TARTITALY… il Blog fotografico di Tartoombria

Sito di allevamento, esperienza, accoglienza e ricerca dedicato alle tartarughe

Identificazione Testudo hermanni hermanni from U.S.A. (Foto di C. Leone) 2

by Lorenzo - dicembre 25th, 2011
Queste immagini arrivano ancora una volta dal nostro amico Chris Leone:
“Hello Lorenzo!
I have received another pair of Testudo hermanni hermanni. I was hoping you could post the photos on the blog and have them identified for me.
They are male and female. I am told they come from Sardinia based on their paperwork.
They are different from my hermanni from Puglia. They are also larger. They were not grown well but they are healthy. I have only had them 1 week.
Here are the photos of them.
I hope you can help me. Thank you!”

Guatemala, il lungo viaggio delle tartarughine nere

by Lorenzo - novembre 20th, 2011

800 tartarughine nere liberate sulla spiaggia di Monterrico, a 130 chilometri a sud di Città del Guatemala. Come natura vuole, si sono incamminate piano piano sulla sabbia per compiere il lungo tragitto fino al mare, assistite dai volontari e sotto gli occhi di tanti curiosi.

Il primo rifugio pubblico per tartarughe in Italia

by Lorenzo - novembre 13th, 2011

Un primato per l’Umbria nel campo del recupero e della gestione di tartarughe acquatiche esotiche: il primo rifugio pubblico per tartarughe abbandonate.

Già da qualche anno il Centro Ittiogenico del Lago Trasimeno della Provincia di Perugia (sito in Sant’Arcangelo di Magione), in collaborazione con l’Ufficio CITES del Corpo Forestale dello Stato, ha dato vita all’unico centro pubblico in Italia destinato al recupero delle specie alloctone di tartarughe acquatiche.

L’affidamento di alcuni esemplari rinvenuti casualmente dai pescatori nel Lago ha permesso di comprendere che grazie alle strutture del Centro ed alla disponibilità di personale preparato nella gestione faunistica, la Provincia di Perugia poteva fornire un servizio molto importante accogliendo le centinaia di tartarughe acqautiche abbandonate in habitat naturali e/o vasche artificiali.

Il primo impegno della Provincia con l’Ufficio CITES è stato quello di “bonificare” dalla presenza delle tartarughe un laghetto cittadino, quello del percorso verde di pian di Massiano (PG). Il piccolo laghetto è popolato da numerosissimi volatili domestici, nonché da nutrie e negli anni si è letteralmente affollato di tartarughe abbandonate. Il sovrannumero di esemplari all’interno del piccolo bacino ha reso necessario un intervento teso ad evitare il diffondere di malattie e allo stesso tempo fughe indesiderate, pertanto nel 2009 è stata posizionata nel laghetto una trappola per la cattura delle tartarughe.

Nel tempo, visto il disastrato panorama nazionale in merito alla gestione di questa problematica il Centro si è offerto di accogliere anche esemplari provenienti da altre regioni e in breve sono arrivati numerosi animali recuperati in tutta Italia.

Attualmente al Centro vivono diverse centinaia di  esemplari di varie specie alloctone Trachemys, Pseudemys, Graptemys …   Le strutture del centro offrono la possibilità di gestire gli esemplari recuperati a costi contenutissimi fornendo ad essi una vita certamente più dignitosa di quanto non possa avvenire nelle tartarughiere da appartamento o in laghetti cittadini dalle precarie condizioni igieniche. Gli esemplari dal loro arrivo al Centro vengono visitati e costantemente monitorati da personale medico veterinario e ricevono specifiche cure all’occorrenza.

Recentemente, a dimostrazione della accurata gestione che il Centro opera nei confronti di questi animali, sull’isola di sabbia posta al centro del laghetto, hanno visto la luce, dopo un’incubazione naturale di alcuni mesi, dei piccoli di Trachemys, frutto delle deposizioni avvenute in primavera e lasciate nel terreno.

Anche se siamo certi che in futuro il Centro si attrezzerà per evitare il ripetersi di tali “lieti eventi” in questo momento, queste schiuse, rendono merito ai promotori e ai gestori del Centro. A loro va il nostro plauso con la speranza che a breve anche altre regioni italiane si attrezzino per gestire l’annoso problema Trachemys che sembra tediare molti, ma purtroppo senza concrete e mirate attività di recupero.

