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Emys orbicularis Basilicata

by Laurens - marzo 24th, 2010.
Filed under: Basilicata, Emys orbicularis. Tagged as: .

Questi animali ho fotografato in provincia di Metaponto.

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Maschio e femmina

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In primavera li ho trovati in questi cannaleti d’ irrigazione.

In piena estate non li ho trovati piu. ‘L’aqua ha una altezza di ca. 30 cm e molto calda d’estate.

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Solo una volta ho trovato un piccolo.

Questo inividuo morto ho trovato in una pozangera prosciugata.

Sembra che li sono scopiati gli occhi. Molto strano.

Forse perche l’aqua era talmente calda?

Non avrei altra spegazione.

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13 Responses to Emys orbicularis Basilicata

  1. Che dispiacere per la piccola morta. Quando l’hai trovata doveva essere appena successo, è ancora integra.
    Le adulte sembrano docili, non si sono ritirate mentre le prendevi. Ero convinta che le Emys selvatiche fossero molto schive e anche difficili da vedere e da prendere.

  2. Infatti deve essere morta da poco.
    Le Emys sono molto timide. E in un range di 20 metri se ti vedono arrivare, si tuffano nel’aqua.
    Infatti non e facile a caturarle. Ma perche l’aqua e bassa sapevo piu o meno dove si erano nascoste. Con una rete sono riuscito a prenderne qualcuna. Oviamente dopo aver le fotografate le ho liberate subito al lo stesso posto.

  3. Se non erro si dovrebbe trattare di Emys orbicularis hellenica.

    Vista l’integrità del piccolo credo si tratti di morte per annegamento è molto frequente con questa specie sia in allevamento sia in natura!

    Grazie Laurens per le tue bellissime immagini!

  4. Lorenzo,

    Secondo la literatura che ho trovato io le Emys in Basilicata dovrebbono appartenere alla sottospecie galoitalica. Vedi anche: http://www.emys-home.de/EmysGERtrinacrisFrame.htm

    Pero Metaponto e vicino al Salento dove dovrebbe vivere la hellenica. Non so dove e il confine….o che ce una miscela.
    La situazione nell Italia meridionale e complessa.

  5. Infatti Laurens i tuoi dubbi sono anche miei!

    Si potrebbe pensare che il limite sia la Catena dell’Appennino? Sul versante tirrenico E.o.galloitalica mentre su quello adriatico E.o.hellenica?

  6. Lorenzo, potrebbe essere. anche se la literature parla di galloitalica in Basilicata che non e situata sull Tirrenico.
    Pero’ se vedo gli animali nellle foto di Fatzzio e quelle publicate nell articolo su il progetto Emys in Salento, le trovo molto simile.
    Non so se ci sono descrizioni publicate su la morfologia di Emys della Basilicata e Calabria.

  7. Laurens, vedendo le tue immagini mi sembra di scorgere alcuni dei tratti tipici delle E. o. hellenica, ma diversi studi hanno dimostrato nel tempo che in questa specie la rispondenza aplotipo-fenotipo non è quasi mai così evidente.

    Forse proprio Tiziano Fattizzo che ha contribuito a numerosi studi su questa specie tra cui quello indicato di seguito al quale anche tu hai fatto riferimento, potrebbe fornirci ulteriori indicazioni sul limite della distribuzione delle due sottospecie nel sud Italia e se esistono zone intermedie.

    Fritz, Uwe; Fattizzo, Tiziano; Guicking, Daniela; Tripepi, Sandro; Pennisi, Maria Grazia; Lenk, Peter; Joger, Ulrich; Wink, Michael. A new cryptic species of pond turtle from southern Italy, the hottest spot in the range of the genus Emys (Reptilia, Testudines, Emydidae). Zoologica Scripta, Volume 34, Number 4, July 2005 , pp. 351-371(21)

    .

  8. Sono andato a vedere cosa dice M. Rogner nel suo libro “European Pond Turtle” Emys orbicularis, Ed. Chimaira 2009 in merito a sottospecie e distribuzione in Basilicata.

