http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/182054
Metto un link dell’articolo uscito stamattina in uno dei principali quotidiani della Sardegna. Sono inorridita! Mi chiedo come possa una persona depredare la sua stessa terra di un patrimonio faunistico così prezioso. Non ci sono parole… Inoltre come si può legare così crudelmente un povero animale. Sono felice che abbiano sgominato questa banda, ma quante ancora in tutte le parti del mondo ce ne saranno che commettono questi crimini? Sappiamo tutti la risposta.
Cerchiamo di essere sempre più sensibili a questi problemi e di dare il nostro contributo quando possibile. Molti di noi hanno da anni tartarughe in giardino, è bello averle, ma erano altri tempi. Tempi nei quali una legge sanatoria ci ha fatti sentire autorizzati a tenercele. Adesso le cose sono diverse: è bello poter incontrare ancora una tartaruga per strada, ma lasciamola dov’è. Fotografiamola, osserviamola, ma lasciamole proseguire la sua vita, libera.
Questa coppia di Testudo/Agrionemys horsfieldii è arrivata nel mese di gennaio: poiché le condizioni climatiche non hanno consentito da la sistemazione all’aperto, Amir e Barbora, sono stati provvisoriamente alloggiati in un terrario.
Sin dal primo giorno si è provveduto alla sverminazione e al controllo della loro salute osservandone reattività, appetito, ritmi … e proprio grazie a queste attenzioni siamo riusciti a percepire che qualcosa non andava in Barbora, una femmina adulta di quasi 1 kg.
Purtroppo questa specie proviene da un habitat diverso dal nostro e gli esemplari che arrivano sul mercato europeo sono catturati e sottoposti a lunghi viaggi e numerosi spostamenti che ne mettono a dura prova la salute e le difese immunitarie.
Entrambe erano piene di parassiti e piuttosto disidratate: i dovuti accertamenti sanitari hanno rivelato per Barbora una bruttissima polmonite che si è andata aggravando nei giorni successivi nonostante le cure tempestive.
Un’organizzazione impeccabile e un’atmosfera di piacevole relax è quanto di meglio si può sperare da una fiera su questi placidi animali.
Numerosissimi esemplari di specie nostrane ed esotiche danno mostra di sé in terrari e teche.
Sia che siate intenzionati a prendere una tartaruga o semplicemente a passeggiare tra gli stand ammirando le varietà esposte, potrete godere del piacevole relax di una passeggiata tra le tartarughe.
Appositi settori sono dedicati alla salvaguardia e agli studi condotti sulla genetica (DNA) e su alcune patologie (Herpes virus).
SIETE ANCORA IN TEMPO… ma solo fino a tutta la giornata di domani 2 Maggio 2010!!!
Camilla e Violetto arrivarono oltre dieci anni fa in casa dei loro proprietari: erano piccolissime, ma con una dieta fatta principalmente di gamberetti, piccoli pesci, carote a julienne, insalata, la taglia è aumentata e sono passati a tartarughiere sempre più grandi.
La taglia attualmente raggiunta dalle due tarte, nonostante l’impegno dei proprietari nel curarle al meglio, rende impossibile la loro gestione in appartamento, soprattutto da quando Camilla ha manifestato una certa aggressività nei confronti di Violetto, costringendo i proprietari a separale.
Lei è Camilla, Trachemys scripta elegans femmina adulta.
Lui Violetto, Graptemys kohnii maschio adulto.
Il sogno dei proprietari era quello di trovare per queste due tarte una nuova sistemazione: un laghetto in un piccolo giardino con altre tarte sarebbe il massimo!
Violetto è arrivato giusto ieri a fare compagnia alle nostre femmine della stessa specie nella speranza che riescano a metter su famiglia.
Camilla è ancora alla ricerca di una nuova sistemazione: se avete un laghetto in giardino che possa ospitarla FATEVI AVANTI!!!
Here are some pics out of the 500 hundred I took (of 17 thh specimen) during my journey to Majorca.
I will compare them with those I know the best, that is to say the varoise hermanni.
For the main similarities, I would say:
- link between V1 and V2 quite linear,
- keyhole pattern on V5 same shape,
-very dark nails,
- 100% of specimen (n=17) I saw with 5 nails to both former legs,
- 100% of specimen with no black patches (negri baffeti ??) on top of gular scales (even if some rare varoises have one or even 2 small black patches),
- size and shape of cheeks yellow patches according to the age,
- total length more or less the same even if a little shorter: let’s say about 13 cm for males (varoises 14 cm) and about 16 cm for females (varoises 17 cm).
For the main differences, I would say:
- general shape of shell like a horse seat with heighest point at the back of V2 whereas varoises are “symetrical” and have eighest point in the middle of V3,
- round, short and wide head, whereas varoise have a more linear, long and narrow snakelike head,
- a lot of greenish scales on top of head, whereas varoises have (except on cheeks) totally dark head.
Ringraziamo infinitamente Biby per averci dato la possibilità di pubblicare le immagini della deposizione di Fatma, la sua splendida Testudo graeca nabeulensis con la treccia. Le T.g. nabeulensis non fenno un vero letargo e generalmente iniziano a deporre già all’inizio della primavera.
Al seguente link è possibile intervenire alla discussione aperta sul Forum TartaPassion: Fatma ha deposto!!
Finalmente oggi Fatma ha deposto.