Per chi intendesse liberarsi di animali troppo ingombranti o divenuti indesiderati, il Centro è aperto all’accoglienza di esemplari provenienti sia da parte di Enti/Associazioni sia da parte di privati cittadini e il Servizio, per una volta tanto, viene offerto a titolo gratuito.

Per ricevere ulteriori informazioni in merito o consegnare degli animali si potrà contattare direttamente il centro o scriverci su info@tartoombria.org .

Di seguito alcune immagini del Laghetto perugino di Pian di Massiano prima dell’intervento di bonifica; le foto risalgono al 2007. Inutile dire che ora, presso il Centro di Recupero, la qualità della vita di queste povere Trachemys sarà certamente migliorata!

Letargo e foglie di noce contro i topi

by Lorenzo - novembre 13th, 2011

Ormai ne resta ben poco

La tradizione vuole che le foglie di noce tengano lontano i topi, è per questo che nel coprire i rifugi delle tartarughe la scelta di molti allevatori ricade proprio sulle foglie di questa pianta.

Letargo Pelomedusa

by Lorenzo - novembre 10th, 2011

Benché alcuni autori riportino in letteratura che questa specie in alcune zone dell’Africa trascorre un periodo di ibernazione di solito si sente dire che essendo Africana va tenuta a temperature costantemente elevate.

Lei è Lulu, è con me da diversi anni e purtroppo questa estate ha perso il suo compagno Kamante che è morto per annegamento durante un violento temporale.

Da sempre le due tartarughe hanno trascorso il periodo estivo all’aperto e rientrando in inverno per trascorrere i mesi freddi in casa con riscaldatore; negli anni mi sono reso conto che potevano trascorrere l’inverno a temperatura ambiente e poi da due anni ho capito che non hanno problemi a vivere all’aperto da aprile a ottobre con temperature minime sui 7 ° per passare poi il letargo in cantina a temperature di 10 – 15°.

In estate i mie esemplari sono soliti estivare da fine luglio fino alle prime piogge di fine estate.

Questa è la mia esperienza e forse i miei due esemplari arrivano da un’area particolarmente fredda e/o temperata, ma non dimostra affatto che tale comportamento sia tipico della specie e/o che tutti gli esemplari possano essere gestiti in questo modo.

Mi dispiace molto aver sottovalutato il fatto che la loro indole schiva e timorosa, unita ad un nuoto goffo, poteva risultar loro letale: per questa ragione ho perso Kamante! Probabilmente nei prossimi anni avrei potuto pensare di avere dei piccoli.

Anatre & Trachemys (Foto di Massimo Lazzari)

by Lorenzo - novembre 9th, 2011

Potrebbe sembrare che mi sia accanito sull’argomento, ma sono stanco di luoghi comuni e banalità in merito a questi animali.

Per completare il quadro relativo all’aggressività e alla voracità di questi animali presento queste foto scattate qualche anno fà nel parco di Villa Pamphilj a Roma che ci sono state inviate dall’autore Massimo Lazzari e dimostrano con evidenza una pacifica convivenza tra i volati e le tartarughe sia nelle zone acquatiche sia nelle aree di basking.

L’indifferenza di mamma papera nel condurre i suoi anatroccoli nel laghetto fiancheggiando le Trachemys è emblematico di una indifferenza totale nei confronti del “vorace nemico”

Trachemys, Trachemys, Trachemys …

by Lorenzo - novembre 8th, 2011

… dove si nasconde il vero pericolo?

Purtroppo le Tse sono una specie che, non per sua stessa volontà, ha colonizzato molti corsi d’acqua e bacini in tutto il mondo. Ora, dopo anni di sfruttamento e massicce importazioni che sicuramente hanno depauperato anche le popolazioni naturali, dopo essere stata inserita in CITES è stata demonizzata in quanto pericolosa per la salute umana poiché aggressiva e portatrice di malattie.

Nel corso degli anni molti animali sono stati abbandonati nei laghetti cittadini e in ambienti naturali; a questo punto si è gridato al rischio infestazione habitat e competitività con la nostra fauna autocotona.

Spesso mi sono arrivate critiche perché lascio nascere i piccoli di questa specie dalle uova deposte nel mio giardino: sembra io mi debba sentire in colpa, un insensibile nei confronti di questo problema… qualcuno mi dice: già ce ne sono troppe, i centri di recupero non sanno come gestirle…

Ammetto che in quanto appassionato ed esperto di tartarughe non riesco a concepire quasi nessuno dei discorsi che vengono fatti in merito a questa specie a qualsiasi livello.

