TARTITALY… il Blog fotografico di Tartoombria

Sito di allevamento, esperienza, accoglienza e ricerca dedicato alle tartarughe

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by Lorenzo - maggio 22nd, 2016

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Naturalmente… in Umbria

by Lorenzo - maggio 17th, 2016

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Risvegli anticipati

by Lorenzo - febbraio 1st, 2016

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Progetto LifeEmys: rilascio in natura degli esemplari di testuggine palustre Emys

by Lorenzo - agosto 5th, 2014

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Testudo hermanni – Aiuto Identificazione Ceppo (Foto di Michele)

by Lorenzo - giugno 7th, 2014

Maschio 1

Maschio 2

Maschio 3

Femmina 7

Femmina 6

Femmina 5

Femmina 4

Femmina 3

Femmina 2

Femmina 1

Info Tarta Pugliesi. (Cerco)

by francesco_91 - maggio 16th, 2013

Ciao Forumiani, scrivo qui perchè mi è sembrato l’unico sito davvero serio riguardante le testuggini, in particolar modo THH. Vengo a chiedervi aiuto, nel senso che, da piu’ di un anno cerco una coppia di THH Ceppo Pugliese (il piu possibile vicino ai ceppi della mia terra, Lecce) ma non riesco a torvare un allevatore serio, o cmq non trovo quel che voglio. Vi assicuro che cerco una coppia non per gioco, ho esperienza di diversi anni con tartarughe, ma Voglio poter avere il ceppo appartenente alla mia terra nel mio giardino e non esemplari non autoctoni o peggio ”ESTERI”. Confido nel vostro aiuto, non chiedo regali, chiedo solo contatti con allevamenti che possano darmi quel che voglio. In ultimo, vorrei ben informarmi sui ceppi di THH, oltre che pugliesi anche Italici in generale, sapreste consigliarmi qualche buon libro, ricerca,  studio o pubblicazione a riguardo!?…grazie tante. Francesco.

Il risveglio delle piccole

by elisa81 - aprile 14th, 2013

Ecco le piccole thh toscane al risveglio dal letargo

Un risveglio un po’ pesante…

by Lorenzo - aprile 7th, 2013

Nascita Kleinmanni in Italia

by nicola - marzo 23rd, 2013

Oggi 23.03.2013 è nata la mia prima piccola Kleinmanni di tre uova deposte il 30.12.12.

E’ arrivata la primavera

by elisa81 - marzo 21st, 2013

Oggi il primo giorno di primavera e primi risvegli…

E’ uscita anche una piccola nata l’anno scorso.

C’è? Dov’è?

by Lorenzo - marzo 17th, 2013

Primi assaggi di PRIMAVERA!

by Lorenzo - marzo 10th, 2013

“Testudo hermanni hermanni” di Rocco Gatto PUBBLICAZIONE NUOVO LIBRO

by Lorenzo - novembre 4th, 2012

E’ con infinito piacere che condivido con voi il messaggio ricevuto in questi giorni dal caro amico Rocco Gatto:

E’ stato pubblicato il mio libro didattico/scientifico “Testudo hermanni hermanni”. Il Volume, edito dal Gruppo Rubettino, puoi trovarlo nelle maggiori librerie, anche in quelle online, non ha scopi di lucro e con il suo acquisto contribuirai al “Progetto Calabria” per la prevenzione del cancro al seno www.ledonnescelgono.org

Nel libro una meravigliosa presentazione delle popolazioni locali della Testudo hermanni hermanni ancora presenti in Italia, Francia e Spagna. Vi consigliamo questo libro di oltre 200 pagine per la descrizione dettagliata delle caratteristiche peculiari di ogni popolazione, la minuzia di particolari nell’illustrazione degli habitat, le numerosissime immagini che ne fanno l’unico volume che presenta in modo dettagliato e completo questa specie evidenziandone la preziosa presenza sul nostro territorio nazionale.

