ANATOMIA e SENSI
La corazza o guscio è l’elemento
che caratterizza le tartarughe rispetto a tutti gli altri rettili.
Esso può essere osseo, coriaceo o molle e generalmente è costituito
da tre elementi: carapace, piastrone e un ponte osseo o legamentoso
che li unisce. Il dorso, chiamatocarapace,
ha forma convessa, mentre il piastrone, la
parte inferiore, è pressoché piatto o leggermente
concavo. Il guscio è parte integrante del corpo della tartaruga
e dal punto di vista biologico funge da protezione. Esso non è altro
che una modificazione della cute e presenta una struttura doppia
costituita internamente daplacche
Osseerivestite
superficialmente da piastre di materiale corneo denominate scuti,
che generalmente presentano disegni e colori che determinano la
livrea della tartaruga a volte ricca di macchie o segni come in
Geochelone elegans. Le placche ossee aderiscono tra loro
e si distinguono grazie a margini irregolari che non seguono
la disposizione degli scuti cornei che di solito
sono posti uno accanto all’altro oppure si presentano embricati
(sovrapposti) e prendono il nome in base alla loro posizione: golari,
pettorali, addominali, femorali, vertebrali, costali, sopracaudali,
marginali.
La testa e la coda sono collegate
al carapace direttamente attraverso lacolonna
vertebrale,
che è rigida solo nella parte centrale dove è saldata
internamente all’interno della corazza.
La bocca, priva di denti, è munita
di una sorta di becco corneo a bordi taglienti con il quale la
tartaruga sminuzza il cibo prima di ingerirlo. La lingua,
corta e carnosa, è pressoché immobile, ma facilita
l’ingestione dei cibi con un leggero scorrimento dall’esterno
verso l’interno consequenziale al movimento mandibolare della
deglutizione. La lingua è inoltre cosparsa di cellule gustative
che le permettono di comprendere la commestibilità dei cibi.
Il sistema digerente è semplice: lo stomaco
presenta una sola camera ed è seguito direttamente dall’intestino
che sfocia nella cloaca. La digestione è abbastanza lenta
e dall’ingestione dei cibi alla loro evacuazione possono
passare 2-3 giorni, per le specie acquatiche carnivore tipo emididi,
ma può durare fino a 10 giorni nelle grandi tartarughe vegetariane
terrestri.
Il collo ha lunghezza variabile ed è ancorato
direttamente al carapace tramite la pelle. Tramite movimenti di
contrazione e distensione esso è il principale fautore della
respirazione. Nelle specie acquatiche gioca un ulteriore ruolo
integrando l’apparato respiratorio polmonare: permette di
sfruttare durante lunghi periodi di immersione (ad esempio il letargo)
l’ossigeno disponibile nell’acqua tramite tubercoli
della cute riccamente vascolarizzati. In alcune specie
sempre acquatiche l’acquisizione dell’ossigeno dall’acqua
avviene invece tramite delle vesciche poste all’interno della
cloaca.
Le narici poste all’apice del cranio sono
direttamente collegate al cavo orale e sono lo strumento per l’acquisizione
di informazioni chimiche e olfattive, molto utilizzato in tutte
le specie e particolarmente dalle tartarughe marine che lo utilizzerebbero
per orientarsi nei mari in direzione delle spiagge in cui deporre
le uova, le stesse dove sono nate.
L’occhio è munito di membrana nittitante
e palpebra; esso garantisce alla tartaruga un ampio campo visivo.
La vista, ben sviluppata, consente alla tartaruga di discernere
forme e colori già alla distanza di 20-50 metri.
Le tartarughe non possiedono padiglioni auricolari esterni ad eccezione
di una membrana timpanica, una scaglia cutanea
che funge da cassa di risonanza che a volte presenta una colorazione
diversa dal resto della cute.
La tartaruga non possiede corde vocali e pertanto non è in
grado di emettere suoni articolati, tuttavia non si può dire
che sia muta; infatti, esse emettono delle vocalizzazioni tramite
l’espulsione dell’aria tramite la bocca, ma solo in
determinate occasioni. Quando sono spaventate e ritirano improvvisamente
la testa nella corazza, l’improvvisa emissione di aria dai
polmoni produce un soffio molto rumoroso che potrebbe avere anche
la funzione di spaventare un eventuale predatore. Inoltre, durante
l’accoppiamento le vocalizzazioni dei maschi sono udibili
anche a distanze notevoli: esse sono sempre prodotte dalle ripetute
spinte muscolari che causano la fuoriuscita dell’aria dai
polmoni; anche le femmine sono in grado di produrre tale vocalizzazione
e lo dimostrano osservazioni in esemplari detenuti in cattività che
durante il periodo della deposizione assumono atteggiamenti simili
a quelli dei maschi (Cfr. Testudo Hermanni - scheda della specie).
Il sistema circolatorio è attivato dal
movimento cardiaco tramite il quale il sangue venoso e quello arterioso
ossigenato vengono pompati in tutto il corpo.
L’apparato urinario è costituito
da due reni che sono uniti alla vescica tramite gli ureteri. L’urina
spesso emessa in sede di manipolazione quale strumento difensivo,
si compone di una parte liquida e da una componente biancastra
più densa.
L’apparto riproduttivo è interno:
i maschi sono muniti di due testicoli posti ai lati dei reni e
da un pene, contenuto nella coda, che durante l’accoppiamento
viene estroflesso tramite l’apertura cloacale ed inserito
nella cloaca della femmina che è collegata dagli ovidotti
alle due ovaie.
Per calcolare l'età delle tartarughe si può far riferimento alle righe di accrescimento annuale sulle placche cornee della corazza. Tale metodo è applicabile solo ad esemplari che effettuano ibernazione o estivazione poiché le righe vengono a formarsi proprio durante questi peridi di inattività. Tuttavia, questo metodo è abbanza approssimativo ed è da ritenere attendibile solo fino a circa dieci anni di età quando termina il periodo di maggiore accrescimento per questi animali: infatti, con gli anni le righe si fanno più fitte e sottili tanto da apparire spesso indistinguibili, mentre negli esemplari più anziani le placche subiscono un processo di usura che le rende spesso levigate e lisce impedendo di distinguere anche le righe di acrescimento dei primi anni.
Le attività dei cheloni possono essere brevemente
sintetizzate in alcuni atteggiamenti fondamentali: alimentazione,
basking (soleggiamento), riposo, corteggiamento/accoppiamento, letargo.
Questi animali sono famosi per la loro longevità e per la resisitenza a traumi o lesioni, tanto che in epoche passate hanno suscitato notevole interesse negli scienziati anatomisti che ne hanno fatto oggetto di esperimenti a volte estremamente crudeli. A tal proposito è molto interessante il sito web www.francescoredi.it |

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