche una foto dell’ambiente nel quale si trovano, un posto bellissimo!

Prima di maneggiare le tartarughe ho pulito le mani con un gel disinfettante da viaggio, nonostante le tartarughe facessero parte della stessa colonia ho preferito non rischiare.

Le foto sono in quest’ordine:

carapace (numero progressivo dell’esemplare visibile passando sopra il puntatore del mouse)

piastrone (numero progressivo dell’esemplare seguito dalla lettera “b” visibile passando sopra il puntatore del mouse)

baffetti sottogulari (se presenti) (numero progressivo dell’esemplare seguito dalla lettera “c”visibile passando sopra il puntatore del mouse)

9 Responses to Colonia selvatica di Testudo hermanni in Sardegna

  1. Vale,
    che splendida scoperta!

    Naturalmente non voglio conoscere la zona esatta, ma si tratta di una riserva naturale sottoposta a tutela? Vista la convivenza Thh – Tm ho qualche idea!

    Sono bellissime! Trovo che il numero 3 con il carapace chiaro con i raggi sia stupendo e questa colorazione è tipica quasi quanto i baffetti gulari.

    Noto che i “funghi atomici” si presentino molto diversi gli uni dagli altri e il primo è molto particolare: ricorda quello del carapace proposto da Laurens in un articolo di qualche tempo fa!

    Peccato per le lesioni diffuse: penso possano essere provocate prevalentemente da cani, volpi e cinghiali… anche se qesti ultimi penso possano andare ben oltre!

    Al di là di tutto Vale, complimenti per la meravigliosa scoperta e grazie per aver condiviso con il Blog le tue immagini!!!

  2. Che io sappia la zona non è sottoposta ad alcuna tutela purtroppo, infatti nelle vicinanze ci sono numerose abitazioni e c’era anche qualche casa in costruzione. Naturalmente è una zona agricola di vigneti e uliveti, quindi non credo ci sarà, almeno nel futuro prossimo, un’edificazione selvaggia.
    Anche a me ha colpito molto la colorazione della numero 3, oltre che per i raggi anche per l’ampiezza dell’area chiara nella 4° vertebrale, molto più ampia rispetto a quella delle hermanni che ho visto fino ad oggi. Peccato per quelle fratture del carapace. Se si clicca sulla foto per ingrandirla si può notare, a fianco alle vertebrali, una frattura da schiacciamento oramai cicatrizzata. Fortunatamente l’animale era in buona salute.

  3. E il ruscello? Hai controllato se c’erano delle tartarughe acquatiche in giro? Mi sembra l’ambiente ideale, sempre che non ci siano sversamenti da parte delle case circostanti…

  4. Si ho controllato, l’acqua sembrava limpida e c’erano anche molte piante acquatiche, ma non ho visto nè un pesce, nè sentito rumore di tuffi sospetti purtroppo. C’erano solo tanti insetti acquatici.

  5. L’espressione degli unici due musi che si vedono bene (3 e 6) sono da veri “matusalemme”: hanno una cute e un’espressione da veri anziani-saggi!

    La colorazione della cute del cranio nelle Th sarde è generalmente piuttosto chiara, per essere così scuri devono essere senza dubbio animali vecchiotti.

    Poi non vorrei trarre conclusioni affrettate, ma l’esemplare 3 mi sembra abbia un po’ di becco: io ho sempre creduto che questo eccessivo sviluppo fosse correlato a volte anche all’età e il fatto che sia presente in questo maschio selvatico potrebbe essere una conferma: tu Vale cosa ne pensi?

  6. Mi stupisce un po’ la forte variabilità dei piastroni.

    Se il n° 4 fosse stato un esemplare allevato e ne avessi visto solo il piastrone avrei esitato a associarlo al ceppo sardo, ma essendo selvatico e avendo anche i famosi baffetti non ci resta che accettare la cosa!!!

    Vale, trovi sia una colorazione di piastrone diffusa nelle Th della Sardegna?

  7. Gli esemplari 3 e 6 mi sono sembrati ben più attempati degli altri (2 maschi e una femmina mi sono parsi piuttosto giovani) e ho notato il becco di uno, molto sviluppato. Anche un esemplare di Biby ha un becco tale e quale a quello, non capisco se per età o per predisposizione.
    Anch’io vedendo il piastrone della 4 mi sono stupita, quante sorprese queste variabilità interregionali e addirittura interterritoriali!

  8. Complimenti Vale!
    Anche le tartarughe trovate in Toscana durante gli anni avevano quasi tutte un carapace lesionato. Alcune mancavano anche una zampa. Magorcausa dovrebberero gli cinghiali.

  9. Di solito sentiamo dire che i baffetti sulla faccia superiore delle gulari sono tipici delle Th sarde; in realtà molti esemplari della penisola presentano questa caratteristica, ma forse una differenza c’è nella forma.

    Gli esemplari sardi presentano dei baffetti molto allungati sia che siano essi simmetrici o asimmetrici; negli esemplari peninsulari che sfoggiano tale caratteristica mi è sembrato di notare piuttosto delle macchie non necessariamente allungate.

    Vale stavo osservando l’ultima immagine, è un meraviglioso scorcio di Sardegna: Eucalipto, Oleandro, Lentisco… che bello!

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