    Riferendosi a Fritz 2003, Rogner parla di South Italian pond turtle “Emys orbicularis cf. hellenica” (this subspecies forms the haplotype branch III) : né fornisce una breve descrizione e poi dice che “Its occurrence in Basilicata and Apulia still require confirmation”.

    A questo punto, se nell’articolo del 2005 si parla di E. o. galloitalica in Basilicata potrebbe sembrare che tale ipotesi non sia stata confermata, ma allora mi viene da chiedermi il perché Rogner nel suo testo del 2009 abbia tenuto in considerazione la classificazione fatta nel 2003 e non lo studio del 2005.

    Ammetto che non ho letto ancora tutto il testo di Rogner e mi riservo di capire meglio la questione.

  9. Interessante.
    Io stavo studiando un po i articolli di Fritz nell “Proceedings of the EMYS symposium Dresden 96″
    Nell articolo: “Introduction to zoography and subspecific differentiation in Emys orbicularis” dice che la sotto specie galloitallica si trova dalla Francia mediteranea sequendo il Tyrreno fino al Golfo di Policastro in Calabria.
    La sotto specie hellenica si trova in Italia dall delta dell Po verso l’Istria.
    Le Emys nell resto della Italia meridionale le fa appartenere a una forma che chiama” forma sud italiana”
    Oviamente questo testo e piu vecchio di quello che dici tu.

    Nell articolo “Phylogeographic patterns in the mitochondrial cytochrome b gene of the European pond turtle (Emys orbicularis): first results, Fritz ha studiato una popolazione dell Rio Neto, Calabria e gli fa ottenere alla haplotypo 3 infatti.
    Sfortunatamente non a fatto ricerche genetice in Basilicata e Puglia.

  10. Prima di dare un mio contributo alla discussione mi piacerebbe sapere, possibilmente in privato, esattamente cosa significa “provincia di Metaponto”, ovvero a che altezza della costa ionica si trova il sito e ricevere una foto più grande almeno dei piastroni, in quello femminile mi sembra di vedere qualche “macchetta sospetta”.
    Anticipo comunque che le popolazioni ioniche della Basilicata andrebbero studiate in modo più approfondito per cui sono disponibile a iniziare un progetto in tal senso se qualcuno mi da una mano. Si potrebbero fare dei test genetici.
    I dati in mio possesso, e pubblicati riguardano popolazioni del Pollino e ioniche ma più prossime alla Puglia.
    Resto in attesa, grazie

  11. Grazie per il tuo intervento Tiziano,
    in attesa che Laurens ti fornisca IN PRIVATO indicazioni topografiche più dettagliate sarei curioso di sapere cosa ti insospettisce nel piastrone delle femmina…