Credo che il problema delle Tse non sia ad oggi molto grave né dal punto di vista sanitario né da quello ambientale: tutte le tartarughe , come la maggior parte degli animali, sono portatrici di malattie soprattutto nei casi di mala gestione e infatti le Tse furono inserite nell’elenco delle spcie pericolose proprio a seguito di partite di neonati importati infesati da salmonella. In merito al rischio “invasione” non posso che riderci sopra: dati i numeri di esemplari importati e poi liberati dagli anni ‘70 ad oggi, se questa specie avesse voluto invadere il nostro paese ne saremmo sommersi.

Competitività con le Emys? Il problema delle Emys è soprattutto l’uomo e la massiccia antropizzazione: il perché compaiano sempre più Trachemys e scompaiano sempre più Emys è una conseguenza naturale della distruzione degli habitat naturali delle Emys… non riesco a vedere competitività! Le Emys hanno un’indole molto timida ed è difficilissimo osservarle in natura, mentre le Trachemys sono abbastanza “sfrontate” forse anche perché la maggior parte di esse, prima di finire in fontane e laghetti ha vissuto diversi anni in appartamento.

La principale fauna ittica dei nostri laghi, se va bene, è rappresentata principalmente da Carassio (i classici pesci rossi di origine asiatica), Pesce Persico (piuttosto aggressivo e proveniente dall’Africa), Pesce Gatto (piuttosto aggressivo e proveniente dall’America)… insieme ad essi molte altre specie ittiche e non hanno letteralmente invaso le nostre zone umide: rane toro, gamberi della luisiana, nutrie…

Un vero esercito di “Stranieri” che ogni giorno compete con le nostre povere specie autoctone… la maggior parte di queste specie è molto molto prolifica e raramente ha nemici naturali che ne contrastano l’avanzata.

A questo punto sarà il caso di riflettere sul perché tanto odio sia concentrato su queste tartarughe e il tutto avviene mentre la richiesta di mercato è stato già soddisfatta facendo ricorso a specie uguali e/o simili che vengono ancora una volta comperate e abbandonate seguendo lo stesso percorso iniziato dalle Tse 40 anni fà.

Tutto questo avviene sotto gli occhi di tutti e con il pieno consenso di appassionati “tartamanti” che nel frattempo richiedono offerte per finanziare la raccolta degli esemplari e la gestione dei centri di recupero ed in nome della legge promuovono l’importazione di altri esemplari allevati e/o di cattura.

Far nascere piccole Trachemys nel pieno rispetto della legge non è un reato e non produce danni ambientali.

Abbandonare animali esotici in ambienti naturali è un reato.

Importare e commerciare animali esotici di cattura, seppur nella legalità, oltre ad essere eticamente scorretto, provoca un impoverimento degli habitat d’origine e potrebbe esporre a rischi sanitari chi si trova ad entrare in contatto con questi animali.

Ora quello che mi chiedo è: dov’è l’interesse e di chi è? C’è qualcuno che ricevere denaro per trovare una nuova sistemazione alle Trachemys troppo ingombranti? Come si può dire che una Tse nata in Italia è un danno ambientale, mentre una qualsiasi altra specie WC importata non lo è? Come si può accettare di comprare esemplari di specie in via di estinzione come le Testudo kleinmanni con un sorriso e gridare al pericolo ambientale se nascono 3 Trachemys nel mio giardino?

Dove si nasconde il vero pericolo?

Giganti e Pigmei

by Lorenzo - novembre 5th, 2011

Nei giorni scorsi si parlava dei diversi ceppi di Testudo hermanni hermanni italiane e della loro variabilità.

Questi sono Peppe (sx) e Pippo (dx): due maschi adulti di Thh italiane DOC.

Peppe è Umbro ed è padre di tutte le mie “treccine” pesa 350 g.

Pippo so da dove arriva, ma ho dubbi sulla sua origine pesa 650 g.

Pensavo fossero banali Trachemys scripta elegans ma …

by Lorenzo - novembre 5th, 2011

… EDG, un amico molto preparato su tutte le acquatiche nonché moderatore del forum del TCI mi ha fatto sorgere dei dubbi in merito alle ultime nate con questo suo intervento sulle Tse “Rio grande” form  http://forum.tartaclubitalia.it/viewtopic.php?f=17&t=21593

Test controluce per Rachida

by Lorenzo - novembre 5th, 2011

Dalle foto emerge con evidenza che lo spessore corneo è veramente ridotto e pertanto l’unica soluzione per ridurre le placche anali sarebbe l’intervento chirurgico di riduzione della placca ossea.