Probabilmente è la 1°,non ne ho la certezza….non ho trovato altre uova,
smosso si…ma uova niente!!!
ha scelto un posto bruttissimo….in pieno sole…ed oggi al sole c’erano almeno 30°!!!!
quando stava ricoprendo il buco,ho deciso di farle qualche foto frontale e…guarda un pò…=(
era piena di schiuma.
Povera…..ha iniziato a mezzogiorno e mezza ed ha finito alle 13,45.
l’ora più calda.
ho recuperato le uova,ne ha fatte 4.
Per chi nutrisse ancora dubbi sul fatto che le horfieldii bevano o meno, un video assolutamente chiarificatore…
Il fatto che queste tartarughe temano l’umidità invernale, durante il letargo, e quella estiva è dovuto al loro ambiente di origine prevalentemente arido. Le conseguenze principali dell’allevare questa specie in ambiente eccessivamente umido sono malattie respiratorie e micosi alla corazza: patologie per le quali questa specie non ha sufficienti difese immunitarie!
Tuttavia, come si vede in questo video, le hors bevono e come: infatti, credere che le tartarughe che temono l’umidità non hanno bisogno di acqua è un grave errore, comune negli allevatori alle prime armi, che in molti casi provoca in questi animali gravi patologie da disidratazione.
Soprattutto in primavera e in autunno questa specie ha bisogno di accumulare tutti i nutrienti e i liquidi necessari a superare i lunghi periodi di letargo ed estivazione.
Due piccoli neonati di qualche anno fa: nati da esemplari di Emys orbicularis della sottospecie gallotalica di ceppo Toscano di una cara amica allevatrice!
Questo triste video tratto da youtube.com ripropone una carrellata di foto sicuramente già note ai tartamanti del web. Si tratta di immagini crude che presentano le sofferenze legate al commercio in particolare delle Testudo horfieldii che negli ultimi anni sono andate a rimpiazzare sempre in maggior numero il vuoto di mercato creato dal blocco della vendita delle nostre Testudo mediterranee a seguito del loro inserimento in CITES.
Queste tartarughe vengono catturate e raccolte in gran numero nei loro paesi d’origine (in particolare Kazakhstan Uzbekistan Tajikistan) e proposte sui mercati di tutto il mondo. Tali paesi hanno delle quote di esportazione di migliaia di esemplari vivi selvatici (WC), un certo numero di uova e un’altra quota di esemplari allevati. Nel link seguente le quote riferite all’anno 2009 - http://www.cites.org/common/quotas/2009/ExportQuotas2009.pdf (vedesi Tajikistan e Uzbekistan):
Tajikistan / Tayikistán / Tadjikistan (Non-Party/No Parte/Non-Partie)
REPTILIA - Testudo horsfieldii
17 000 wild-taken recolectados en el medio silvestre spécimens sauvages 04/03/09
Le tartarughe russe, così vengono chiamate spesso, sono proposte sul mercato come tartarughe da giardino adatte a tutti, compresi i principianti. Sono inserite nell’allegato B della CITES e pertanto commerciabili previo rilascio di documenti accompagnatori privi di marcaggio individuale degli esemplari: questo fa sì che parallelamente al commercio ufficiale consentito dalla legge si sia sviluppato un commercio clandestino che facendo arrivare sul mercato numerosi esemplari “sotto banco” permette di abbattere i prezzi e di rendere questi animali molto più accessibili delle nostre Testudo mediterranee.
Un ulteriore problema è che queste tartarughe provengono da paesi con un clima molto diverso dal nostro: le steppe delle aree desertiche della ex Unione Sovietica presentano un clima molto rigoroso con inverni secchi e freddissimi ed estati calde e asciutte in cui i cambi di stagione sono repentini. Il processo di acclimatazione per questi animali, già molto provati dalle peripezie della cattura e del trasporto, non è affatto semplice e molti finiscono per perire nel corso del primo anno dall’acquisto. Le patologie più tipiche sono quelle di una debilitazione generale dovuta all’abbassamento delle difese immunitarie a seguito di stress; per cui, nel giro di qualche tempo, batteri, virus, parassiti, funghi, patologie respiratorie… hanno la meglio sulle poverette!
L’acclimatazione e l’allevamento nel nostro paese, seppur non impossibile risulta per lo più difficoltosa e i successi riproduttivi sono assolutamente sporadici. Pertanto, al fine di evitare a questi animali inutili sofferenze sconsigliamo vivamente l’acquisto di esemplari WC ed inoltre poiché la biologia della specie richiede, soprattutto nel periodo di acclimatazione e durante i cambi di stagione, un allevamento integrato terrario/recinto esterno non si tratta probabilmente di tartarughe adatte ai tartamanti alle prime armi.
Le piccole adorano crogiolarsi al calore del sole o di una semplice lampada.
Devo ammettere che le Emys in questo caso sono molto più “sfacciate” delle cugine americane: infatti le giovani Trachemys si avventurano solo raramente fuori dall’acqua e rimangono in allerta tutto il tempo tuffandosi al minimo brusio.
Sullo sfondo si nota vagamente la silhouette verde di una giovane Trachemys che preferisce osservare la scena dall’acqua.
Non avendo ricevuto le immagini cortesemente richieste ne inserisco alcune di mie relative ai soli piastroni di esemplari provenienti tutti dalla Basilicata e testati geneticamente (osservare le tipiche macchie nere).
Si tratta, nell’ordine, di piastroni appartenenti a due femmine e un maschio.