Di seguito un eloquente esempio della ricchezza dei dati presentati nel libro: un breve e riveduto stralcio sulla popolazione Calabra di Testudo hermanni hermanni meravigliosamente descritta nel libro:

Nella regione la testuggine risulta presente in tutte e cinque le province presentando caratteristiche morfologiche affini per quanto attiene le popolazioni cosentine, crotonesi,  catanzaresi e  quelle rare del vibonese,  con unica eccezione  rappresentata  dal nucleo presente nell’hinterland del comune di Caraffa di Catanzaro i cui esemplari sono interessati dalla forma particolare del carapace (cupoliforme) messo in risalto dal colore giallo cadmio che si confonde con il particolare terreno dell’ habitat della testuggine, formato da vallecole di sabbia gialla. Menzione a parte dal punto di vista morfologico merita  la varietà aspromontana,  in possesso di caratteristiche davvero uniche, presentando colorazione prettamente melanica, tipica delle popolazioni di alta montagna, con carapace, moderatamente cupuliforme, interessato da una percentuale di nero intenso  nettamente superiore al giallo oro vecchio. Lo scudo sopracaudale si presenta diviso esternamente, mentre risulta unito  all’interno.  Altra caratteristica è  rappresentata dal secondo  scudo vertebrale rientrante nel primo, particolarità riscontrata solo in alcuni esemplari  siciliani (soprattutto speronati), nonchè la particolare forma della parte posteriore dello stesso carapace, che si presenta leggermente scampanata tanto da assumere la forma di un “gonnellino”. Un’altra singolare particolarità è rappresentata dalla presenza di piccoli speroni appuntiti, ai lati delle cosce. Testa, collo, zampe e coda risultano grigio-giallastri, unghie scure, mentre risulta assente, nella maggior parte degli esemplari, la tipica macchia gialla sulle guance. Una simile melanicità viene rilevata solo nelle popolazioni siciliane dell’etna, aventi  però dimensioni più  contenute e  in qualche esemplare delle colline  lucane. Rispetto a queste due ultime varietà  quella aspromontana sorprende per la capacità  di adattarsi ad un ambiente estremamente “ostile”, sia dal punto di vista geo-climatico, parliamo di un sito di presenza il cui apice sfiora i 1200 metri di altezza, sia dal punto di vista morfologico territoriale, trattandosi di ambiente spesso roccioso e scosceso. Sono stati misurati maschi di 15,50 cm  di lunghezza e femmine di 21 cm. Come sopra citato le popolazioni cosentine, crotonesi, catanzaresi e vibonesi  in generale, sono molto simili tra di loro, presentando forma ovoidale con carapace di media bombatura di un bel colore giallo oro frammisto al nero intenso, con qualche eccezione rappresentato dai rari esemplari  presenti  nell’hinterland  di Botricello, presentanti  carapace più schiacciato e leggermente allungato, di colore giallo intenso sulle costali tendente al  giallo cadmio sulle vertebrali. Lo scudo sopracaudale si presenta diviso sia esternamente che internamente.  Una citazione particolare tuttavia merita il nucleo crotonese, il più consistente e aggraziato per la particolare evidenziazione dei disegni  del cupuliforme carapace.

Dimensioni: maschio max 14,4 cm; femmina max 21,6 cm. Tali dimensioni sono da riferirsi   alle popolazioni presenti nel cosentino, crotonese, catanzarese e vibonese. Le dimensioni del nucleo aspromontano, come già  citato, variano dai 15,5 cm di lunghezza degli  esemplari  maschi ai 21 cm delle femmine.

