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Letargo tartarughine

by Lorenzo - novembre 1st, 2009.
Filed under: Alimentazione, Letargo, Tecnica, Testudo hermanni.

A proposito del letargo delle piccole Testudo hermanni posso dire che ho nascite da molti anni, ho sempre mandato in letargo le piccole dal primo anno ed ho avuto un tasso di mortalità vicino allo 0 (zero). Gli unici problemi li ho avuti alcuni anni fa perché in primavera, al momento del risveglio, ero all’estero per alcuni mesi e così alcune piccole sono morte per disidratazione.

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Io in genere appena nascono metto le piccole in vasi da fiori di quelli lunghi o terrari in legno con un 10/15 centimetri di terra (uso terra rossa di ulivo unita a torba neutra) e poi metto una retina di protezione  da topi e gazze, copro un lato del vaso/terrario con una tegola (per proteggerle da sole e pioggia) e sotto riempio di paglia; sull’altro lato (al centro della zona scoperta in modo che non vi possano finire dentro ribaltate!) pongo un coperchietto in plastica con una pietra piatta all’interno che funziona da beverino per l’acqua.

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 In base alla mia esperienza penso che le tre cose fondamentali per le piccole sono sole, idratazione, lattuga romana:

- SOLE: posiziono i vasi/terrari in un luogo ben soleggiato in modo che possano approfittare di ogni minimo raggio di sole fino all’autunno inoltrato. Io lascio i vasi in posizione soleggiata fino a tutto novembre, quando poi le piccole si interrano e non si fanno più vedere porto i vasi/terrari in posizione riparata e ombreggiata (sotto il portico) e le copro con un plaid di lana (un termometro mi aiuta a controllare che la temperatura resti tra i 5° e i 10°). A fine febbraio le piccole tornano dov’erano e resteranno nei vasi almeno fino al mese di giugno, quando saranno abbastanza grandi per passare ai recinti;

- IDRATAZIONE: non deve mai mancare la ciotola dell’acqua e anche durante il letargo io bagno di tanto in tanto la zona scoperta (le tartine saranno sicuramente sotto la paglia nella zona coperta dalla tegola) in modo da evitare che il terreno si secchi troppo. Poi al risveglio abbondanti bagni in acqua tiepida;

- TARASSACO e LATTUGA ROMANA: le piccole hanno bisogno di mangiare molto e crescere: va benissimo il tarassaco, ma le altre piante selvatiche a volte sono eccessivamente fibrose e non sempre ricche di liquidi: i primi mesi è più importante crescere e se faranno il letargo non ci sarà nemmeno un forte pericolo piramidalizzazione. La lattuga inoltre è ricca di liquidi e garantirà alle piccole una buona idratazione.

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 Lo spazio non è sempre importante che sia tantissimo: le piccole poste in grandi recinti o con esemplari adulti rischiano di contrarre patologie alle quali gli adulti sono portatori sani e poi spesso sono timorose e finiscono per rimaner rintanate troppo tempo senza alimentarsi e crescere. Il vantaggio dei vasi/terrari è anche che la terra non è moltissima e così si riscalda prima: certo si fredderà anche prima, ma per temperare lo sbalzo metto i vasi/terrari vicino a un muretto che durante la notte rilascia un po’ del calore accumulato durante il giorno.

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 Errori da evitare:

-       ritirare le piccole in ambiente riparato troppo presto: non hanno le forze sufficienti ad affrontare un letargo troppo lungo;

-       spostare le piccole in altro ambiente poco prima o durante il letargo: risulteranno disorientate e useranno tutte le loro forze per cercare di fuggire e non avranno energie sufficienti ad arrivare alla primavera;

-       lasciare che le piccole affrontino il letargo in ambiente eccessivamente secco o troppo umido;

-       non dare sufficiente spazio alla zona protetta con tegola e paglia: io copro il 50% dello spazio a disposizione e lascio l’altro 50% per il basking, il cibo e l’acqua

-       pensare che le piccole dormano per mesi e mesi senza muoversi mai: la rete oltre a proteggerle evita anche le fuge!

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ASSOLUTAMENTE DA NON FARE: portare le tartarughine in casa per timore che sentano freddo: il letargo per loro è naturale e fisiologica pertanto portarle in casa alla temperatura di 18-22° significa decretarne la morte nel giro di qualche settimana. La temperatura dei nostri appartamenti è troppo bassa perché si attivi il metabolismo e troppo alta per rallentare i ritmi vitali e consentire il letargo: inoltre l’assenza di sole è assolutamente fatale. Per quanto concerne il terrario il discorso è diverso: va munito di lampade adeguate e va allestito in modo adeguato in modo da consentire la giusta temperatura e la giusta umidità; ma la gestione di un terrario non è una cosa semplice e per un principiante sarà molto più semplice e sicuro lasciar riposare le piccole fino a primavera.

In questi giorni alcune piccole stanno ancora uscendo a predere il sole, mentre la maggior parte delle adulte sembrano già scomparse sotto terra!

Questa è la mia esperienza e con me il sistema ha funzionato: ognuno deve osservare le proprie tarte per valutare quello che può fare al caso tuo e adattandolo alle piccole in base anche a come di solito si gestiscono le adulte!

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