Alluvioni. Emys: letargo e dispersione della specie

by Lorenzo - novembre 4th, 2011

Nell’esprimere la mia vicinanza a tutte le popolazioni alluvionate metto il link ad uno dei tanti video provenienti dalla Liguria che popolano il Web in questi giorni. Sono passati ormai diversi anni da quando nel 1997 in Umbria il terremoto fece tremare le nostre case, ma ora i sentimenti di quei momenti tornano con forza a ricordarci la nostra piccolezza di fronte alla dirompente forza della natura.

Come l’uomo, anche gli animali sono vittima di questi eventi naturali, ma al contempo dobbiamo a tanti fenomeni come questo la loro attuale distribuzione sul pianeta.

Il mio pensiero va a quelle Emys ormai quasi addormentate nelle anse calme o lungo le rive dei torrenti: la piena le travolge e le trasporta con violenza. Alcuni esemplari muoiono annegati, altri riescono a sfuggire alle onde, altri vengono rigettati in mare insieme a valanghe di detriti…

… alla sorte di questi animali può essere legata la sorte della specie e la sua ridistribuzione. A bordo di un tronco alla deriva o semplicemente sospinti dai flutti questi esemplari vengono riportati a terra: passano da una caletta all’altra, da una foce all’altra e ripopolano nuovi torrenti.

Le Emys sanno bene che i loro torrenti potrebbero rivelarsi pericolosi in inverno e per questa ragione alcuni esemplari abbandonano le valli per risalire i versanti collinari e trascorrere il letargo sotto le foglie secche dei castagneti; saranno questi esemplari a ripopolare in primavera quelle valli “depredate” dalla furia dell’alluvione.

Letargo riccio europeo

by Lorenzo - novembre 3rd, 2011

Il piccolo riccio (Erinaceus europaeus) che adottammo lo scorso inverno http://www.tartoombria.org/blog/2010/12/08/un-riccetto-da-salvare/ ha trascorso l’estate nel nostro giardino raggiungendo un peso di oltre 900 g.

Già da due settimane al mattino non troviamo più sul mattonato le sue impronte notturne e anche la ciotola resta vuota, così abbiamo pensato fosse arrivato il momento per lui di abbandonarci alla ricerca di una degna compagnia.

Un po’ dispiaciuti ed allo stesso tempo felici per la sua nuova vita abbiamo accettato di non avere in giardino il nostro “guardiano” per lumache e insetti vari…

… ma poi, domenica, sistemando il giardino prima dell’inverno ho notato in un angolo una palla di foglie secche; al tatto quel cumulo di foglie sembrava morbido e infatti andando a frugare Spino era lì! Un tutt’uno con le foglie, il riccetto si è addormentato ai primi freddi dimostrandosi molto più giudizioso delle tarte che ancora oggi continuano ad approfittare di queste calde giornate autunnali.

Le foto non sono molto chiare, ma era lì sotto e ora non ci resta che aspettare la primavera e forse allora deciderà di andare alla ricerca dell’anima gemella!

Nascita tardiva

by Aline - novembre 2nd, 2011

Oggi mi é nata l’ultima piccola Testudo graeca marokkensis dell’anno. Alla fine di settembre aveva uscito di terra tre uova di Aïcha perché pensavo che non potrebberono schiudere fuori e li avevo messi nell’incubatrice.

Domenica una era schiusa, poi un’altra ieri e l’ultima oggi. Le due prime sono gia fuori ma in una piccola serra, perché faceva caldo fino ad oggi che piove e dunque non le ho ancora fottografate ma ha fatto delle foto di quella di oggi, é carina con le sue scaglie anomali . Eccola :

Ancora marokkensis sequestrate (Foto di K.F.)

by Lorenzo - novembre 2nd, 2011

Purtroppo gli scambi commerciali tra l’Europa e il Magreb veicolano il contrabbando di numerosi animali tra cui le tartarughe.

Le Testudo graeca marokkensis sono animali molto belli ed affascinanti, ma questa bellezza sembra gli costi cara in termini di catture e sofferenze.

In questo caso le foto mi sono state inviate dalla persona che le sta curando dal momento in cui le sono state affidate ma messe circa un anno fà.

La mia femmina marokkensis Cara

by Aline - novembre 1st, 2011

Ecco delle foto della mia femmina Cara dal piastrone intagliato

con il suo compagno Pastis che le somiglia molto ma un po piu piccolo