Habitat: I vari siti regionali di presenza della testuggine sono interessati da diversi habitat vegetazionali. La varieta’ aspromontana la troviamo tra le rocce affioranti di conglomerato, colonizzate da distese di Menta  selvatica di diverse specie,  arbusti spinosi di rosa canina (Rosa canina L.), orchidee selvatiche soprattutto la moscaria (Ophrys insectifera) e vaste estensioni  di  asfodelo (Asphodelus sp.) e felce aquilina (Pteridium aquilinum). Molto abbondanti risultano inoltre gli arbusti di ginestra di varie specie (in particolare ginestra spinosa) , nonché  quelli di citiso (Cytisus sp.), erica (Erica arborea) ed euforbia cespugliosa (Eufhorbia characias), oltre a piante e arbusti di minore diffusione. Inserite a macchia in tale contesto troviamo in abbondanza  piante di pero selvatico (Pyrus pyraster) e melo selvatico (Malus sylvestris); il nucleo vibonese (Pizzo/Maida Marina) predilige i boschi di pino domestico (Pinus pinea) ed eucalipto (Eucalyptus camaldulensis), il cui sottobosco è costituito principalmente da abbondanti arbusti di lentisco (Pistacia lentiscus), mirto (Myrtus communis L.) e pungitopo (Ruscus aculeatus), con rari sconfinamenti di esemplari interessanti i limitrofi e più interni agrumeti; il nucleo di Caraffa e’ inserito in un contesto vegetazionale costituito da specie arboree a macchia in cui prevalente risulta il pino d’Aleppo (Pinus halepensis). Nel sottobosco e nei quadranti privi di vegetazione arborea si riscontra la macchia bassa costituita in prevalenza  da cespugli di rovo (Rubus ulmifolius) e cisto (Cistus sp.). Presenti in abbondanza piante di Fico d’india (Opuntis ficus-indica), piante della famiglia delle Liliaceae (Uriginea maritima) e distese di fico degli ottentotti ( Carpobrotus edulis e acinaformis); nel crotonese la testuggine e’ presente prevalentemente in siti montano-collinari, tutti caratterizzati, in diversa misura, dall’habitat prioritario “Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea”. In questo tipo di vegetazione rientrano le praterie steppiche perenni di tipo termo-xerofilo a dominanza di graminacee cespitose (Lygeum spartum, Hyparrhenia hirta, Oryzopsis miliacea) e gli aspetti di vegetazione xerofila effimera annuale, a carattere basifilo o neutrofilo, insediatesi su substrati calcarei, dolomitici, marnosi, argillosi, arenacei, sabbiosi, vulcanici. Si tratta in genere di praticelli a ciclo invernale-primaverile fisionomicamente caratterizzati dalla dominanza di un ricco contingente di terofite, cui si accompagnano talora piccole geofite. Questo tipo di vegetazione, che riveste un ruolo prettamente pioniero, si localizza normalmente su superfici piuttosto rocciose con suoli superficiali o comunque poco evoluti. La vegetazione in oggetto è legata al bioclima mediterraneo, rinvenendosi dagli ambienti costieri a quelli montani all’interno della fascia compresa tra il termomediterraneo e il supramediterraneo.  La macchia mediterranea e’ rappresentata soprattutto da diverse sclerofille sempreverdi dei Quercetalia e dei Quercetea-ilicis quali corbezzolo (Arbutus unedo),  lentisco (Pistacia lentiscus, P. terebinthus), mirto (Myrtus communis) e rosmarino (Rosmarinus officinalis). Spesso, consociate con le prime, si rinvengono l’alaterno (Rhamnus alaternus), l’ilatro (Phyllirea latifolia), il viburno (Viburnus tinus) e l’olivo selvatico (Olea europaea var. oleaster ).Si osservano, inoltre, numerose piante erbacee quali la  Brassica rupestris,  B. incana, Cerinthe minor, Diplotaxis tenuifolia, Centranthus ruber e Silene colorata; le popolazioni del cosentino (Tarsia) oltre ad occupare la vegetazione  delle aree coltivate (coltivazioni di cereali e foraggio per quanto riguarda i seminativi,  uliveti e vigneti per le coltivazioni arboree, ortaggi irrigui per quanto attiene le zone di fondovalle)) , la troviamo anche nelle zone più  impervie dove sono presenti delle coperture vegetali caratterizzate da boschi misti di roverella (Quercus pubescens), leccio (Quercus ilex) e diverse specie di arbusti tipici della macchia mediterranea tra i quali dominano il lentisco (Pistacia lentiscus) e la fillirea (Phillyrea latifolia). Sono presenti, inoltre, cespugli bassi, rappresentati da cistacee come Cistus monspeliensis e diverse specie di erica.