  12. In attesa di ricevere le foto e le indicazioni richieste provo ad affrontare il tema “Caratteristiche morfologiche e genetiche delle E. o. lucane”.
    Prima di tutto devo precisare che i dati cui fa riferimento Laurens sono superati dal piu recente (2005) – A new cryptic species of pond turtle from southern Italy, the hottest spot in the range of the genus Emys di Uwe Fritz, Tiziano Fattizzo, Daniela Guicking,Sandro Tripepi, Maria Grazia Pennisi ……. – dove abbiamo messo, per la prima volta, in evidenza che Emys o. galloitalica si spinge molto piu a sud ritrovandosi anche in diverse localita della Basilicata e Calabria, mentre Emys o. hellenica popola il sud della Puglia.
    La più elevata variabilita genetica che abbiamo ritrovato in tali localita suggerisce, inoltre, che le stesse abbiano rappresentato dei rifugi glaciali sia per E. o. galloitalica che per E. o. hellenica.
    Dal punto di vista morfologico, come sappiamo, la colorazione del carapace delle E. o. è in generale polimorfa il che rende difficile una assegnazione tassonomica definitiva basata soltanto sugli aspetti morfologici degli esemplari.
    Tuttavia gli esemplari della Basillicata da me studiati (pochi per la verità) hanno presentato le caratteristiche morfologiche, ma soprattutto genetiche (aplotipi mitocondriali), tipiche di E. o. galloitalica, con un alta percentuale di tartarughe con carapace dal colore di fondo bruno chiaro o giallo-bruno (morfotipo “maculoso”), mentre minore è stata la percentuale di individui con fondo scuro tendente al nero (morfotipo “orbicularis”); presente sempre e comunque il caratteristico pattern di linee gialle, più o meno contrastate, disposte a raggiera.
    I piastroni si sono presentati generalmente gialli “immacolati” o gialli con marcate e caratteristiche macchie nere nella parte distale delle cuciture delle placche. Queste macchie, che appaiono tipiche della sottospecie per la loro disposizione e caratteristica forma, possono essere anche di notevoli dimensioni ed interessare anche più del 50% della superficie del piastrone, che in un esemplare (non lucano ma, “stranamente”, salentino) si è presentato completamente nero come in alcune sottospecie più orientali.
    Gli individui con una colorazione del carapace chiara tendono ad avere macchie più piccole o nessuna macchia piastrale, mentre tartarughe con un carapace più scuro hanno, in media, un piastrone più intensamente macchiato.
    Per quanto riguarda la colorazione delle parti molli i maschi esaminati non hanno presentato, sulla testa, il caratteristico reticolato marrone che è invece prevalente nei maschi di E.o. hellenica, tanto che non è evidente un chiaro dimorfismo sessuale nella colorazione della testa. Gli arti anteriori sono uniformemente neri con una singola linea gialla (nelle femmine) o con macchie gialle isolate (nei maschi), colorazione frequente in E.o. galloitalica . La colorazione della gola si presenta in alcuni esemplari giallo brillante senza macchie, mentre in altri, più frequentemente, presenta chiazze di colore scuro.
    Il territorio lucano, come quello calabrese, rappresenta il punto di contatto tra la sottospecie tirrenica e quella adriatica, una sintopia già dimostrata in Calabria, che ha ovviamente provocato un flusso genico tra le due sottospecie rendendole abbastanza simili. Flusso genico che non si sarebbe verificato tra le stesse sottospecie e l’ E. trinacris che proprio per questo sarebbe da considerarsi come una specie a se. Sarebbe interessante poter approfondire la conoscenza delle popolazioni ioniche lucane e calabresi per verificare l’eventuale presenza di esemplari di E.o.hellenica in sintopia con E. o. galloitalica e approfondire la loro analisi genetica per verificare l’eventuale presenza altre linee geniche endemiche oltre a quelle gia individuate.

  13. Bene Tiziano,
    se ho ben capito quindi il territorio calabro-lucano rappresenta una zona di contatto tra le due sottospecie peninsulari di Emys: quella del versante tirrenico E.o.galloitalica e quella adriatica E.o.hellenica; pertanto sia le caratteristiche genetiche sia quelle morfologiche si presentano di volta in volta prossime all’una o all’altra sottospecie.

    Tuttavia, si tratterebbe solo di una prima ipotesi confermata da studi e osservazioni piuttosto ridotti. Pertanto come tu stesso proponi le E.o. di questa regione della nostra penisola potrebbero essere oggetto di nuovi e più approfonditi studi genetici.

    Personalmente ho l’impressione che gli esemplari delle immagini di Laurens presentino i caratteri tipici di E.o.hellenica, ma come tu stesso evidenzi, la colorazione del carapace in questa specie non può fornire indicazioni utili in merito alla sua origine.

    Trovo molto interessante il fatto che nel tuo intervento torni a sottolineare “l’isolamento genetico” della Emys siciliana già descritta da Fritz come specie a sé: Emys trinacris appunto. Questo concetto, insieme all’idea che il territorio lucano-calabrese possa ospitare addirittura altre linee genetiche endemiche mi incuriosisce molto e mi fa apparire sempre con maggior chiarezza la complessità di questa specie!

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