TARTITALY… il Blog fotografico di Tartoombria

Sito di allevamento, esperienza, accoglienza e ricerca dedicato alle tartarughe

Il mio laghetto

by Vale - marzo 25th, 2010.
Filed under: Emys orbicularis, Habitat, Sardegna, Tartagiardini & Allevamenti storici.

Eccovi le foto del mio laghetto. E’ di 2,5x1mt ed è profondo circa 1mt e il perimetro è a scivolo su due lati. Come piante galleggianti ho ninfee e giacinti d’acqua, come piante ossigenanti ci sono Elodea densa e Ceratophyllum demersum. Ci vivono 5 Emys tra adulte e sub-adulte, moltissime gambusie, alcuni carassi. Non ha nessun sistema di filtraggio e infatti l’acqua d’estate diventa verdognola, per limitare il fenomeno metto un telo che ombreggia metà dello specchio d’acqua. Il perimetro del recinto è di 3,5X2mt quindi ha un’ampia zona emersa.

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10 Responses to Il mio laghetto

  1. Splendido Vale,

    se le mie potessero vederlo ammetto che ne avrebbero un po’ invidia!

  2. E’ un po che seguo questo Blog e questo è il mio primo post: compliemtni a tutti per gli articoli molto interessanti.

    Complimenti anche a te per l’allevamento e per la riproduzione riuscita (ho letto gli altri post e visto le foto dei piccoli nati).
    Non so perchè ma ero erroneamente convinto che per riuscire a far riprodurre questo tipo di tartarughe fossero necessari ben altri spazi e mezzi…

    Volevo fare una semplice domanda; per esperienza personale so che le Emys allo stato selvatico sono molto diffidenti (difficile avvicinarsi a meno di una 50ina di metri): in catività si abituano alla presenza umana od anche tenerle in questo modo preclude la possibilità di avvicinarsi senza evitare che si “impantanino”?

  3. Giomma,
    benvenuto sul Blog!

    In merito alla tua domanda lascio che anche Vale dica la sua, ma per quanto mi riguarda trovo che questa specie non sia molto diversa dalle altre acquatiche del Nuovo Mondo più diffusamente allevate: credo che il livello di confidenza sia dettata dal tipo di allevamento e dal contatto alle quali le si abitua.

  4. Ciao Giomma e benvenuto anche da parte mia. Le mie Emys sono tutte nate in cattività e sono state sempre alimentate dalla mano umana, quindi sono molto docili e quando mi vedono spalancano la bocca per prendere il cibo. Purtroppo selvatiche non ne ho mai viste, ma credo siano molto schive.
    Farle riprodurre non è così difficile, anche se da parte mia lo considero sempre un successo, ma basta un laghetto ricco di vegetazione e una zona emersa esposta al sole per almeno alcune ore della giornata.
    Il mio laghetto e annessa zona emersa sono esposti al sole dall’alba fino alle 13-16 d’inverno e fino alle 19 circa d’estate.

  5. Ciao Vale,
    Complimenti per il laghetto!
    Che bello che e pieno di piante.
    Qui in Olanda le Gambusie non si trovano per niente!!!

  6. Difficili da vedere ed impossibili da avvicinare… schive è un eufemismo.
    Domenica scorsa ne ho visto 4 belle grosse che prendevano il sole in panciolle su un ansa vicina ad un canneto ma non ho fatto a tempo ad avvicinarmi a meno di 50 metri che, appena visto o sentito, son saltate in acqua come razzi.

    Per quanto riguarda la confidenza con gli esseri umani ho l’impressione che le “americane” siano comunque di indole più docile.
    La Trachemis che ho liberato nel mio lahetto, malgrado ormai sia completamente inselvatichita (è da 11 anni autosufficiente), non è che si faccia prendere… non appena mi vede, se è in terra, si inabissa, ma non sparisce, magari nuota a una decina di metri o la vedo spuntare lontano… insomma si fa i fatti suoi come se io non ci fossi.

    Per esperioenza Emys selvatiche spariscono senza lasciare traccia e si nascondono come se non ci fossero mai state…

  7. Giomma, sai che hai ragione in merito alle Trachemys inselvatichite: sembrano meno diffidenti e anche quando non è più la mano dell’uomo ad alimentarle restano curiose ed osservano a distanza la presenza umana.

    Le Emys selvatiche anche se hanno solo il naso fuori dall’acqua e sono molto distanti spariscono immediantamente al sopraggiungere di qualsisi ombra lontana.

    Pertanto, anche se parlando di animali nati ed allevati in cattività non mi sento di rilevare particolari differenze caratteriali, riconosco che gli animali selvatici o inselvatichiti si comportano in modo diverso: sai che non ci avevo mai riflettuto prima!

  8. Laurens non sapevo fossi Olandese. Bellissima l’Olanda, ci sono già stata e ci andrò di nuovo a maggio. Stai organizzando o parteciperai per caso a qualche congresso in quel periodo? Mi piacerebbe assistervi.

  9. A me la differenza di comportamento è sempre saltata agli occhi (parlo di individui adulti logicamente).
    Vedere una tartaruga nostrana da vicino è praticamente impossibile: le americane sono nettamente più spavalde.
    Ho sempre, forse stupidamente, associato il fatto alla differenza di stazza e alle capacità natatorie più sviluppate: in natura una Trachemys adulta ha ben pochi antagonisti in acqua.

    La mia per intenderci, anche se è da metà agosto che non la vedo, è diventata davvero enorme… non so se allungherei la mano a toccarla con molta disinvoltura anche se potessi (quantomeno non dalla parte del muso)

    Oltretutto anche caratterialmente sembrano molto più aggressive: già a meno di un anno dall’acquisto soffiava e mordeva come una jena se maneggiata e aveva già morso alcuni miei amici che cercavano di “accarezzarle il musetto”, cosa che non ho mai visto fare ad una Emys neanche adulta…

  10. Vale,

    Sono Italo-olandese.
    Mia madre e Italiana e mio padre Olandese.
    Fammi sapere quando vieni e dove vai, forse ci possiamo incontrare.
    Il 17 Aprile c’e un meeting dell tartaclub Olandese. Qui farro un piccolo discorso su la T.h.h. Per il resto non ci sono congressi. Ci sono diverse fiere di rettili quasi ogni mese ma non si fanno discorsi.

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