Status, conservazione e cause di minaccia/vulnerabilità: la  Testudo hermanni hermanni in Calabria, pur occupando areali abbastanza vasti in quasi tutto il territorio regionale, appare tuttavia in sensibile calo in particolare nel crotonese, la provincia dove la testuggine risulta maggiormente presente. Tale area risulta interessata da media/alta vulnerabilità riguardante  principalmente azioni di incendi e  bracconaggio. Quest’ultima illecita attività, come riportato da notizie di cronaca, risulta purtroppo in evidente aumento, basti pensare che nell’anno 2009, a seguito di un’operazione condotta dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato, è stato possibile individuare, nascosti in una grotta, ben 165 esemplari di Testudo hermanni hermanni, destinati probabilmente al mercato illegale . Altra incidenza negativa è rappresentata dalle profonde trasformazioni ambientali a scopo agricolo, edificativo e turistico, dall’inquinamento genetico, e soprattutto nelle aree protette, dalla predazione perpetrata, a carico soprattutto delle uova e dei piccoli, da parte di altri animali terrestri, quali volpi e cinghiali, e quelle ad opera di uccelli rapaci . Azioni di bracconaggio interessano anche la popolazione catanzarese di Caraffa, tanto da spingere la Giunta Comunale a deliberare, recentemente, la richiesta, alla Regione Calabria, purtroppo ancora inevasa, di istituzione di un’area protetta. Per ultimo, evidenziamo le criticità dell’area aspromontana dove numerose  sono le minacce che gravano sulla sopravvivenza dell’animale, e se da un lato esse sono una conseguenza dell’intervento umano, dall’altro vengono accentuate dai delicati equilibri biologici di questi Rettili. In particolare, le principali minacce cui la specie è soggetta nel territorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte possono essere ricondotte al bracconaggio per scopi commerciali o ornamentali; molto frequentemente i pastori, gli agricoltori o i semplici visitatori che incontrano la testuggine non si limitano ad osservarla, ma al contrario propendono per la raccolta e il relativo trasporto a casa, collocando la testuggine tra le piante di un orto o in  un giardino o, peggio ancora, tra le mura di un appartamento;  distruzione del suo habitat di elezione, sopra menzionato, continuamente soggetto all’opera dell’uomo che abbatte le essenze vegetali naturali  al fine dell’ottenimento di legname o altri prodotti, oppure sostituisce tale vegetazione con coltivazioni o ancora con la costruzione di strade o altri manufatti; frequenza di incendi che oltre a distruggere la copertura vegetale, uccidono le tartarughe, impossibilitate, data la loro lentezza,a sfuggire al pericolo delle fiamme;   predazione naturale,  perpetrata soprattutto nei confronti dei nidi e dei piccoli da parte dei nemici tradizionali  e in particolar modo il cinghiale, molto diffuso nei siti di ubicazione della Testuggine di Hermann. Grave incidenza riveste anche il sovrapascolo. Il continuo scalpiccio di ovini, bovini e suini oltre a disturbare le tartarughe tende anche esso  a scoprire o distruggere i nidi compromettendo la schiusa delle uova.  Altri pericoli sono rappresentati dalla predazione di uccelli rapaci. Unica nota positiva è rappresentata dalla tutela “naturale” dell’animale. L’inaccessibilità  di alcuni siti di presenza fungono difatti da ostacolo almeno per quanto attiene il fenomeno del bracconaggio, come dimostrato dall’avvistamento in tali luoghi di esemplari  molto vecchi rimasti in totale isolamento per parecchi anni.  Possiamo quindi affermare che in considerazione dell’estrema vulnerabilità dell’importante sito, unico per la presenza del particolare fenotipo della sottospecie Testudo hermanni hermanni, sarebbe opportuno che le Autorità  competenti, e in particolare modo l’Ente Parco, avviassero urgenti progetti di salvaguardia, al fine della tutela dell’animale. Una stima sulla popolazione, l’individuazione e la relativa recinzione delle aree più importanti di nidificazione, finalizzata ad impedire l’accesso al pascolo, nonché  la creazione, come già  avvenuto ad Albera, in Spagna, di un centro di riproduzione, al fine di ridurre la mortalità  giovanile che si verifica in natura, favorendo così una futura riammissione nel sito , sono da considerarsi obiettivi prioritari da perseguire.


La più piccola…

by Lorenzo - ottobre 21st, 2012

… ancora una volta si tratta di figlia di primipara nata in terra!

Non me ne vogliano gli esclusi…

by Lorenzo - settembre 24th, 2012

… cercherò di rimediare al più presto!

Un saluto a tutti i precedenti proprietari da qualche bella tarta!

CONSUELO

RACHIDA

VIOLETTO

MILO

SIMONE